domenica 7 settembre 2008

La Violenza come mezzo di Comunicazione [Parte Due]



"Ho perso l’attimo. Non ho più modo di tornare indietro, manco se ne parla, resta solo polvere, devo mangiarla" [Gruff]

Nota: questo post è la seconda parte di QUEST'ALTRO.
Se volete capirci qualcosa, leggetelo. Il precedente post dico, e poi questo.
No, non quello *immediatamente* precedente. Esatto, non quello su Lloyd, ma quello segnalato poco fa, che poi è il precedente del precedente del precedente. Leggetelo.
Ma leggete anche questo.
E magari commentate che lurkare fa diventare ciechi.


La Violenza come mezzo di Comunicazione [Parte Due]

E' dai tempi del mio personalissimo miglio verde, strada che percorre gli Ex Palazzi Magno e Porta Napoli passando per il malfamatissimo rione San Pio X, che mia madre mi riempie la testa, anzi, mi riempie la coscienza, di cose che mi hanno frenato la vita.
Sii educato, non creare problemi, porta rispetto, aiuta la gente, non attaccare briga, evita le bravate, stai lontano dalla cattiva gente, non drogarti, studia tanto, non essere violento.
E ad ogni nuova condizione che poneva, la mia coscienza cresceva, si nutriva e si manifestava, e guarda adesso cosa è successo.
E’ grassa da fare schifo ed è pure morta.

Ad ogni nuova condizione un nuovo freno motore rallentava il mio successo e mi allontanava da esso, impedendomi di diventare qualcuno di importante, di conosciuto, rispettato e temuto. Un bravo leader che avrebbe potuto cambiare le cose, per andare incontro proprio a quei concetti di umanità che mi hanno spaccato le palle per tutti gli anni delle elementari delle medie e delle superiori, in perfetta sincronia con l'educazione che ricevevo da mia madre, pasto per la mia coscienza.
Tutte merdate che mi entravano nel cervello come spyware nel pc, e avevo bisogno proprio di una bella formattata per toglierle via.
Formattata che avrei avuto quella stessa notte, al quarto giro di Kwak.

Lei era una gran bella rossa belga, pastosa, la quale si era sposata benissimo con la mia voglia di scopare.
Me la stavo sbattendo in macchina, sul sedile posteriore, lei accovacciata in un angolo in una posa doggy style che avrebbe reso orgoglioso Snoop Doggy Dog e io sopra di lei, nudo fino alle palle ciondolanti, vestito soltanto dal mio nuovissimo cappello western alla Morgan Freeman in Gli Spietati, sguardo da duro e pisello incazzato che per ovvie ragioni lei non poteva vedere. Lo sguardo da duro perché era girata in avanti e il pisello incazzato, beh, quello non lo vedeva ma pareva lo sentisse benissimo.
Mentre facevo zum zum realizzavo, distratto da un sibilo che mi oscurava il cervello, tre cose:
1) non sapevo nemmeno come si chiamasse la rossa e per convenzione e associazione mentale decisi di darle il nome Kwak.
2) forse quello non era il quarto giro di birra, ma il sesto.
3) Il piccione che ha cagato sul lunotto posteriore, che da quella posizione riuscivo a vedere distintamente, doveva avere un culo più grosso di Kwak, la mia nuova partner.

Poi realizzai cosa fosse quel sibilo.
Era quella cazzo di coscienza che faceva monologhi imbarazzanti su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
E più cercavo di ignorarla più si faceva più chiara la sua voce. Alla fine dovetti mettere il trombatore automatico e sbrigare un paio di concetti con la mia coscienza.

- Salve uomo.
- Che vuoi?
- Sai chi sono?
- Si. Una scassamaroni.
- E’ quello che pensi anche di tua moglie?
- Non nominare mia moglie. Se la nomini tu, mi sembra merda.
- E’ normale, perchè sei tu la merda. Hai una famiglia, una moglie e due figli.
- E tu hai una capacità innata di venire qui ogni volta che mi sto divertendo.
- E’ che il tuo concetto di divertimento è un continuo peccare.
- Ascolta, ora come vedi ho da fare. Ne parliamo quando ho finito, ok? Ne parliamo sempre quando ho finito.
- Lo so, ed è per questo che ti vengono quelle idee assurde. Questa volta ne parliamo prima. Anzi durante, dato che già stai tradendo.
- Non sto tradendo, mi sto allenando.
- Stai scopando con una sconosciuta. Non sai nemmeno chi sia.
- Non è una sconosciuta. Si chiama Kwak.
- La tua famiglia ti sta aspettando a casa.
- Ti ho detto che ne parliamo dopo.
- No, adesso.
- No dopo.
- Adesso.
- Non rompermi i coglioni, ho detto dopo.
- Adesso!
- Mi stai facendo innervosire.
- Meglio, così te la smetti.
- Giuro che se non sparisci ti riempio di pugni.
- Non lo faresti mai.

Quando ebbi finito di riempirla di pugni tornai nella realtà.
Kwak era davanti a me, nuda, vestita di un sangue che non era il mio, inquietantemente ed eccessivamente somigliante a quello che vestiva le mie mani come guanti da motociclista degli anni ’70. La sua faccia non era più quella di un bel troione che ti arrapa al primo sguardo, e fa precocemente eiaculare la gente media, al secondo.
Era più che altro la faccia di un porco arrosto, con tutto quel grumoso sangue mischiato a spezie di cui ignoro il nome. Il sangue che la ricopriva in alcune zone prendeva coloriti indigesti, quasi color panna, la stessa tonalità che aveva il mio cazzetto aggrinzito, a riposo come un guerriero dopo la lotta.
I capelli erano impiastricciati e una mia mano scoprii essere ancora lì, tra i riccioli, a muoversi ferocemente in alto e in basso, in movimenti che poco avevano a spartire con l’idea di effusioni scambiate tra amanti, che avevo finto fino a quel momento.
E fu proprio in quel momento che nella mia testa arrivò l’audio di un film horror e con sé portava suoni interessanti che un po’ mi spaventavano e un po’ mi eccitavano. Urla strazianti che erano di Kwak.
L’altra mano, violentemente, mi masturbava.

C’era poco da fare, avevo paura.
Ora lei mi avrebbe denunciato, mi avrebbe rovinato la vita, mi avrebbe messo nei casini con mia moglie, non mi avrebbero più permesso di vedere i miei figli. Il mio cane.
E quel che era peggio era la terrificante verità che mi si schiariva in testa: aveva ragione la mia coscienza.
L’istinto di scappare prendeva il sopravvento, quando, ancora spappolandole quei ricci ormai sfatti, ascoltai meglio quelle urla che non erano di dolore, ma di piacere e ad ogni "ahhhhhh..." seguiva un "...ncoraaaa!".
Ancora.
E ancora.
E ancora.

Dopo che raggiunse il suo terzo orgasmo, ci mettemmo a parlare. Mi raccontò del suo compagno, del fatto che tra loro il sesso era morto, e che per questo faceva la prostituta.
Cazzo. M’era completamente sfuggito questo dettaglio.
E pensare che l’avevo anche già pagata.
Mi disse che a lei piaceva molto farlo forte, con violenza e che più violenza c’era più le piaceva.
Che cazzata, pensai.
- Ma scusa, come fa a piacerti?
- È che ci sono abituata.
- Perché, ti picchiano spesso?
(Intanto mi pulivo dal sangue e lei si risistemava i riccioli)
- No, nessuno mi picchia. Nessuna violenza. Non fisicamente almeno. E’ che mi sento violentata dalla vita, dal mio compagno, dai clienti. Dallo stato, dalla società, dalle banche, dal Vaticano. E francamente non ne posso più.
Pensai subito a quello che avevo, una voragine, e le chiesi cosa avesse lei.
- Niente. Non ho niente.

La invidiai. Lei non aveva niente, aveva già raggiunto lo zero assoluto, poteva ricominciare.
Io invece ero ancora vittima dei Potenti.

Mi fece una domanda che aveva un non so che di inquietante.
- Hai mai visto Colpo di Fulmine?
- Il programma con quella tettona bionda?
- Si quello. Lo hai mai visto?
- Certo.

Bella merda, aggiunsi.
- A me piaceva. Ho sempre sognato un principe azzurro che mi salvasse da questa vita. Un uomo pronto, deciso, che non si lascia impressionare da nulla, che scopa da dio e mi tratta come piace a me, con quel rispetto che io decido essere tale.
- E tu hai sempre sognato un principe azzurro?
- Si
- Non si direbbe...
- Che vuoi dire?
- Bè, è vero che col lavoro che fai vedi tanta gente, ma cercare il principe azzurro in un’alcova di segaioli frustrati avrà possibilità pari a zero. A meno che lui non abbia davvero un colpo di fulmine per te.
- Io credo di averlo trovato.

Le sorrisi.
Dio, che idiota.
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4 commenti:

AlanMoore ha detto...

La seconda parte mi affascina anche più della prima ma meno della foto della Kwak :D

AlanMoore ha detto...

Dimenticavo: a quando terza e quarta parte? ;)

HulkSpakk ha detto...

ora vediamo^^
La terza entro fine settimana credo :)

Marco Laggetta ha detto...

Bella scoperta il tuo blog! E bello vedere che sei ancora più schietto e concreto che nella realtà! Ti ho linkato. :) Un salutone. Marco