mercoledì 15 dicembre 2010

Buonasera, Italia




Buona sera, Italia.
Prima di tutto vi prego di scusarmi per questa interruzione.
Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo 14 dicembre, un giorno ahimè sprofondato nell’oblio, sottraendo un po’ di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere.
Alcuni vorranno toglierci la parola
, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati.
Perché?
Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità.
E la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione.
E lì dove una volta c’era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò.
Com’è accaduto?
Di chi è la colpa
?
Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole.. non c’è che da guardarsi allo specchio.
Io so perché l’avete fatto.
So che avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta?

Guerre, terrore, malattie.
C’era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all’attuale Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso
. Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio.
Ieri sera io ho distrutto la vecchia Roma, per ricordare a questo paese quello che ha dimenticato.
Più di 24 ore fa, un grande cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 14 dicembre. La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l’equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive.
Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato il 14 dicembre. Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, ad un anno da questa notte, fuori dai cancelli del Parlamento, e insieme offriremo loro un 14 dicembre che non verrà mai più dimenticato.

martedì 14 dicembre 2010

[Il Governo del Fare] Roma - 18 Novembre 2009



Siamo a Roma, manifestazione di lavoratori sardi.
"vogliamo l'energia" dicono. I poliziotti gli danno il manganello. Con energia.

lunedì 13 dicembre 2010

A Natale si può


E' Natale e a Natale le vendite sono tantaroba. Libri, cd, dvd, banane, lamponi... fucilepinneocchiali... di tutto. Capita anche che si esca per cercare qualche stronzata per l'amico x, quando non sappiamo nemmeno noi cosa regalare. E come ogni anno arriva il Natale e a Natale si può.
E io commerciante sto lì coi soldi in mano a pensare "che posso prendere per la fumetteria, che i miei clienti possano acquistare e regalare?"
E ci penso un pò, e mentre ci penso un pò leggo qualche blog di qualche collega libraio.
Come QUESTO di Salvatore, di Altroquando.
Come QUESTO di Francesco, di Antani Comics.
Come QUESTO di Federico e Andrea, di PanStore Padova.

E mi vado a fare un bel caffettino al bar, dove compro un panettone farcito, con una splendida confezione, da regalare alla mamma di un mio caro amico.

giovedì 9 dicembre 2010

[TIPO-RECE] Come Un Cane


Ho letto questo fumetto appena è uscito, un paio d'anni fa.
Come nel caso di All Round Meguru quest'opera ha come centro d'interesse uno sport da combattimento, peraltro molto simile allo Shooto di All Round Meguru. Il vale tudo.
Sport da combattimento misto, tecniche di braccia di gambe e messe a terra feroci derivanti dalle più svariate arti marziali, il valetudo è venuto alla ribalta in Italia grazie a programmi televisivi come l'Oktagon, dato ultimamente sulle reti Mediaset.




In Come Un Cane gli autori spingono la vita del protagonista oltre l'aspetto della sportività, del combattimento come sfogo, ma questo diventa il metodo di vita, l'unico modo di portare avanti un'esistenza già di per sè al limite, quella di un ragazzo brasiliano che vive in quartiere estremo, in condizioni estreme, una vita estrema. Senza una mano, che gli vale come beffa ai disagi dell'essere monco, anche l'appellativo di monco.
Tra un viaggio alla ricerca di sè stesso, la lotta nella vale tudo come mezzo di salvezza e la crescita come uomo e atleta tra la strada e la conoscenza di sè, Come un Cane assorbe l'energia di chi legge e la trasforma in rabbia, voglia di rivalsa e capacità di sconfiggere quel passato, quella vita che non andrà mai via, poichè è l'unica concessa e l'unica capace di viverti.

martedì 7 dicembre 2010

Città del Libro 2010. Figata.


"L'impostazione di un chiuso il sipario si arrangia, la pompificazione come repertorio dopo mezzo chilo da un piniello di ganja. Mettici pure che non je a fai più, di base stai a pezzi lo so io e lo sai tu, il risultato è quel che è e il cielo è sempre più blu"
[Gruff - La Fantasia]


L'ultimo fine settimana di novembre si è tenuta a Campi Salentina (Lecce) la sedicesima edizione della Città del Libro, fiera notoriamente dedicata alla scrittura nobile ma che da un paio d'anni a questa parte si è aperta anche al fumetto. In piccolo e senza dirlo a nessuno. Sono stato lì con lo stand delle Edizioni BD e Jpop e ho passato 4 giornate al contatto col pubblico.
Mi sono reso conto, per il secondo anno di fila, che il mondo non è quello che ti prefiguri nella vita di tutti i giorni, nel negozio e che la realtà è ricca di contesti che spesso dimentichiamo, confondendo questa sfuggevole dimenticanza con la realtà.

A passare tutte le giornate con persone che in un modo o nell'altro apprezzano il fumetto, si finisce col credere che le cose siano diverse da come si credeva, o che quantomeno stiano cambiando. Che la visione del fumetto abbia ripreso quota verso chi non è avvezzo a questo media. In fiera, nella fiera del libro, mi sono reso conto che *assolutamente* non è così.
Centinaia di persone, migliaia (perchè la fiera è veramente visitata) che guardano il fumetto con diffidenza, pregiudizio e superstizione. E poi vanno via.

Diffidenza.
E' uscito Senza Sangue, opera di Faraci e Ripoli. Tra l'altro molto bella. La storia è ispirata all'ononimo romanzo di Alessandro Baricco. Si, quel tipo lì, che fai quel genere di fumetti senza i disegni. Quella roba strana. Com'è che si chiamano?
Ah, si. Romanzi.
Senza Sangue è stato il fumetto più toccato e sfogliato velocemente del mio stand. E quasi il meno venduto. Molto meglio sta andando in negozio. I commenti, quando ci sono sono toccanti e riassumibili in Ah, ma è a fumetti! come se la cosa invalidasse la qualità di uno scrittore, di Baricco. Ok, la storia è di Tito Faraci, ma loro mica lo sanno. Sono certi che fosse di Baricco e sfogliano il volume spinti da questa certezza. Perchè Baricco è Baricco e spesso è il loro autore preferito. Salvo scoprire che Ah, ma è a fumetti!
Che Baricco ha fatto un sacco di belle cose, e anche Senza Sangue sarebbe stato bellissimo se non fosse che Ah, ma è a fumetti!

Pregiudizio.
I fumetti sono cose per bambini, perchè chi è grande li leggeva da piccolo.
E non ci sono cazzi.
Più o meno è andata così:

- Si, ma sono per bambini.
- Ma no, ci sono opere anche per adulti.

- No, non è possibile, guardi non cerchi di convincermi, io i fumetti li conosco bene.


Gli ho mostrato le cose di Moebius, La Porta di Sion, Parker: Il cacciatore, Nazione Fuorilegge. Niente, nella sua testa era tutto una scopiazzatura di Tiramolla.
Non l'ho convinto. Sopravviverò.

Superstizione.
La supertizione è il top.
Si avvicina il bimbo di turno e guarda un fumetto. Lo vorrebbe, lo so che lo vorrebbe, lo percepisco. La madre è lì, attenta, mi vede, arretra. Per le mani ha le mani del suo bambino.
Il bambino guarda la madre, poi guarda me. La madre si accorge che Ah, ma è a fumetti!.
Se avesse avuto scroto e farcitura si sarebbe grattata forte.
- Dai piccolo, andiamo via, andiamo a comprare un libro vero.
E son soddisfazioni.

Poi ci sono state anche le scolaresche, con le maestre certamente convinte (non tutte, eh?) che ero lì per traviare il nutrito pargolame.
Ma ho visto anche mamme disperate, disposte addirittura a comprare un fumetto, pur di spingere il figlio alla lettura. Figata.
E ho visto bambini che io alla loro età avevo la metà dei loro anni. Momento epico quello in cui un bambino mi chiede come mai sti fumetti fossero stampati al contrario.

- Perchè sono fumetti giapponesi e in giappone il verso di lettura è opposto al nostro, quindi qui vengono stampati e letti allo stesso modo.
- Figata!

A me scappa il risolino per la parola usata. Figata. Non la sentivo dalle medie, mica a caso.
Lui se ne accorge e infastidito mi fa:
- Aò, che ti ridi? Che io ieri sono nato.

Applauso.

Di domande sul perchè sti fumetti fossero stampati al contrario ne ho ricevute molte. Tra tutte voglio ricordare anche:

Giapponesi e cinesi.
- Naaa, 'uarda, 'sti fumetti alla merza l'ane fatti.
- Sono fumetti giapponesi e lì il verso della lettura è da destra a sinistra.

- ...
- Qui li stampano allo stesso modo per rispettarne l'opera.

- Ce stannu arretu sti cinesi!


Originalità.
- Ehi, ma questi fumetti sono stati stampati al contrario! (entusiasta)
- Si, sono stampati al contrario per rispettare l'opera originale, che essendo giapponese, è stata realizzata da destra verso sinistra.

- Ah, quindi avete copiato. (palle a terra)

Quello che mi resta, a parte la stanchezza, le risate, e i buoni discorsi con chi ne sa, è che il fumetto è ancora più sconosciuto di quanto pensassi, e che questo settore è a tenuta stagna, circoscritto in un vortice di nulla, dove nulla entra e nulla esce da qui dentro, nè soldi, nè apprezzamenti, nè tantomeno interesse.
Credo che per generare questo interesse, bisogna scendere un pò dal piedistallo delle buone proposte e fare un pò di marchette in giro. Ma di quelle fatte bene.

sabato 20 novembre 2010

Sul "Quotidiano di Lecce" di oggi





Il 20 Novembre 2010 "Mondi Sommersi - La Fumetteria a Lecce" compirà nove anni di attività. Attiva dal 2001, la libreria è specializzata nella vendita di fumetti italiani, americani e giapponesi e si è sempre distinta per iniziative promozionali e culturali grazie anche ai numerosissimi incontri con autori di fumetti, sia italiani che stranieri.
La presenza in libreria di ospiti internazionali come David Lloyd (V For Vendetta), Giuseppe DeLuca (Pinkerton), Ausonia (Pinocchio), Sebastiano Vilella (Interno Metafisico con Biscotti) e Alberto Ponticelli (DC - Vertigo) e tanti altri, testimonia la propensione della fumetteria a offrire alla propria clientela una panoramica completa del panorama fumettestico mondiale.
"Mondi sommersi" si è anche fatta promotrice di un evento come il Free ComicBook Day (Giornata del fumetto gratuito), che ne conferma il ruolo di spicco nella divulgazione culturale del linguaggio-fumetto.

Per festeggiare il nono anniversario di attività, "Mondi Sommersi" si è rifatta il look e ha potenziato i servizi al pubblico come gli abbonamenti ai vari periodici e cospicua disponibilità di materiale difficilmente reperibile, che la rende la libreria specializzata di riferimento per tutti gli appassionati pugliesi.

In occasione dell'evento di oggi, Mondi Sommersi offrirà un ricco rinfresco, aperto a tutti coloro che per festeggiare il compleanno vorranno unirsi alla festa: amici, clienti e semplici passanti.

Mondi sommersi offre inoltre una variegata e diversificata offerta di gadget, action figure e articoli da regalo che non mancheranno di interessare tutti coloro che vogliano fare compere natalizie intelligenti, divertenti e originali.
Inoltre, Max Favatano, proprietario della libreria, farà omaggio ai presenti e fino a esaurimento scorte, di un poster celebrativo realizzato dal disegnatore leccese Ned Bajalica, autore della graphic novel "Ci Vediamo Domani".

"Mondi sommersi" è a Lecce, in via Milizia 56/A.

martedì 16 novembre 2010

[Il Governo del Fare] L'Aquila - 9 Novembre 2010





Durante le contestazioni dei terremotati per l'arrivo del premier, l'auto di Antonio Cicchetti viene presa d'assalto dai manifestanti

mercoledì 10 novembre 2010

martedì 9 novembre 2010

[Il Governo del Fare] Brescia - 9 Novembre 2010




Siamo a Brescia, al presidio per gli immigrati che protestano sulla gru, e un funzionario di polizia invita i manifestanti ad andare "in qualche locale, ma non qui". L'interlocutore gli ribatte "non s'inventi gli assembramenti" e il funzionario invita gli agenti a caricare.
Da Repubblica.it

Cosa fa un nerd con una nerf?

"Quando tu non sei razzista ma non sei nemmeno Dio, quando non è colpa loro ma anche loro porco Dio,
allora spara bastardo dai sparagli addosso, tanto domani sono morti lo stesso
dai, sparagli addosso ammazzali tutti, dai, noi siamo i belli, loro son brutti"
[99 Posse - Spara]

Più o meno le cose sono andate così:
Sono sul blog di Roberto Recchioni, a QUESTO link e mi innamoro delle NERF. Apro QUESTO topic sul forum del sito della mia Fumetteria dove cerco di radunare gente per giocare nella zona di lecce e negozio. Anche perchè a dirla tutta ero, e sono, fortemente interessato a prenderle per la vendita in negozio.

Vabè.
Più o meno le cose sono andate così.
Il tempo passa e non se ne fa niente. Poi a una certa viene fuori che un mio amico e cliente ha comprato una "maverik", che è la pistola in foto, e che sta per venire in negozio a farmela vedere da vicino.
Da vicino.
Da vicino.
Da vicino.

Più o meno le cose sono andate così, perchè ieri sera ero abile in discussione futile col Palaia, quando il cliente amico nonchè stronzo, ha aperto la porta e BANG! mi ha perforato l'iride. Da vicino.

Sono certo che le cose più o meno siano andate così, perchè ho l'occhio destro iniettato di sangue per il proiettile nerf del nerd e il sinistro iniettato di sangue per compensazione, così, tanto per non far rimanere male il destro.

giovedì 4 novembre 2010

[TIPO-RECE] All Rounder Meguru

Ho deciso di varare questa nuova etichetta "Suggerimenti Mentre Mento" dove suggerisco delle letture che mi hanno colpito in un modo o nell'altro. La troverete uppata ogni giovedì, sperando di mantenere la "perdiodicità" quanto più costante possibile.

La cosa che avranno in comune questi titoli è ciò che mi avranno lasciato: un senso di appartenenza, una sorta di rispetto e riconoscenza.



All Rounder Meguru

Ci sono botte e sacrificio. C'è sudore e palestra. Tanta palestra, tanto sudore.
C'è uno sport da combattimento, lo "shooto".
In realtà non ne avevo mai sentito parlare prima di questa lettura e ho dedicato un pò del mio tempo all'approfondimento di questo modo di combattere. E' molto vicino all'MMA, si usano tecniche miste provenienti da ogni arte marziale, sport da combattimento e lotta di strada, e si gareggia su un ring o su una pedana delimitata nello spazio. E' pieno di tecniche a terra, ma finchè uno dei due non ci butta l'altro, l'incontro si fa in piedi.
L'opera è indicata per un pubblico adulto, dove con adulto si intende con più di sedici anni. Fondamentali a farmi apprezzare questo titolo, due cose:

1) l'assenza TOTALE di palle di fuoco, così evito di incendiarmi le mie.
2) la capacità dell'autore di trasmettere i sacrifici che si fanno in palestra per diventare forti. Non i più forti del mondo, ma comunque forti.

Il modo in cui l'autore trascrive gli allenamenti è propedeutico e privo di sbavature e di eccessi: le tecniche sono tecniche reali, esistenti, e il tempo necessario per apprenderle è lungo e difficile da sostenere.
Questa è la qualità principale della storia: la sua voglia di raccontare il vero. E' questo che mi ha preso.


E poi ci sono davvero tanti personaggi interessanti, che si sbattono per migliorarsi, fanno diete particolari, muovono la propria esistenza intorno ai problemi quotidiani e allo sport che intendono perseguire, sudano, piangono, poi salgono sul ring a qualche torneo e ora vincono e ora perdono, senza tradier mai quell'incertezza generata nel lettore, di sapere come si concluderà l'incontro.

E ci sono tanti sport e tante arti marziali, tutte trattate con rispetto e stima. E questa è un'altra cosa che traspare dall'opera: la certezza che ogni stile di combattimento è valido se è valido l'attore che lo calza e il maestro che glielo insegna e che non esiste una supremazia reale e assoluta, fatto salvo che si combatta con le regole di quella determinata forma.

L'autore dell'opera è Hiroki Endo.

martedì 2 novembre 2010

20 Novembre 2010: 9 anni di Mondi Sommersi




Ebbene, il 20 novembre festeggerò 9 anni di Mondi Sommersi.
Sono tra il commosso e lo stupito.
Tra il commesso e lo stupido.
Tanta acqua è passata sotto questo poderosissimo ponte e ho deciso di festeggiare con tutti coloro che vorranno venire.
Roba casareccia, niente fuochi d'artificio. Ma è aggratis.
Solo sorrisi, ROBA DA MANGIARE, e chiacchiere in allegria. E un piccolo omaggio a tutti i presenti.
E qualche cambiamento.
E si, ROBA DA MANGIARE.
Spargete la voce.
I dettagli della mossa alle strette sono QUI.

martedì 19 ottobre 2010

Un fatto che difatto mi ha fatto sorridere




Che poi dici che il divertentismo e la dinamica avvincente dell'economia moderna.
Racconto questo fatto per ridere, eh, non allarmiamoci. Anzi, dato che è per ridere non faccio nomi. Indico soltanto mentre mi guardo il dito.

Stà che mi servo da diversi distributori, diciamo da uno di più e da un altro di meno. Cose che capitano.
Per anni prendo il materiale di questo editore che si chiama BD/Jpop da uno dei distributori, poi vedo che ho più convenienza dall'altro distributore e quindi passo gli ordini al secondo.
Diciamo da un anno a questa parte, ok? Ok.
L'editore BD/Jpop fa una promozione per un suo titolo per vendere tale titolo a 1 ricco un euro. Yeah. Per poter aderire bisogna prendere una certa quantità di copie del primo e una certa quantità di cope del secondo numero. Inoltre, sempre per poter aderire, il distributore deve girare ai propri clienti la promozione, chiamiamola così.
Per metterli a conoscenza della cosa, diciamo così.
Nello specifico i quantitativi richiesti (a quanto pare) sono leggermente ab... ab... abqualcosa. Una roba alla Frankenstein Junior. Una roba mostruosa. Ma tant'è.
Non ricevo la mail. Vabè capita.
Dato che sono ligio al dovere e che sono un curiosone, chiamo la mia referente e chiedo info.
Non ho registrato la chiamata per ovvi motivi, quindi ne trascrivo solo il lollosissimo senso, tanto non faccio nomi e chissenefrega.

"Siccome Caio mi ha detto che per questo editore sei cliente del distributore diverso da quello che sono io, ovvero il mio diretto concorrente, io, per non fare sgarbo al distributore che non sono io e che peraltro è il mio diretto concorrente, non ti ho girato l'offerta. Per non fargli torto."

E non me l'ha girata, eh? Maisia ti pensi.
Ma io non mi sono offeso che qua siamo tutti amici. Sò fumetti, c'hanno pure i disegni dentro, eh! Che all'età di mio fjo ne leggevo assai di tecchese.
No. Non è tanto questo, quanto la motivazione addotta:

dato che eri cliente mio, e ora non sei più cliente mio, siccome con questa promozione potresti tornare ad essere cliente mio, non te ne parlo nemmeno. Non sia mai. Che diventi cliente mio.

Ammazza che cartello.
Ecco in che mani siamo messi.
Marketing a palla.
L'apoteosi dell'economia.
La vittoria del libero mercato.
Il papà dell'incentivo alla crescita.

Ma chi è, l'economista mascherato che detta le leggi del mercato fumettistico italiano?
Almeno mi è venuto in mente questo e mi son fatto due risate:

venerdì 15 ottobre 2010

L'Impatto sul Magazzino


"In virtù del vale a dire, non ho idea su quel che accade, ma so che la gente prende piede, un sucker è per sempre ed è pur sempre un sucker a prescindere" [Gruff]

L'impatto del magazzino sulla fumetteria è notevole.
A scanso di equivoci premetto che la mia è una piccola attività, niente quindi a che vedere con negozi da 200mq, 3 dipendenti e 2 proprietari.
Non ho dietro le spalle catene come collanine e quello che dico non lo dico a nome di nessun altro a parte il mio. Questa nota è per i giornalisti d'assalto.
Quanto dico non è oro colato, ma quella che ai miei occhi è la verità.
Mai pe jabbu.

Il magazzino in negozio è un dito bello grosso e se il negozio è il tuo non gradiresti l'infilaggio. E qui ci sta poco da dire.
E' chiaro un pò per tutti quelli che non sono nè editori, nè distributori di fumetti, che comprare dei fumetti rappresenta per chi paga quei fumetti, un costo e che un costo a sua volta assomiglia molto, ma molto (diciamo al punto da esserlo sul serio ma serio) una spesa.
Fatta con soldi veri, eh, intendiamoci, non con banconote tipo quelle di quel gioco dove vicolo stretto non lo vuole nessuno. Ecco diciamo che più che al Monopoli il magazzino della fumetteria si avvicina molto di più a quell'altro gioco.
Crack, l'emozione di vincere perdendo un miliardo.


La situazione attuale del mercato fumetto, in cui i librai specializzati ordinano sempre meno, non si è manifestata per cause superiori all'intelletto umano, o per motivi astronomici tipo le eclissi che si verificano ogni 25 anni fahrenheit.
Non è una cosa tipo la venuta del Signore al contrario, in cui tutti la pigliano nel culo.
Non è nemmeno una congiura spontanea dei negozianti, o un fatto tipo le malattie temporali che ogni tot anni puniscono questa o quella generazione. Peste, lebbra, Boncompagni...
Si è arrivati a questa situazione perchè chi tiene i fili del gioco, chi si è autoproclamato re del condominio (i distributori) non ha voluto agire diversamente da come ha agito.
Si è arrivati a questa situazione perchè chi sta più in alto nella catena alimentare di questo microcosmo di ciabattai, rispetto alle ultime due ruote del carro, librai e clienti finali, e avrebbe potuto difendersi (magari perdendo, ma almeno avrebbe dovuto provarci) (gli editori), è stato lì a puppare, beatamente, la servula del potente, in cambio di quattro denari che manco giuda, quel caino, avrebbe accettato. Orcodio (tanto per citare il Premier e dimostrare che anch'io sono un buon cattolico).
Si è arrivati a questa situazione seguendo un disegno ben preciso, che anche ai più ciechi del sistema era evidente: raccogliere quanto più possibile oggi, disinteressandosi *totalmente* del futuro. Del domani.
Di oggi, ormai.

Non ci si è mai preoccupati del danno reale che può causare l'assenza totale di riciclo del materiale fermo. Non per ultima la perdita della fiducia del negoziante, nei confronti di chi pubblica e di chi distribuisce.
Il magazzino è un fattore importante che viene spesso sottovalutato. La situazione è intricata ma se esposta credo diventi molti intuitiva anche ai più esterni al settore:
- Metri quadrati di superficie in cui depositare decenni di invenduto, di materiale usato, di serie interrotte, di pupazzi, carte collezionabili, banner, registratori di cassa, estintori, cani morti;
- Mobili che non bastano mai, che aumentano, diventano più alti, riducono lo spazio tra ripiano e ripiano, aumentano la superficie espositiva, ruotano, si girano, si trasformano, alcuni cazzo si stanno ingroppando tra loro, pur di venire incontro alla mole di uscite;

L'assenza di reso, l'assenza totale, assoluta, ingiustificata e cancerogena, l'assenza indifferenziata del reso, ha raggiunto l'apice del male. Il guadagno del libraio specializzato è tutto lì, cioè, starebbe lì se fosse negoziabile uno scambio "merce/denaro". E' lì, nel capitale immobilizzato, paralitico e in coma irreversibile. E' quei volumi che ha acquistato e pagato regolarmente, è ciò in cui ha creduto, è il capolavoro che solo lui e l'editore hanno compreso, ma che il lettore, porello, è lento a farsi piacere. E' la mancanza di fiducia di cui parlavo prima, che ora finalizza tutta nel (non) acquisto delle nuove proposte.

A distanza di anni (il mese prossimo quest'attività compirà 9 anni) e da qualche tempo, ogni volta che faccio un ordine da quelle riviste improbabili che sono Anteprima e Mega, ogni mese, mi fermo e mi guardo intorno.
Vedo quei capolavori imperdibili che rappresentano il mio guadagno, fermi lì nei mobili. Vedo quei capolavori Lexy, Freebooks, Bottero Edizioni, Star Comics, Panini Comics, Planeta DeAgostini, BeccoGiallo, Indypress. Vedo quelle riviste NPE, le pile di Ganesh, gli indipendenti, la Factory, la Liska Prod, le montagne di supereroi, le colonne di riviste Coniglio Editore. Vedo i volumi Magic Press, vedo tutte quelle centinaia di volumi seriali ormai invendibili (magazzino a coma irreversibile) perchè orfani di questo o di quel numero, centrale, o iniziale, o finale.
Vedo questo e ordino di meno. Per non correre il rischio.
Non si tratta di aver ordinato male. E' che a furia di mettere piscio il pappagallo si riempie.
Per non correre il rischio.
Perchè in tanti anni questo ha insegnato l'esperienza: è meglio la certezza di non vendere che l'altissima probabilità di mandare in vacca un guadagno.
E allora niente più punizioni, che tanto nessuno è colpevole.
Niente punizioni, tiri solo calci di rigore. Vai sul sicuro e si fotta il resto che tanto di certo non ti manca l'offerta.

E poi comunque non c'è spazio.
Perchè quando si ordina del materiale nuovo, bisogna porsi due domande, prima ancora di pensare se il prodotto è vendibile o meno.
Una è con cosa pago? E vorrei dire...
L'altra è più imbarazzante.
Dove li metto?


Ho palate di merda così alte in negozio che se ci metto un volume di Magnus inizia a puzzare come un fumetto del peggio editore italiano, che non faccio nome che non mi piace cagarmi nel blog.

Per permettermi di poter prendere roba nuova e poterla esporre ho ideato anche un 3x2 il cui unico scopo è quello di fare spazio. Spazio per poter mettere altri fumetti e metterli nelle condizioni di essere venduti. Esporli, proporli, farli apprezzare.
Perchè è tutto racchiuso qui: se non esponi non vendi e se non puoi esporre, non compri.
Non credo che questa situazione sia solo mia, credo possa essere condivisa anche da altri negozianti, librai specializzati.
Il magazzino è una questione importante, spesso sottovalutata, del perchè oggi si ordini meno dello scorso anno, anno in cui si è ordinato meno del precedente, e così via.

lunedì 4 ottobre 2010

[Il Governo del Fare] La mia casa è casa di preghiera ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri



"La mia casa è casa di preghiera ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri" [Vangelo secondo Matteo, 21,13]

Ieri il Papa è stato a Palermo che nonostante tutto è una città italiana.
Anche il Papa si trova generalmente in Italia e questo ha delle conseguenze.
Il pellegrinaggio dei fedeli ha attraversato la città passando davanti alla fumetteria edicola e libreria di un collega, Salvatore Rizzuto Adelfio.
La fumetteria edicola libreria è Altroquando.
La fortuna ha voluto che Salvatore Rizzuto Adelfio nascesse in uno stato Democratico e Laico.
La sfortuna ha fatto si che questo stato fosse l'Italia.

Poliziotti e Digos sono cittadini italiani, come Salvatore Rizzuto Adelfio.
L'amore per Gesù ha fatto si che i signori poliziotti e i signori digos si prendessero la paura che il Papa rimanesse scontento nel vedere un manifesto appeso presso Altroquando, che recitava "La mia casa è casa di preghiera ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri".
Coincidenza ha voluto che questa frase l'avrebbe detta, se solo fosse esistito, Matteo, un vecchio fan di Gesù, e quindi amico di secondo grado del Papa. Lo stesso Papa che da giovane era iscritto alla Gioventù Hitleriana.
Che è risaputo essere una bella cosa.

I signori poliziotti e i signori Digos hanno pensato bene di eliminare, senza averne il diritto (che invece secondo la COSTITUZIONE apparteneva a Salvatore Rizzuto Adelfio), quel manifesto calpestando il diritto di un cittadino Italiano, e poi già che stavano, hanno anche calpestato un altro diritto dello stesso, ovvero quello che dice “Il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale" [vedere video]

Vorrei esprimere con questo post la mia solidarietà a Salvatore Rizzuto Adelfio, uomo, lavoratore, collega e cittadino (come me) di uno stato LAICO, in cui il Vaticano è solo OSPITE (da me non gradito, peraltro).

E non voglio vivere in uno stato in cui i propri cittadini contano meno di un tipo che va in giro con un cappello buffo professando la venuta di un essere misterioso che nessuno ha mai visto.
Seguito da migliaia di genti che la pensano pari pari uguale a lui, ma senza il cappello buffo.

L'ITALIA E' UN PAESE LAICO.

mercoledì 29 settembre 2010

Il tempo necessario



"Berlusconi confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo: magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, capo dello Stato, Parlamento" [Gianfranco Fini - PDL - 1 dicembre 2009]


Gipi è un ottimo fumettista. E ha anche un umorismo molto Fini.

mercoledì 22 settembre 2010

Primo 3x2 di Mondi Sommersi


Voglio fare un pò di spazio in negozio e ho listato un pò di materiale. Sono volumi vari, c'è un pò di tutto.
Non mi dilungo, se siete interessati ai fumetti, QUI c'è il "Primo 3x2 di Mondi Sommersi". Mica cazzi.
Sono 350 volumi circa che aumentano e diminuiscono in base alle vendite e ad eventuali aggiornamenti.
Fate voi. Io ve l'ho detto.

mercoledì 15 settembre 2010

Cose che non capisco proprio [TRILOGIA X]


La gente prende piede, tal'uni facendo finta di niente, tal'altri facendo finta e basta. Va di moda essere vaghi sulle cose della vita, fa figo essere costipati nell'impossibilita' del fare, dice "ma io ci provo, faccio del mio meglio". Cosi' mi han detto svariati sucker cercando di giustificarsi... idioti! E' come se uno dopo avere cagato, si pulisce con la mano e quella cazzo di mano vuole stringer la mia, giustificandosi del fatto che di questi tempi non si trova carta igienica. [Gruff - Sucker è per Sempre]

A proposito di comunicazioni ufficiali come QUESTA da parte di un editore, in questo caso Panini Comics, sull'home page del proprio sito, avrei qualcosa da dire.

E' imbarazzante il modo in cui Panini Comics metta online comunicati come questo.
Non è la prima volta. Ed ero infastidito le prime volte figuriamoci dopo anni di accuse vaghe, generalizzate e reiterate. Infantili.
Bugiarde.
Partendo da una cosa legale e leggittima, si cerca di criminalizzarla per motivi che posso supporre e dirò più avanti, e lo si fa nel peggiore dei modi:

1) senza accusare qualcuno in particolare (altrimenti questi potrebbe rispondere)
2) infangando la categoria dei librai specializzati (che per inciso, sono i loro clienti, quindi quelli che tengono in piedi la baracca)
3) comunicando ai clienti finali (cioè ai lettori) che è brutto e non sta bene fare qualcosa che è legale, nell'home page del loro sito.

Ancora lì a cercare di convincere i miei clienti (miei in senso lato. Miei in quanto io essere commerciante. Miei nel senso che di sicuro non sono i suoi clienti) che il libraio è una cattiva persona. Un cattivo referente.
Ancora lì a cercare di convincere i miei clienti che non è un mio diritto utilizzare i miei investimenti come io commerciante ritengo opportuno. E che la legge ritiene sia legale.

La cosa diabolicamente imbarazzante è che lo dicono anche loro nel proprio comunicato che la mossa del negoziante è leggittima, il che si traduce con legale che a sua volta si traduce con "lo posso fare e nessuno deve cagarmi il cazzo". Per Thor.

"Un po’ ci dispiace, premessa la piena legittimità dei punti vendita ad agire in questo modo, ci sembra vadano un po’ penalizzati quei negozi che hanno scelto il rispetto delle nostre indicazioni e dei loro lettori che non hanno acquistato il cofanetto completo, che potranno leggersi il prosieguo della saga solo più avanti."

Cazzi loro.
Dei negozianti e dei lettori.
Non è che sono imbecilli. Hanno un cervello, non c'è bisogno che arriva Panini Comics a spiegare al mio cliente che 125 (il costo dei 3 volumi presi singolarmente) è un numero maggiore di 105 (il valore del cofanetto).
Va bene che sono lettori di fumetti. Va bene che sono cresciuti a Dragon Ball e Naruto, ma mica sono completamente rincoglioniti, porco cane.
C'è speranza. Fidatevi.
Alcuni sanno anche contare, credetemi.
Hanno deciso così, pace. Ognuno è libero di fare quello che ritiene opportuno con i propri soldi. Il negoziante vuole vendere a Natale un volume. Lo facesse. Il lettore vuole comprarlo a Pasqua. Bene.
Se è leggittimo, va bene.

Forse in Panini Comics credono di essere tutti il presidente del consiglio, che quel che è legale è ingiusto e ciò che va a proprio favore economico è invece da fare?
Forse se il negoziante vende ai propri clienti i propri volumi acquistati regolarmente, Panini Comics avrà qualche perdita nelle vendite dal proprio sito, del proprio cofanetto, dove lo vende (e dove venderà i volumi singoli) con uno sconto del 10%, scavalcando il libraio specializzato?
Forse Panini Comics avrà qualche vendita in meno alla prossima Lucca Comics and Games quando venderà ai miei clienti i volumi in questione con il 15% di sconto, come fece all'uscita del Devil Omnibus di Frank Miller, scavalcando il libraio specializzato?
Allora forse ruota tutto attorno alla voglia di Panini Comics di scavalcare il negoziante e massimizzare gli introiti, screditando il lavoro leggittimo di gente che, appunto, lavora. Ma che intralcia parte delle proprie entrate.

Forse sarebbe il caso che Panini Comics si limitasse ad occuparsi del proprio lavoro, che è l'editoria, e lasciasse ai commercianti il proprio, che è quello di, appunto, commerciare.

P.S.
Se vi interessa, anche QUI parlo di cose analoghe.

sabato 11 settembre 2010

La menzogna e il commercio.



Quando a un cliente dico che un fumetto è valido non è perchè credo nella ferma bellezza dell'opera, ma perchè credo che questa possa sposarsi bene con i gusti del cliente.
A me non piace, per esempio, Dragon Ball.
E' infantile, ripetitivo, poco originale sulla lunga distanza e soprattutto non si rinnova mai. Oltre al fatto che ha rincoglionito le masse. Anche a livello grafico è troppo comunicativo e lascia poco spazio all'interpretazione e al piacere visivo. E' il mio punto di vista. Non mi piacciono gli shonen tutti.
Ovvio però che tutti questi punti a sfavore diventano dei ricchi pro se chi chiede consiglio è un infante o un adulto ancora molto giovane (mettiamola così), che ha letto poco o niente, o che viene da altri generi di lettura, e magari non apprezza una grafica differente da quella degli autori in questione. O che ha una visione abbastanza limitata del media fumetto.
Sono gusti, dettati dalla televisione, inculcati dalla nostra cultura e dall'apertura mentale di ognuno di noi, ma pur sempre gusti. Rispettabili.
Dagli altri, non certo da me, ovviamente.

Arriviamo al punto. Se io dovessi consigliare Dragon Ball a un lettore, sempre per tenere in piedi lo stesso esempio, e questo mi chiedesse "è bello?", io cosa dovrei rispondere per rimanere onesto?
So per esperienza che rispondere la verità, brevemente riassunta con "a me fa cagare ma a te piacerà senz'altro", è controproducente anche se dovesse essere addomesticata a modino, quindi parole più cordiali potrebbero allontanare dall'acquisto il cliente.
E ciò non va bene, soprattutto se il cliente è il mio.
Purtroppo la verità a tutti i costi è una cosa da bugiardi.

Resta da dire che "si, è bello. Molto bello" ma c'è l'inconveniente etico che io so che a me fa cagare. Anche se a lui potrebbe piacere. Dal mio punto di vista avrei comunque detto una menzogna.
Sto mentendo nel momento in cui dico che è bello, ma avrei detto la verità se a lui poi piacerà.

Credo.
Mi sono un pò perso.


Mi capita tutti i giorni, per ogni cliente, per ogni nuovo arrivato. In base al mio bagaglio, alle mie letture, indico non solo ciò che onestamente mi piace e credo possa piacere, ma anche quello che a me non piace ma penso possa piacere al prossimo. Mi rendo conto che in questo modo tecnicamente dico una bugia (una fagottata di bugie, considerando 8 ore di lavoro al giorno), ma è l'unica per continuare contemporaneamente, a vivere di commercio e far vivere la chiusura mentale del cliente. Che poi tornerà a spendere per prodotti analoghi.
La menzogna quindi aiuta a fare soldi.
Non l'avrei mai detto considerando il nostro premier.

giovedì 9 settembre 2010

Che fine ha fatto Sarah.


E' andata proprio così.
Niente caramelle.

Quando si dice una giornata di merda.

lunedì 6 settembre 2010

Onde.



soffoco la voce e annaspo
mentre gli occhi chiusi di me cercano te in ogni te che vedo nelle immagini che ho
sei tu la mia coscienza àncora di salvezza in questo caos
col caos che sei tu la mia pazienza
ancora invincibile nella sconfinata invisibilità dello stare statico in una passione stitica che stigna
state pure quieti che qua ora muoio io

sei tu la mia pienezza la bellezza il mio continuo navigare che mi perdo nelle onde
onde di che onde di me onde di noi onde di dove

onde piene
onde andanti
onde evitare ondate di coscienza come flutti che si frangono
annunciando il mio poi schianto
ubriaco dell'alcool che mi inebria e che mi insulta
che mi ridicolizza mentre cerco la casa rossa a riva
la dimora che dormiva mentre sono alla deriva su una barchetta che non ho
intanto intontito incarto brachetto rosso disincantato come decanta il vino
che indica la casa dove abito e di cui non ho ricordo

eppure io non dormo non ho sonno ma non so restare sveglio
mi adagio sulla stanchezza che mi sfianca
giro pagina ma resta un solo foglio
passo al vaglio tutto quanto partendo dalla vita che vivendo cerco e sto
penso a un figlio
resto allibito dalla sequela di incomprensioni che ho incompreso
ho preso parte a cose che poi non mi riprendo
prendo parte a questo eccidio ma non mi sento meglio

sabato 4 settembre 2010

Shotokan



"Essere felici senza motivazione significa apprezzare ciò che si ha" [M. Cosimo Spedicato. 8° dan]

Erano i primi del '900 quando il maestro Funakoshi muoveva i primi passi verso la creazione del karate moderno, lo stesso karate che ora è diventato tradizionale.

Finalmente, dopo un mese di riposo estivo, riprendono gli allenamenti presso la Scuola Izumo fondata negli anni '80 a Lecce dal Maestro Cosimo Spedicato (8° dan).

La federazione presso cui la scuola Izumo è affiliata è la E.F.K.U. (European Fudokan Karate Do Union) fondata ad Aix en Provence nel 1989, da un'idea del maestro Taiji Kase. Il grado più alto in Italia della E.F.K.U. è il Maestro Nino Tammaccaro, 9° dan, allievo diretto del Maestro Shirai, così come lo stesso Maestro Spedicato, 8° dan.

Nella Scuola Izumo il M. Spedicato è affiancato dai Maestri:

- Antonio De Monte (5° dan)
- Piero Preite (5° dan)
- Daniela Castelluccio (4° dan)

E dagli Istruttori:

- Dante Laudisa (4° dan)
- Izumo Spedicato (3° dan)

Il karate che si pratica nella Scuola Izumo è lo Shotokan e lo si pratica in maniera amorevole e rispettosa, con tecnica, forza e sacrificio.
Come detto lunedì riprendono i corsi, quindi per chi volesse iniziare/riprendere la via, la strada è quella che porta in questa scuola e da questa scuola poi riparte.

Ah, il tipo simpatico che vedete nel video è il Maestro Hidetaka Nishiyama.
Pace all'anima sua.

Dove va il fumetto



Un problema storico della distribuzione del fumetto è quello dell'utopia di avere una buona distribuzione, avendo come attori della partita nelle rivenditorie specializzate, distributori come Alastor StarShop e Pandistribuzione.

I tre distributori, gli unici tre distributori per fumetterie, da vent'anni fanno cartello, un pò per convenienza e un pò per l'incapacità di assumere un modello di vendita differente. Questo cartello si chiama "conto assoluto" e dal mio punto di vista, punto di vista di un libraio da 10 anni sulla scena, fa il paio con scontistiche basse, fa il triplo con una meccanica arretrata di vent'anni, ed è il punto debole della catena distributiva del mezzo.
E quindi del mezzo stesso.
E quindi il dito che sbaglia buco, preferendo il culo all'anello, di ogni anello della catena.

Non è un sistema vincente quello del mezzo fumetto, non lo era prima, quando il mercato si reggeva sul rodato sistema delle edicole, e dove l'offerta era minima rispetto a quella odierna, non lo è ora che relegato ai distributori (pochi) per fumetterie (poche), che mai hanno tentato di rendere questi punti vendita (professionali e appassionati), regge del prodotto che vendono, vedendoli come cliente finali anzichè come partnership per potenziare mercato e vendite.

La risorsa negoziante come figura vincente del gioco non è mai stata investita in un'ottica lungimirante. Si è sempre preferito accollarle il peggio del peggio rispetto ai mercati similari, quali la libreria di varia e le edicole, ad esclusivo vantaggio della propria azienda.
Come le vendite dirette dai propri siti al pubblico, clienti generati dai negozianti, con sconti che alla fumetteria è impossibile praticare.
Come le vendite dirette in fiera, come la prossima Lucca Comics & Games, vendite al pubblico, clienti generati dai negozianti, sempre con quel genere di sconti che al negozianti è impossibile praticare, tra l'altro.
Vi immaginate la CocaCola che vende le sue lattine ai giovani, fuori dai bar?
O la Feltrinelli che salta le librerie arrivando direttamente al cliente finale?

Tutto questo da parte dei distributori. E degli editori nel caso degli esempi su citati.
Il negoziante è stato sempre visto come l'uovo dell'oggi anzichè come la gallina del domani.
Ma il domani, com'era prevedibile, prima o poi sarebbe arrivato, ed è questo, è il perdiodo che viviamo oggi. Ora. Adesso.
Un perdiodo in cui il mercato è collassato, in cui nulla vende, in cui i fumettisti cercano di proporsi in un summit per uscirne in qualche modo, con qualche piano che non immagino, magari vincenti.
Ma il potere strategico non è in mano agli autori, non è in mano ai negozianti o ai nerd che appestano i forum.
E' in mano alla distribuzione.

Sono i distributori che devono cambiare, e devono cambiare o metodo di vendita o lavoro.
E devono farlo in fretta.
Se non ne sono in grado devono togliersi di mezzo prima che il fumetto scompaia in Italia.

giovedì 2 settembre 2010

Il caffè fa male.

Al bar, un cliente normale.

- Scusi, un cappuccino.
- Eccolo.



In fumetteria un cliente normale.

- Scusi, vorrei dei fumetti di Berserk.
- Sono nell'espositore in fondo.
- Si ma non questi, li vorrei "grossi", hai presente?.
- Ah, la "collection". Eccoli sono qui.
- Si ma quelli non "ristampa" non li ha?
- Non ristampa sono questi qui che vede... non è che vuole la "serie nera"?
- Mmm, no, non "serie nera". Vorrei quello grosso ma ultimo numero uscito.
- L'ultimo uscito?
- Si quello che era numero... qual è che era? Il trentadue...
- Ah... la Berserk Collection! Comunque è trentaquattro...
- Si si la Berserk Collection. E comunque ho letto su internet che è il trentadue.
- Ah, ma allora vuoi il trentadue della Serie Nera?!
- Ecco si, si. Il trentadue della serie nera.



Al bar il cliente della fumetteria.


- Scusi, vorrei dei chicchi di caffè.
- Sono nell'espositore in fondo.
- Si ma non questi, li vorrei già macinati, ha presente?
- Ah, eccoli sono qui.
- Si ma quelli con l'acqua non li ha?
- L'acqua è qui... non è che vuole un caffè?
- Mmm, no, non caffè. Vorrei metterci anche del bianco.
- Bianco?
- Si quello di quegli animali... com'è che si chiamano? Si, quello dei tori...
- Ah... il latte! Comunque è delle mucche...
- Si si il latte. E comunque ho letto su internet che è dei tori. Tutto insieme, mischiato.
- Ah, ma vuoi un cappuccino?!
- Ecco si, si. Un cappuccino grazie.



In fumetteria il cliente del bar.


- Scusi, vorrei dei fumetti di Berserk.
- Sono nell'espositore in fondo.
- Si ma non questi, li vorrei "grossi", hai presente?.
- Ah, la "collection". Eccoli sono qui.
- Si ma quelli non "ristampa" non li ha?
- Non ristampa sono questi qui che vede... non è che vuole la "serie nera"?
- Mmm, no, non "serie nera". Vorrei quello grosso ma ultimo numero uscito.
- L'ultimo uscito?
- Si quello che era numero... qual è che era? Il trentadue...
- Ah... la Berserk Collection! Comunque è trentaquattro...
- Si si la Berserk Collection. E comunque ho letto su internet che è il trentadue.
- Ah, ma allora vuoi il trentadue della Serie Nera?!
- Ecco si, si. Il trentadue della serie nera.


Quindi il caffè fa male.

martedì 17 agosto 2010

Dall'alba al tramonto

Silenzioso si avvicina buio calda monotonia distanzia pensiero dalla realtà.
Vagando per strade che conosco in cui ti riconosco che mi perdo perdendo mio pensiero di distanze in distanze in incognite che non capisco proprio.
Notte buia illumina di nero il buio mentre mi viene incontro non temo la sua luce la chiarezza del tramonto la profondità dell'alba.
Attendo l'incidente ignorando l'incidenza dipendente da una musica che non mi sa suonare più.

Eppure strada è lì, e strada è e strada sarà, se non ci sono io, se non ci sono tu, se non ci sono noi... e se non ci sono noi, e se sto come sto, andando stando in piedi poi seduto, restando poi rimando, sedendo e camminando, seduta stante instabile per un istante in cui io non ci sono più, sono sveglio ma dormo senza sonno, dando il là al che poi non sono io se non connetto.
Supporto accendino batteria non c'è il collegamento, qualcosa si è spezzato e sta lì dentro, motivazione come grappoli di no che non capisco, sfilacciati dal noi che accende la fiammella della speranza verde del braccialetto verde del verde della speranza che mi manca e che assecondo.

Riportatemi dov'ero fugace ricerca di un ricordo sfuggendo dall'orco della lucidità opaca limpida lucidità lucidità offuscata.

lunedì 16 agosto 2010

Incognite

incontro la città laddove ho il tuo ricordo
vivo in tacito silenzio la notte liquida e in bottiglia
sfuggo dalle mura di questi quattro muri che non hanno più paura
di restare adesso soli
perchè soli sono nati e non sono più con me

buie turbative si affollano in un turbine di no
prigioniero di un corpo come musica in un disco
ma è una musica che non riesco più a ballare a divertire
a fare mia
a far ridere di me
a stupire come prima

perso in un perdiodo che odio e che disprezzo
a pezzi sulla scia che mi degreda e che percorro
a questo io non credo non ci bado non rifletto
aborro l'invenzione che sia il fato
fattone con me stesso e stesso posto

stupida inefficienza della prassi
nera marea di una routine in melma si affaccia alla finestra
dove più non abito
dove più non vivo
dove più non sono il più
dove più non sono io

temo il camminare come lo stare fermo
le gambe non mi tengono ma se mi fermo io...
ma se mi fermo io barcolla il mio pensiero, si arrocca sui ricordi
come la torre rotta di un re che non ha regno
che ha perso l'armatura, che ha morto il suo destriero

che muore col suo popolo quand'anche muoio anch'io.

ho capito la mia barca di che materiale è fatta
ondeggia sulle onde di una bottiglia verde
ma in che universo vola, dove stantia mò naviga e poi attracca
non riconosco più

la musica del disco
in un silenzio muto del suo perpetuo moto
saldato a mente fredda su tutto ciò che resta
e che non mi appartiene

giovedì 22 luglio 2010

Questo non è un buon momento per Massimino.



Vieni di nuovo a rompere i coglioni, mosca.
Ti insegno un gioco con il nastro adesivo...

sabato 17 luglio 2010

I fumetti su ipad

La mia ironia come contorno, io non ci giro intorno, lo vedi dalle chicche che ti sforno.
Di quanta boria tu sei colmo. Convinto che lei t’ami perché t’ha donato il culo il primo giorno! [Turi - L'amico delle amiche]

Allora. Allora, la storia è che ci stanno un italiano un creedish e un leccese.
Il leccese ascolta la domanda dell'italiano. Accanto a lui c'è il creedish. L'italiano chiede al leccese una cosa tipo
- Oh, hai visto la nuova tecnologia sfruttata anche per i fumetti?
Allora il leccese risponde alla domanda dell'italiano dicendo
- Ccene? De cce sta cunti?
E l'italiano gli fa ascoltare
- Si, ma yo! La roba hi-tech tipo apple, prendi il present per ipad e gli ci appiccichi itunes. Ci stanno i trick, roba mac, paghi low e prendi il pack. Evitando il peer to peer agendo legal e mega free.
- Wè, fru-frù. Già santa, s'ha ntruppata la lingua a stu cujune... Pocca a mammasa. Wè babbu te l'oe, cerca ccunti comu t'ha fattu lu culu ca t'ha cacatu.
Pertanto l'italiano delizia il leccese con dotte nozioni di avverbi, congiuntivi e disamine, che qui riassumo con
- Pare che gli editori di fumetti, un pò alla volta, stiano puntando sull'aspetto commerciale dell'ipad, e spingeranno su questa piattaforma le produzioni dei propri fumetti. Alcuni sono già operativi. Tunuè per esempio ti vende Route 666, di Stefano Piccoli, a 0.79 euro. E' un prezzo stracciato, se la cosa va come deve andare, pare che il fumetto diventerà fruibile a tutti.
Il leccese allora fa ascoltare all'italiano e al creedish una risposta tipo questa
- Ddhru dissi! Ecceccazzu sta fatiamu ffare, llora? Prima fannu li uappi te lu cazzu miu, rumpenu li cujuni su quantu hannu fare e nu hannu fare sti figghi te la manovalanza negra, degni cumpari te le baracche ca ssta ni buccanu ncapu, e moi alla scurdata se nde calanu cu sta menata te lu aipodde, te li tinitunz e te le mele 'cerbe, te le mamme loru. Ete propriu veru. Allu squagghiare te la nie parenu li strunzi.
Colpito dal forbito linguaggio, l'italiano pone al leccese una domanda tipo cosa ne pensa sul futuro di questa scelta, se i fatti daranno ragione a questi pionieri o meno, se gli editori che fino a ieri suggerivano alle fumetterie l'acquisto in conto assoluto di tutto il materiale da loro edito, ora non stiano un pò facendo la figura di quelli che abbandonano la barca che affonda dopo aver deciso, imposto la rotta e navigato per anni.
Il leccese con fare dissoluto da allitaliano una risposta che suona così
- Ma ccene?

A sto punto si intromette il creedish e fa una domanda all'italiano. La domanda che il credish fa all'italiano suona più o meno così:
- Sai come si riconosce un editore in un pullman affollato?


Ps
Il dialetto leccese è ininfluente ai fini della storia.
Ps2
La risposta alla domanda del creedish è nel libro "Survivor" di Chuck Palahniuk. Libro che vi consiglio. E' ancora in versione cartacea, lo trovate in libreria.
Ps3
Stefano Piccoli è un grande uomo e ha un botto di stile. La mia stima per lui è sempre stata e sempre sarà immensa.

martedì 29 giugno 2010

Sebastiano Vilella presenta Interno Metafisico con Biscotti

[Venerdì 9 Luglio 2010. Ore 17.00. Mondi Sommersi]

Vilella è un grande uomo.
Come autore lo apprezzo da quando ero un ragazzino e leggevo l'Intrepido, che per me era il top e non me ne perdevo mai un numero.
E' la seconda volta che lo avrò ospitato in negozio quando arriverà il 9 luglio.
Sebastiano Vilella è un uomo più.
Sono più di 25 anni che è nel mondo del fumetto, è un maestro, col tratto evocativo è capace di essere individuato e mai confuso.
Il noir è legato a Vilella con un filo sexy e dannato, che domina le sue storie.
Ci saranno anche gli altri suoi lavori il 9 luglio, perchè quando faccio una cosa pretendo sia fatta bene, almeno per quelli che sono i miei canoni, ma sarà il suo ultimo lavoro a svolgere il ruolo di dama di corte.
Un lungo volume edito da Coconino Press: Interno Metafisico con Biscotti.
Insieme a questo presenteremo anche altri due suoi lavori precedenti, Spasmex e Tre Toni di Nero.
A chi acquisterà tutti e tre i lavori, verrà data la possibilità di vedersi sorteggiato per portarsi a casa il *bellissimo*, senza se e senza ma, disegno che Sebastiano ha fatto per l'occasione.
Dato che è un figo.




Bè, in questo post avrei voluto parlarvi di altro. Dell'odissea che è organizzare un incontro con un autore e sopratutto di quanto sia snervante e a volte offensivo, trattare con gli editori e la distribuzione per promuovere un albo che è di tutti fuorchè del rivenditore. Di quanto questo possa far passare la voglia di fare, di organizzare, di spingere qualcosa.
Ma scrivendo, mi è passata la voglia anche di parlarne.

Ricordatevi dell'incontro e fanculo al resto.

giovedì 10 giugno 2010

Il servizio "Caselle" da Mondi Sommersi.

"Sono storie che succedono ogni giorno! Un inferno dove se sorridi è meglio! Lascia perdere lo schifo che c'è intorno! Se smetti di stressarti puoi sparire dai fastidi e stare un pò tranquillo!" [Gruff]

In negozio offro un servizio comune alle attività come la mia. Si chiama "caselle" e si usa per mettere da parte ai clienti i fumetti che teoricamente dovrebbero ritirare da lì a qualche giorno.
La casella da Mondi Sommersi non ha un costo.
Non costa nulla, ha solo un obbligo, ovvero che devi ritirare tutto ciò che è da parte nel momento in cui passi in negozio. Nel senso che devi ritirare TUTTO.
Non solo "alcune cose" o "questo albo è il numero 3 io aspetto il numero 2, quindi il 3 lo prendo quando arriva il 2", no. Cazzi tuoi se il 2 non c'è. Devi prendere tutto. Nel senso di assoluto, intero, integro, intatto, completo, indiviso, totale, universale, globale, ogni cosa. Tutto.
Come quando stai parlando con qualcuno e alla conclusione lui ti chiede "è tutto?" e tu rispondi "si, è tutto" e quindi non c'è null'altro da aggiungere. Ecco, dalla casella devi prendere TUTTO di modo che resti solo *null'altro*.
Ovvero nulla, niente, nada, il vuoto, il non essere.
Motivo per il quale devi passare dal negozio. Non dalla strada antistante, per evitarmi.
Ho le telecamere puntate fuori, ti vedo.
E se tu non raggiungi me, le mie maledizioni raggiungeranno te.

L'esperienza mi porta a credere che di tanto in tanto capiti che le tue famiglie abbiano prolificato in maniera inconsulta in più lochi del territorio nazionale e che i tuoi parenti di Milano vengano colti da un raptus di generosità, che vanno ad espletare in negozi che non sono il mio, per poi fartene dono contro la tua volontà.
Ecco, se tuo cugino di Milano ti regala un albo che hai già da parte da Mondi Sommersi, ringrazialo perchè ha fatto una buona azione. Poi passa in negozio, il mio, e ricomprati quall'lalbo, perchè io col cazzo che te lo tolgo.
Le buone azioni di tuo cugino sono pompini tra di voi, un gioco a cui io non voglio giocare.
In ultimo: se decidi di smettere di comprarti fumetti o non vuoi più prenderli da Mondi Sommersi, bè, che dio abbia in gloria te e le tue le tue sagge decisioni, ma non sognarti nemmeno di bidornarmi la casella, perchè io non sto qui a pettinar le bambole.
Prima passi di qua e svuoti, pagando, e poi vai a fare in culo dove meglio ti aggrada
perchè, ecco, hai mai visto Il Padrino?
Hai presente la scena in cui fanno trovare nel letto dello stronzo che dorme la testa del cavallo?
Col cazzo.
Io metto nella cuccia del tuo cane la tua di testa.

giovedì 27 maggio 2010

Indovina chi viene a cena?

"Ti liberi coi libri dove vibri con il palpito di un colibrì se collabori dentro un moto ascensionale elabori squilibri più celebri disfatto dal pulpito astrale / tra i ghirigori in ghingheri dove osano i più burberi del verso al contrario come i gamberi / questo è quello che mi và di fare inutile bussare è aperto / domandare è lecito ma io di risposte sto a corto" [Gruff - L'Attitudine]


Avevo una decina d'anni e mio padre mi cresceva amorevolmente. Amorevolmente aveva un significato molto controverso per mio padre, poichè anche sua madre lo cresceva amorevolmente, almeno stando a quanto sosteneva nonna nei suoi racconti, ma non secondo mio padre. Per mio padre il crescere me amorevolmente era molto più amorevole di quanto amorevolmente lo crescesse sua madre. Nonna. Erano altri tempi, diceva.
E mi raccontava che c'erano queste zie, sorelle di qualche parente apparentato a nonno, dove nonna, sua mamma, lo portava a pranzo la domenica. E delle feste comandate.
Perchè noi abbiamo ste cose delle feste comandate, dove non importa quanto poco sia stato considerato dalla famigghia per tutto l'anno, ma alla feste comandate ci si incontra tutti, a pranzo, per poi parlare male dei parenti a cena, nel calore casalingo della propria cucina.
Qui da me, in meridione, la tradizione è molto importante, almeno stando ai racconti di papà.
Io adesso non la sento tantissimo, e andare dalle zie, a quanto pare, era quanto di più terribile potesse capitare in quell'esistenza da bambino povero che viveva e cresceva in un paesino a sud della Puglia.
Le zie, nei racconti di papà, erano la riesumazione dello spirito delle streghe, coi loro vestiti neri, i loro capelli neri, i loro occhi neri, il loro alito nero, e il loro cazzo di fazzoletto stile burka messo male. E' alle zie di metà '900 che avrebbero dovuto negare l'esposizione in pubblico del viso. In faccia dovevano metterlo quel fazzoletto, non sui capelli.
Le zie anziane con il loro nero contagioso erano il male. Le zie anziane dall'anima nera erano l'incarnazione del male.
E la domenica si andava a pranzo dal demonio.
E indovina chi viene a cena.

Nei racconti di papà il peggio non era dato da come la zia si presentava, ma dal ruolo che il bambino copriva a pranzo, prima del pranzo e dopo il pranzo. Ovvero niente.
Doveva stare là, seduto, zitto, immobile, con il parentame adulto nell'altra stanza che parlava di cose ch'egli non poteva ascoltare. Solo, con il suo abito nero, su quella sedia, nei ricordi di ciò che la mia fantasia ha creato, posta vicino alla porta di ingresso che era ferma lì, chiusa. Blindata. Come a dirgli che oltre quella porta c'è la salvezza, ma che non è per lui.
E guai se se si muoveva!
Erano cinghiate su per le sue belle chiappe rosa. Cinghiate con la cinta di nonno, non si sa se forgiate nel fuoco da antichi samurai, o ereditate dal Generale Custer. L'unica cosa certa, giurava papà, è che, messe in un fiume, il solo corso dell'acqua sarebbe stato in grado di tagliare una foglia di ciliegio traportata dalla corrente, se avesse incontrato la cintura.
Che le cinte dei pantaloni di quell'epoca non erano di plastica. E nemmeno di cuoio. Le cinte di quell'epoca erano fatte di dolore puro.

E fu questo dolore che insegnò a mio padre ad evitare con meticolosa cura tutti gli inviti a pranzo e a cena negli anni a venire. E furono questi ricordi ad imporgli di non autoinvitarsi alle cene degli altri.
Perchè è scortese.
E sì, anche per via della cinta di nonno.

Sabato 5 giugno da Mondi Sommersi (la mia fumetteria), viene un autore, Giuseppe DeLuca.
A sera mangeremo qualcosa insieme.
E indovina chi viene a cena?
Ti do un indizio.
Non sei tu.

giovedì 6 maggio 2010

E' uscito Garth Ennis: Nessuna Pietà agli Eroi.


"ci va la pace si dice,sorridi sorrido felice, spadello 'sto pollo che cuoce, mentre guido sul gas degustando un novello vivace, ci parto di brindo e sfavello alla salute del mondo ci mando un thaaa sul più bello
" [Gruff]

Al Comicon di Napoli tra le altre cose è stato presentato presso lo stand Golden Distribution un saggio, edito da XII Edizioni, dal titolo "Garth Ennis: Nessuna Pietà agli Eroi". E' un saggio a più mani che mi vede coinvolto nel capitolo dedicato a The Boys.
Se non avete letto The Boys mi spiace ma non vi farò alcuna recensione, dato che ne ho supparlato nel suddetto suvvolume. Suvvolume è una parola inventata or ora per dare un peso maggiore e due marmitte possenti ad un altrimenti piccolo volume.
Comunque The Boys è una figata di fumetto superspappoloso. E con un bel pò di porno. Lo dico tanto per avere un vostro appoggio morale. Ed è anche esaurito nel secondo volume, quindi se dopo questo pezzo vorrete leggerlo, aggrappatevi: dovevate pensarci prima.

Dicevo, c'è questo saggio con delle parole mie che più o meno cominciano così:

In America ci pensa la Wildstorm per prima a pubblicare The Boys. È solo con il sesto numero che la direzione della Dc Comics decide la sospensione della serie nonostante la sentita accoglienza da parte del pubblico statunitense.
È il 2006, ottobre, e il primo numero di The Boys vede la luce nelle fumetterie d'America. Coadiuvato ai disegni da Darick Robertson, che ne firma tutti i numeri e le copertine, la serie parte in maniera brillante in quello che potrebbe essere definito lo stile Ennis.

A contattare Robertson e a proporre il lavoro è stato lo stesso Ennis. I due avevano già lavorato insieme su un capitolo del Punisher della Marvel, e le impressioni del disegnatore sulla serie sono state da subito positive. "Ho adorato il concetto fin dall'inizio e avevo la sensazione che avrebbe trovato il suo pubblico" dice Robertson in riferimento a The Boys e non sbagliava.

Il presupposto è abbastanza semplice: in un mondo pieno di Super è necessaria la presenza di qualcuno capace di porgli un freno qualora questi dovessero smarrire la retta via. Quando i Supereroi sono fuori controllo e né lo Stato, né altri supereroi, né qualunque forza governativa è in grado di contrastarli, entrano in scena i ragazzi, un gruppo di personaggi underground, al soldo della C.I.A., pronti a fronteggiarli, spaventarli e, quando occorre, intimidirli fino a ricorrere all'omicidio.

Tutta la storia è basata su uno scambio continuo di adrenalina e paura, come se alla base del sistema, come pilastri a tenerlo in piedi, ci fosse la consapevolezza che gli equilibri possano essere rispettati solo se è presente un freno inibitore, un qualcosa che garantisca l'attuale status quo. I Boys sono la kryptonite di questi Super ed è necessario che i Super lo sappiano.

Ok.
Sul volume ci sono una ventina di pagine con queste parole (non tutte uguali, eh? Poi mano mano cambiano), quindi se mi amate e non avete il coraggio di dirmelo, accatatevelo.
E dato che, giustamente, nessuno degli autori percepisce un euro da questo lavoro, fregatevene degli altri e accattatevelo da me in negozio. Cazzi loro. Almeno mi strullo il gingibillo con il lavoro da fumettaro. Mondi Sommersi - La Fumetteria a Lecce.
Yeah.

Ah, la mia biografia è stata cambiata nel volume rendendola una volgarissima biografia normale. E quindi pubblicabile. Motivo per il quale è stata pubblicata. Credo.
Ed è senza parole inutili aggiunte come quelle che aggiungo io. Motivo per il quale ve la incollo qui di seguito, come mi sarebbe piaciuto che fosse stata inserita nel volume.
Godetevela. O prendetevela in quel posto. Cosa che per alcuni di voi, sono certo, dà lo stesso risultato.

Max Favatano nasce a Lecce nel 1978. Perito Agrario strappato all'agricoltura, ha imparato a leggere coi fumetti. Poi però l'ha dimenticato. In compenso ha trovato altri fumetti nella sua fumetteria.
Nel 2002 partorisce Mondi Sommersi, la Fumetteria a Lecce. Da quel giorno non ha più una vita, solo un cono d'ombra.Socio fondatore dell'A.Fu.I. (Associazione Fumetterie Italiane) e admin dei siti www.afui.it, www.mondisommersi.biz, nel tempo libero scrive su un blog (http://hulkspakk.blogspot.com) cose che a nessuno interessa dire ma che qualcuno ha interesse a leggere. Ovvero egli stesso. Ma tanto non ha molto tempo libero e quindi scrive poco. Può capitare che lo si trovi a parlar da solo perchè gli piace ascoltare cose interessanti. Motivo per il quale soffre di una piacevole forma di flatulenza. Si è trovato a prendere parte di questo saggio perchè credeva che sarebbe stato pagato. Poi ha scoperto che Garth Ennis scrive fumetti e si è rassegnato. Prot.

mercoledì 5 maggio 2010

I momenti meglio style con gli Autori




Superclassificone dei momenti stile con gli autori in negozio.

Quarto posto:
Alberto Gennari.



Avevo 20 anni circa e scopro che Alberto Gennari lavora all'università di Lecce. Era il 2000 e stava dipingendo una cosa come la storia del mondo a grandezza naturale. Tipo un 20 metri per 3 che racconta il mondo da quando Dio lo creò ad oggi. Includendo anche tutte quelle scemenze sull'evoluzione che anticiperebbero Adamo ed Eva. Roba da Darwiniani e da comunisti.
Insomma vado all'università, sezione distaccata Ecotekne ed entro, sbircio e lo cerco.
E lo trovo.
Nel frattempo entra un signore che anche lui cerca Alberto e quindi arriviamo da Alberto contemporaneamente. I due iniziano a chiacchierare e io mi trovo nel mezzo. Una parola tira l'altra e alla fin fine son tipi socievoli, tanto che mi integro in discussioni che non mi appartengono, faccio domande di cui nessuno sentiva necessità, rispondo a cose che non mi riguardano, rido senza che la mamma abbia cucinato un cazzo di niente, e vado anche a prendere un bel caffè al bar dell'Ekotekne. Offre Alberto a quanto pare.
Nella passeggiata di ritorno dal bar ci sono anche momenti in cui parlare della famiglia. Quella di Alberto e del suo amico, dato che io non ne ho. Cioè, non ho una famiglia mia. Semmai ho una famiglia in comodato d'uso, dato che è dei miei genitori. Me la lasciano quando gli serve, fino a che avrò i soldi per comprarmene una tutta per me. Yo.
E' l'amico di Alberto a tirare in ballo l'argomento e vengono fuori cose che qui non si possono dire perchè non erano fatti miei all'epoca, figuriamoci se sono vostri ora. Fatto sta che dopo un mio commento che non posso ripetere e una volta scoperto che io e il signore di prima che anche lui cercava Alberto e che di Alberto era amico (mica come me) non ci conoscevamo nemmeno, Alberto mi guarda, strabuzza i suoi begli occhietti e mi dice:
- Scusa ma tu chi cavolo sei?

Ringrazio ancora Dio per essere uscito in maniera dignitosa dalla mia fase nerd.

Ad ogni modo con Alberto capita ancora di sentirci e di parlare di cose tipo "ma quel lavoro all'università lo finisti o no?".



Terzo posto.
Enzo Troiano.



Viene a Lecce, da Mondi Sommersi per l'incontro numero nu casinu, scketcha, disegna, acquarella, conferenzia e fa propaganda antiNestlé. Enzo è un tipo hardcore, uno di quelli a cui piace dare carne a carne e vino al vino. Al punto che poi viene voglia di far pipì. Di mucca pazza. Capita anche agli autori e per non farci mancare nulla, anche ai clienti. Fatto sta che il bagno in negozio è occupato da chissà chi e ad Enzo gli scappa proprio. E' una di quelle situazioni in cui se non vai in bagno e qualche bontempone ti fa "pishhhhhh... pishhhhhh" rischi grosso. E quindi gli faccio pishhhhhh... qualche volta, tanto per gradire, e la sua vescica si gonfia come se gliel'avesse toccata con l'indice sinistro Ken Il Guerriero.
Enzo sa che sta per esplodere e mi chiede del bagno. E' occupato, dico. Bisogna attendere un pò, dico.
E mentre mi diletto a perder tempo, cosa per la quale ho passione e capacità innata in egual misura, ecco che il bagno si libera. E siccome che oltre che un bontempone sono anche un signore e la pipì scappa anche a me, prima di andarci io cerco Enzo per dargli la precedenza. Lui è l'ospite e da noi a Lecce è come il pesce. D'onore.
Solo che Enzo è scomparso. Dov'è?, mi chiedo.
Dov'è andato?, penso.
Nessuno lo sa ancora ma quando, una volta tornato, è rientrato in negozio gli ho detto una cosa tipo "ehi Enzo il bagno è libero. Ora puoi finalmente svuotarti l'ampia sacca vescicale dall'urina stantia" alla quale Enzo, da buon napoletano, ha risposto:
- la pummarola ngopp, nu cce più bisogno.
- ma sono le 23, è tutto chiuso, dove l'hai fatta? ._.
- nu cce più bisogno, oehhh...

Fuori, solo un porticato e bar chiusi.
Da quel giorno continuo a chiedermi se l'abbia bevuta o poggiata da qualche parte su una di quelle colonne...



Secondo posto.
Werther Dell'Edera.



Werther viene in negozio per il BD Day dello scorso anno. Sono carico, contento e positivo. Solo che sono anche in negozio e Werther è arrivato di mattina presto. E l'incontro è di pomeriggio. Tardo. Abilmente spalleggiato dalla mia girl decido per un'abile staffetta e propongo a Werther e alla suddetta girl di andare a fare in passeggiata in centro. Che tanto è vicino, che tanto è bello e che tanto fa caldo. Fa molto caldo. Fa tanto caldo che in negozio accendo il condizionatore e sono abbastanza certo che Ilaria, la girl, saprà far stare a proprio agio l'autore. magari offrendogli una cosa fresca da bere. Tipo una limonata o non so bene cosa.
Credo che più o meno le cose tra i due siano andate così:
Ilaria: 'Mmazza che caldo. Ci sciroppiamo una limonata?
Werther: Ma anche si, basta che non ci sia dentro della granita o vomito.
Ilaria: Ma certo, basta non chiederla ;)

Quello che Werther pur annuendo non sapeva è che i baristi del loco se ne fottono altamente delle tue richieste, figuriamoci delle tue NON richieste, tanto che il barista del loco leccese, avuta grande e prosperosa idea, propone della bella, fresca e genuina granita nella limonata. Non ne voglio, si oppone l'autore. Certo, risponde il barista. Ma te la metto lo stesso.
Non ne voglio, risponde il giovane autore. Solo un poco, propone il barista.
- No.
- Si.

I baristi a lecce sono un pò come le mamme a pranzo, che quando ti chiedono riempiendoti il piatto "ne vuoi ancora?" la tua risposta conta quanto un tris di uno a Risiko. E' una battaglia persa.
E infatti vince la limonata con la granita.
Di li a breve sento la girl. Tutto ok?, dico. AttimoAttimoAttimoAttimo!, risponde.
Per alcune cose occorre qualche minuto di concentrazione.
E finalmente ricevo un sms.
Ho fatto vomitare Werther.
Apperò.



Primo posto.
Alberto Ponticelli.


Se credete che Alberto Ponticelli sia solo un bravo autore vi sbagliate. E' anche un bravo somigliatore. Somiglia a me per la precisione. E io a lui. E chi somiglia si piglia.
E ci somigliamo così tanto che io sembro la sua versione giovane. Quindi quella bella.
E lui è contento. Giustamente.
Peccato che conseguentemente io sembri la sua versione da vecchio. Quella brutta. E ci sta poco da stare allegri.
Ad ogni modo siamo a cena in una trattoria, da Mama Rita, dopo un incontro in negozio. Siamo seduti io lui, e altra gente. Passa la signora Mama Rita e lo saluta.
- Ciao!
- Buonasera signora
Risponde l'Alberto.

Poi passa il cameriere e lo saluta:
- Weeeeeeè!
- Oh salve.
Risponde l'Alberto.

Quindi la cameriera.
- Tutto bene?
- Si, si certo, grazie.
Risponde l'Alberto.

Il top lo raggiungiamo quando torna la Signora Mama Rita che gli mette una mano sulla spalla e con fare materno gli chiede come vanno le cose a casa e sul lavoro.
- Oh bene grazie. Tutto bene. Anche il cibo era ottimo.

Quindi l'Alberto si gira verso di me e mi fa:
- Ammazza quanto sono cordiali tutti, a Lecce.

Non è che sono cordiali. E' che ti hanno confuso con me.
HulkSpakk

P.S.
Cazzo. Sta foto è la dimostrazione che i nostri genitori si conoscono. In qualche modo.