venerdì 4 novembre 2011

Nirvana di Pagani e Caluri



Alla fine è uscito e l'ho letto.
Dopo l'uscita del numero 0, un mesetto fa, sono stato costantemente attirato da questa nuova proposta, incuriosito dal fatto che Panini Comics fosse in procinto di pubblicare dopo anni, un fumetto tutto italiano.
Nirvana: gira la ruota e vivi un'altra vita, è bello, divertente, sboccato e lievemente blasfemo. Le battute di Pagani, il suo senso dell'umorismo, sono felici e pungenti e il fumetto fa ridere. E far ridere (non sorridere) con un fumetto umoristico è difficilissimo.
E non parlo di quel genere di risate tristi alla Lupo Alberto, ma risate vere. Di quelle tipo "ah, ah, ah, cazzo che risate!"
Roba seria.

E poi lui, Alvaro Palmiro, Ramiro, come cazzo si chiama, è un figlio di Ruby, degno del PdL.
La storia con cui si apre l'albo, con lui simil scafista che butta in acqua un negro e parla dell'altro passeggero, anch'egli d'altra tonalità, alla guardia costiera come se stesse parlando di un uomo vero, è di un razzista imbarazzante e fa ridere solo perchè Ammiro Tamaro Avaro, Ramiro viene presentato come una merda d'uomo. Altrimenti sarebbe, appunto, razzista.
Il soggetto della storia è ben definito con il protagonista che deve sfuggire a della brutta gente che vuole fargli la pelle, e lo fa grazie all'aiuto di un ispettore della polizia che sembra un incrocio tra Giulio Ferrara e Bud Spancer, che lo mette sotto copertura (da qui il sottotitolo "gira la ruota e vivi un'altra vita") senza troppo successo.

Un bel prodotto tutto fumetto, fatta eccezione di qualche pagina a fine albo, divertenti e intelligenti.
Il disegno è ben studiato, piacevole agli occhi ed efficiente davvero, bravissimo Caluri.

Il raffronto con l'altro bimestrale umoristico Panini, il conosciutissimo RatMan è facile e immediato non tanto per i contenuti -i prodotti sono abbastanza lontani- quanto per la sfida sottintesa: chi farà ridere di più?
Secondo me, rispondere RatMan senza aver letto Nirvana, è molto, molto azzardato.
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2 commenti:

harlock ha detto...

Guarda, volevo scrivere una mini-recensione pure io dopo aver letto il numero 0 e il numero 1. Ma ho deciso di aspettare l'uscita del numero 2. Non vorrei che il mio giudizio fosse "falsato dall'onda emotiva". Non so quanto successo abbia avuto e quanto abbia venduto. Penso bene vista la novità e il nome degli autori, che però conosco solo di nome non avendo mai letto (se non qualche vignetta promozionale di sfuggita) Don Zauker o altre loro opere, che, tra l'altro, le ritengo molto sopravvalutate con battute autoreferenziali dove la ricerca della citazione fine a se stessa è stata troppo sfruttata con battute "scontate". Poi, boh, sarò io ma l'unica cosa buona che ho trovato finora in Nirvana (che dopo averlo letto pensavo fosse più idoneo "Karma" come titolo, e chi ha visto "My name is Earl" sa di cosa parlo) sono i disegni. Aspetto la seconda uscita per vedere di confermare le mie impressioni o se verrò smentito.

Birikkio ha detto...

Carlo Harlock, alla fine hai avuto ragione: Nirvana è veramente deludente