venerdì 4 luglio 2008

Mica scemo il Signor ebay.




Quando sento dire da qualcuno che ha comprato qualcosa "su internet" sono quasi certo che abbia comprato da ebay. Sono abbastanza certo ormai che nella fantasia collettiva l'acquisto su internet equivalga all'acquisto su ebay, come se i negozi online dei privati non esistessero o non fossero degni di quella fiducia che invece (e chissà perchè) ebay darebbe.

Sono iscritto a questo portale dal gennaio 2002 e da allora ne ho viste di cotte e di crude. La mia attività su ebay riveste la figura del venditore più o meno a tempo pieno, con degli alti e dei bassi, dovuti prevalentemente alla mole di lavoro a cui mi relega il negozio fisico.
Ho subito gli aumenti vertiginosi di questo portale, sia di utenza e conoscenza nel pubblico, sia di prezzi, tariffe e commissioni sul venduto, arrivando ogni volta ad allontanarmi per un periodo più o meno lungo per poi riavvicinarmi alla vendita.
Per la cronaca, questo è un "periodo no", uno di quei periodi lunghi in cui mi scasso di ebay e lo mando a cagare.

Il primo giugno '08 i prezzi di questo portale sono aumentati nuovamente e in maniera decisa. Le tariffe di inserzione, le commissioni sul valore finale, la negazione tassiva dell'uso del mezzo di pagamento più economico e veloce in circolazione (la carta ricaricabile Postapay) e il quasi obbligo ad utilizzare Paypal (appartenente al gruppo ebay e davvero "caro") hanno in maniera violenta ridotto le entrate nette (la differenza tra il prezzo di vendita e le spese) del venditore.

Tutte le tariffe del portale sono addossate al venditore e niente all'acquirente.
Apparentemente questa cosa, questo problema, rivestirebbe interessanti osservazioni solo sul venditore, lasciando in una situazione di indifferenza, di tranquillità l'utente finale.
Ma non è così.

Chi si avvicina a ebay per comprare, lo fa per una questione di risparmio, dovuto alla grande concorrenza di venditori che c'è su ebay, che spesso vendono prodotti simili, tra cui l'acquirente può scegliere, giungendo alla sua vera finalità: avere l'oggetto spendendo il meno possibile.
Con degli aumenti vertiginosi questo sistema, crolla.

Se le tariffe di inserzione sono gratuite, e le commissioni sul venduto accettabili, i venditori proliferano, permettendo agli acquirenti la vasta gamma di scelta di cui sopra, a prezzi sempre più competitivi.
Ma se le tariffe per la singola inserzione, passano (come è accaduto) nel giro di 4 anni da gratis a 2,80 euro (per oggetti il cui prezzo indicato in asta e compralo subito è superiore a 100 euro) e le tariffe sulla commissione finale dal 3% al 7,75%, va da se che il venditore sarà costretto ad alzare qualche costo per rientrare (in parte) delle spese, senza nemmeno poter più permettersi di mettere in asta oggetti senza prima vagliarne la reale possibilità di vendita degli stessi.

E' questo il motivo per cui ebay non è più pieno zeppo di vaccate senza senso che prima il venditore metteva in asta nella speranza che le acquistasse qualcuno. I primi a rimetterci le penne sono stati quindi gli oggetti di dubbia possibilità di vendita. Parlando di fumetti, il nostro campo, sarà pressocchè impossibile trovare in asta un numero 158 di Tex, o il 24 di Dragon Ball New, per dire.

I costi che il venditore può alzare sono due:

1) Il costo dell'oggetto
2) La spesa di spedizione

Alzare il costo dell'oggetto ha due "contro" facilmente immaginabili. Se l'oggetto in vendita ha un buon potenziale bacino d'utenza, la percezione che avrà il cliente dell'elevato prezzo unito alla concorrenza degli altri venditori, stroncherà le possibilità di vendita. Inoltre le commissioni finali (calcolate sul reale prezzo di vendita dell'oggetto) da pagare a ebay saranno più alte.
Alzare invece il costo della spesa di spedizione è la scelta più saggia, perchè dall'acquirente viene percepita e criticata di meno e in più, fondamentale, non ci si accolla la commissione a ebay.

Alle tariffe di ebay si aggiunge la guerra che questo ha fatto prima ai metodi di pagamento postali, partendo dalla rigorosa negazione della carta Postepay (vietandola) e poi spacciando Paypal (appartenente allo stesso gruppo) come metodo di pagamento sicuro, veloce ed economico. Sul veloce ci siamo, ma di sicuro non è economico.
Per il venditore no, almeno.

Su ogni transazione a favore, che significa "ogni volta che ricevi soldi sul tuo conto paypal" questi si trattiene il 5,5% dell'intera somma. "Intera somma" significa costo dell'oggetto venduto + spesa di spedizione.
Che sommato alla cifra di inserzione e alla commissione a ebay, significa circa il 20% del valore a cui è stato venduto l'oggetto.

Mica scemo il Signor ebay.

Faccio un esempio.
Ho una collezione di Superman della Play Press, 124 numeri, tutti belli lindi e precisi (ce l'ho davvero, nel caso la voleste^^), non ha un grande giro, quindi non mi conviene sperare in un esito positivo in caso di asta (so che non troverò un numero sufficiente di astanti da darmi l'entrata minima che gradisco) e la metto in vendita a 110,00 euro con un bel compralo subito. Dato che il costo di inserzione sarà di 2,80 euro, decido di fare la cresta sulla spesa di spedizione, che tramite pacco celere 3 costerebbe 9,30 euro, ma io che sono simpatico segnalo a 12,00 euro.
Prendiamo in esame il caso in cui qualcuno se la compra e che mi paghi tramite paypal.
A ebay avrò dato: 2,80 (inserzione) + 7,48 (commissione sul valore finale) + 6,71 (paypal) = 16,99 euro.

Il 17% del venduto.

Questo ovviamente se nell'inserzione non si è scelto di inserire più di una foto, di usare grassetti, vetrine plus e/o negozi vari. Insomma, per una inserzione base.
Economica.

Qualcuno potrebbe suggerire di non usare Paypal e risparmiare così almeno quel 5,5% di spesa e il suggerimento sarebbe anche utile.

Ma il gruppo ebay non lascia scampo.


Come già detto, la guerra sul portale alla carta Postepay (che costa 1 euro a movimento, a carico di chi versa il denaro, quindi dell'acquirente) ha mietuto le sue vittime. Eliminata la Postepay, il mezzo di pagamento più veloce è effettivamente Paypal, apprezzatissimo dagli acquirenti dato che non pagano nemmeno quell'euro, e detestato dai venditori per i motivi già spiegati. Bonifico Bancario e vaglia postale sono troppo lenti se messi a confronto con gli altri due e quindi dare come scelta di pagamento solo questi due rappresenta un ulteriore freno sulla scelta dell'acquirente, di comprare o meno da quel determinato venditore.

Molti pertanto si piegano e accettano anche Paypal.


Per gli altri ci pensa ebay.
Il nuovo sistema di feedback ideato dal portale condanna i venditori all'utilizzo obbligatorio di Paypal e a non proporre, rendendone impossibile la selezione, alcun altro mezzo di pagamento, rendendo di fatto Paypal obbligatorio. Questo ufficialmente avviene se un venditore non è affidabile, quindi, sempre ufficialmente, per salvaguardare l'acquirente che in questo modo sarebbe più protetto da frodi, truffe e venditori incapaci.

Giusto per dire, io sono tra questi.
In sei anni di ebay ho collezionato 793 feedback positivi e 3 negativi, dati dallo stesso utente qualche mese fa, perchè ha ricevuto in ritardo la sua spedizione (che tra l'altro era di 15 euro + 5 euro di omaggio per scusarmi del ritardo). Questo per ebay è stato sufficiente per relegarmi in quella fascia di utenti inaffidabili.


Ma chi è il venditore in questione? Come riconoscerlo?
Per ebay è sufficiente che la percentuale di feedback positivi sia inferiore al 93,oo% (non sono sicuro di questa percentuale), il che effettivamente significa avere "un bel pò" di feedback negativi.
Ma io ne ho solo 3 su 793, praticamente nulla.
E' per questo che ebay ha deciso che la conta dei feedback, non si fa sul totale complessivo dei feedback, ma solo su quelli ricevuti negli ultimi 12 mesi, e quindi facendo il conto non su 793 feedback ma sugli ultimi 200. I miei precedenti 5 anni da venditore serio, corretto e preciso sono stati bellamente cancellati. Non contano. Non fanno testo.

Eppure ho anche spedito quella merce, con anche un bel plus in omaggio.

Inutile dire che se a questo si aggiunge che di persone che mettono feedback per sbaglio, per vendetta, per idiozia, per maniacalità, ce ne sono davvero tante, non è difficile pensare che saranno sempre più i venditori obbligati ad accettare Paypal non solo come mezzo ma come unico mezzo di pagamento.

Tutto questo porta all'abbandono della piattaforma da parte di una fetta di venditori, all'aumento delle tariffe dalla fetta che rimane sul portale e a una nettamente minore offerta a tutti quegli utenti che comprano su ebay.

O a sentir loro, su internet.
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6 commenti:

Anonimo ha detto...

Bell'analisi.. già me l'avevi spiegata in negozio. Dovresti fare catene di e-mail ed inviarle a 100.000 persone diverse! Stoppa il sistema!

MArte

dani ha detto...

tu sei troppo avanti max!!!!

Anonimo ha detto...

Ho usato qualche volta ebay per vedere fumetti che nn mi piacevano più, ma nn conviene, per sperare di vendere un TP da 10 euro lo mettevo a 4-5 € ma alla fine cosa mi restava se contiamo anche il tempo perso per preparare l'asta e seguirla?

E in realtà neanche comprarlo conviene... se a 5 euro ne sommo altri 4 per una raccomandata e 1 di ricarica poste pay (per fortuna ancora accetta da molti "sottobanco") arrivo a pagarlo come nuovo.

harlock ha detto...

Ma su internet non esiste solo ebay! Guarda che ci sono siti migliori, dove senza aste trovi affaroni! Tra i più famosi senza dubbio ci sono amazon e play e poi tanti altri che non sto qui ad elencare! Ebay io lo utilizzo soprattutto per le rarità e per materiale straniero (libri, cd, ecc.) lì sì che trovi l'affare! Non con merce che trovi anche al negozio sotto casa...
Comunque è vero che ultimamente sono cambiate (in peggio) tante cose con i vari accordi con gli utenti, però è anche vero che si trovano sempre meno "bidoni" o gente "truffaldina".

HulkSpakk ha detto...

io in tanti anni di ebay (7) ho trovato solo 2 volte il bidone ma sempre, tante, tantissime volte, terrorismo contro questi fantomatici "truffatori".

Orologiaio Frustrato ha detto...

Io sono iscritto a ebay dal 1998. L'ho abbandonato circa nel 2007, a causa esattamente dei motivi che segnali tu, e che suppongo adesso nel frattempo sono peggiorati. Alla lunga, la loro politica è stata miope, perchè non si trovano più le rarità e puttanatine di una volta, adesso o si è certi di vendere (S-vendere, visto che poi l'acquirente medio se una cosa non la paga al 80% in meno non se la fila), o si evita di fare asta. Contenti loro...
per me è una perdita perchè di robe da mettere su ebay ne ho sempre trovate molte, ma almeno ho vissuto il periodo d'oro, soprattutto il pre-euro e la deflazione americana, all'epoca gli acquisti oltreoceano volavano. Bei tempi :(