giovedì 8 novembre 2007

Lucca Comics 2007





Di ritorno da Lucca ci sta tanto da dire.
Questa Lucca Comics è una storia di palle, bolle, balle, coglioni, cojoni e cappelle.
Da febbre alta a Nesly e Fibra, da Kellogg’s alla fibra a frutta fibrosa. Da Stefano Piccoli a "grandi distributori", passando da chi i fumetti li fa per passione, come quelli della Play Press, giustamente appassiti in questo autunno caldo da mezza stagione inesistente, con stelle nel cielo, come la Star Comics, piacevolmente cadenti.

Da Lecce a Lucca passando da Pisa, per poi tornare a Lecce, passando da Livorno, per un errore della tecnologia moderna. Le madonne buttate giù da Enrico possono pareggiarsi solo a quel piacevole russare, alternato a una fragorosa gara di peti caldi e gustosi, che dalla consistenza consistente crescente e incresciosa, allargavano abili le pareti della stanza da letto di Alessandra, che ci ospitava. Ora ha la camera più larga di qualche centimetro e il naso più stretto di qualche altro.

Lucca è li, a Lucca, e i comics sono là, sugli scaffali.
Anche Luca è li, a Lucca, nonostante si chiami Genovese e sia di Treviso, che poi non è proprio Treviso ma Montebelluna. La gente lo sa, ma lui fa tre viso a cattivo gioco e tutti contrenti.
Anche l’altro Luca è là, è il Berte lè, già a firmar allo stand Be dè.

Prima tappa al momento dell’arrivo, lo stand BeDè. "Ciao sono Max, a Lecce ho un negrozio, devo parlare con Schiavone."
L’abbiamo capita in due. Io e il mio cervello. E’ andata bene, a sentire lui era sicuro che io non l’avrei capita.
A Lucca Comics quest’anno ho girato poco, nonostante i 3 giorni avuti a disposizione.
Reduce dalle precedenti esperienze ho deciso che della zona "Games" me ne sbatteva poco e anche meno, che degli stand dell’antiquariato me ne sbatte poco e anche meno e anche dei cosplay me ne sbatte poco e anche meno.
Tranne della cosplay vestita da "melascopo" allo stand della Albatros dove il buon Enzo Troiano autografava il suo ultimo lavoro, che per forza di cose non ho visto neanche si sguincio.

Noi veniamo da Lecce, altra realtà, altro mondo e quello che è venuto fuori è l’impressione che a Lucca il male sia stato sconfitto e il bene abbia trionfato. Altrochè.
A Lucca è un po un altro giro altra corsa, la città pulita, solo un ausiliario del traffico per via…
A Lecce ne abbiamo due per macchina.
Prendo più multe che caffè ormai. L’ultima me l’hanno fatta macchiata.

Praticamente a Lecce funziona così: ti alzi la mattina, arrivi alla macchina, metti in moto, vai dove devi andare, spegni il motore e prendi una multa da 36 euro. Bestemmie comprese.
Mentre un ausiliario del traffico compila la multa, e tu gli spieghi che senza gambe gli sarà difficile andare in bici, l’altro ti custodisce la macchina assicurandosi che nessun’altro avvoltoio ci si avvicini, perché ormai la preda è incappata nel suo predatore e non sia mai che questo se la lasci fregare da un altro merdosissimo ausiliario del cazzo mio.
Non ho rispetto per gli ausiliari del traffico. Nella catena alimentare trovano una perfetta collocazione tra le zanzare e la multipla.
Ho rispetto per chi invece sconfigge il male, tipo Batman con la sua Gotham City e Cicciolina con il suo Partito Dell’Amore.
E per Lucca.

A Lucca il male è stato sconfitto, quindi va da se che il bene non ha un cazzo da fare dalla mattina alla sera. E allora che fa? Fa le multe.
Un po come i Thunderbolts della gestione Bagley, questi lupi travestiti da agnelli, questi parassiti della società, questi asessuati perennemente incazzati e poco scoperecci stronzoni, aspettano me il coglione per multarmi.
A Lucca abbiamo preso 3 multe in 2 giorni, per non perdere l’abitudine.
Quando siamo arrivati a Lecce un ausiliario ci ha applauditi.
L’altro ci multava e teneva lontani gli altri avvoltoi.

A Lucca Comics ci volevo andare perché è la fiera del fumetto più grande in Italia, dove la gente va e compra i giornaletti di Moebius e poi ne discute seriamente con l’amico vestito da Actarus. *Seriamente* vestito da Actarus.

A Lucca Comics ho meno peso in quanto fumettaro di quanto ne ho dal barbiere sotto casa. Almeno li mi fanno entrare gratis.

A Lucca Comics hanno il pass, riduzioni e omaggi praticamente tutti, tranne i negozianti.

A Lucca Comics se dici che hai un negozio di fumetti ti rispondono "ognuno ha i suoi problemi". E a Lucca Comics in genere in molti hanno molti problemi.

A Lucca Comics gli stand hanno offerte per tutti: dal proprietario di quel sito online di cui ho sentito parlare solo adesso, all’inviato di quell’altro sito che mi pare che una volta quel mio amico mi ha detto che era puntoIt ma no vedi che era puntoCom.

A Lucca Comics ci si scambiano fumetti tra editori come se chi edita le donne non sanno manco cosa sono e i pompini ce li facciamo solo tra di noi "ma quanto è bello sto fumetto" "ma no è più bello il tuo" "sto per venire" "sborrami sul petto".

A Lucca Comics ci sono offerte per tutti tranne per i negozianti. Loro pagano pegno.

Cioè se conosci è ok, vai allo stand ti presenti e chiedi "a quanto mi fate la vostra roba?" se no ti aggrappi. Non c’è niente di scritto, e tutti vorrebbero che in quanto negoziante prendessi una fraccata di roba loro, che per definizione è la migliore.
Se sono modesti non è la migliore ma sa comunque il fatto suo, dimenticando che ogni scarafone è bello *solo* a mamma soja.
A me per esempio, gli scarafoni fanno schifo al cazzo.

Comunque tu chiedi a quanto ti fanno la loro roba. A quel punto ti rispondono in base alla loro esperienza nel campo.
Se sono proprio niubbi possono dirti:

- dipende, quanto ti fa il tuo distributore?

A questo punto conta la tua di esperienza.
Se sei niubbo gli dici la verità, se no spari "il 40%" e li inculi.
Non ti crederanno mai, ma se ti chiedono "quanto fa il tuo distributore", in genere non salgono mai sopra il 40% e vedere la loro faccia con l’espressione tipicamente homeriana del "d’oh!" non ha prezzo.

Se si credono furbi ti dicono:

- tu quanta roba vuoi comprare?

Qui se senti qualcosa dietro la schiena è un brivido, se la senti vicino al buchetto è perché stanno cercando di incularti.
Una frase come questa genera un’apprensione che porta ad alzare la posta che si è disposti a spendere. E’ un gioco che fa il commerciante con il cliente, ma non con il cliente che ne sa, che potrebbe offendersi, ma con il cliente medio, quello della domenica.
E’ una tattica che non ti mette "alla pari", ma che alza un muro con su scritto "qui faccio io le regole del gioco".
Solo che la palla ce l’hai tu, quindi puoi sempre andartene.

Se hanno esperienza saltano ‘sti giochetti e ti sparano direttamente la percentuale.

- 37%
- 40%
- 50%

Qui puoi lavorarci. Se ti va compri, se ti piace trattare tratti, se no vai via.

Ad ogni modo c’è anche la categoria dei dubbi, quelli che fanno "bà tu prendi, poi vediamo…" e che se insisti forse arrivano a dirti "ti faccio dal 35 al 40%", come mi hanno detto allo stand della Alastor, come se tu i soldi li cagassi e per te non faccia nessuna differenza prendere a 966 chilometri da casa dei fumetti con uno sconto inferiore a quello che avresti semplicemente prendendoli dal negozio, o prenderli, appunto in negozio, senza sforzo fisico alcuno.
Tanto i soldi son tuoi, non stiamo li a guardare.
Tutti ricchioni col culo degli altri.

Ora io mi chiedo. Non faccio il fumettaro da ieri e so che la distribuzione non lavora gratis.
Non è che ne abbia le prove, ma non ho mai visto Alex Bertani e Pasquale Saviano al coro della chiesa la domenica e quindi ho modo di crederlo.
Le case editrici che hanno un’esclusiva con un distributore vendono la loro produzione a quel distributore al 50% circa, che la gira alla fumetteria al 33% circa. Da contratto quella casa editrice può vendere quei prodotti al negoziante e al privato *solo* in fiera.

Ora, essendo fumettaro, so che in negozio non prendo proprio tutto, qualcosa la tralascio. So anche che a Lucca si è portati a prendere di più, in base anche allo sconto che si ha dall’editore. In genere comunque in fiera si prende roba che in negozio magari non si ha o che si prende solo su ordinazione.
Se sono davanti allo stand dell’editore X e gli dico che vorrei prendere le copie di "quei" fumetti, so già che saranno delle copie "extra" a quello che prendo normalmente in negozio, con la differenza che pagandole di meno, posso avere più stimoli a spingere i miei clienti all’acquisto rispetto alla palata di produzione che il mondo dell’editoria a fumetti mi passa ogni giorno.

Essendo un "extra" per me come investimento, per l’editore è un extra come entrata.
Quello che mi chiedo è: perché l’editore non vende direttamente al negoziante, in fiera, al 50%, che tanto per quello che prende il negoziante li, è solo grasso che cola?
Magari il negoziante, sentendo uno sconto più forte è disposto ad alzare (notevolmente) il budgets che intendeva spendere. Poi sarebbe venuta una maggiore ed economicamente interessata spinta in negozio per l’acquisto di quei prodotti (magari validi) e qualche cliente in più avrebbe potuto imparare a conoscere questo editore, camminando poi con le sue gambe in futuro.

A Lucca Comics mi sono fatto autografare un bel po di fumetti, son contento. Ho conosciuto Alberto Ponticelli, che lavorava alla Shock Studio, quando io ancora mi facevo le micropippette sulle pagine dell’Intrepido. Mi ha disegnato un Uomo Ragno sul mio "book dell’uomo ragno", da spavento.

Sono stato bene a Lucca.
Alessandra è stata una brava padrona di casa e ha riso tutto il tempo.
Enrico e Fabiolino hanno fatto l’amore, di notte. Io mi sono limitato a tenere la mano di Enrico, di notte, quando si prendeva la paura nel sonno. "Enrico vuoi che ti tenga ancora la mano?" "No grazie, ora non serve più".
Letisky, fidanzata di Fabiolino, insieme ad Alessandra si è fatta una giornata con noi in fiera. Spero non si siano annoiate troppo.
Alla fine è andata bene, ho salutato gente, comprato fumetti, conosciuto altra gente.
Ho fatto anche qualche intervista.
Presto le metterò sul sito.


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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Da tutti i post sulla distribuzione un'idea me la sono fatta:è un casino. Allora lascio perdere e mi limito ad avvicinarmi con curiosità al mondo dei fumetti, visto che, tolti i classicissimi peanuts, topolino e qualche tex, non ho mai letto niente. La giornata a Lucca è stata interessante. Certo, non mi sono rotolata a terra per il divertimento, ma non mi sono annoiata. Mi è piaciuto vedere i disegni davvero belli, mi sono venute delle idee per le mie favole, ho fatto la turista. Solo una cosa: pensavo di aver riso pochissimo. Secondo me ormai rido e neanche me ne accorgo...tristezza, non sono un pò troppo giovane per la demenza? buongiorno.
Ale
P.S. Ah, dicevo io che la mia stanza sembrava più grande...

fedeman ha detto...

la professionalità che si respira nel nostro lavoro mi lascia sempre più sgomento,a volte pare che vendiamo polli alla sagra di paese.
Immagino che a Lucca un libraio riesca a parlare con qualche editore solo spintonando un paio di cosplayer e due o tre nerds di 120 chili.
Ma pork...

Ketty Formaggio ha detto...

Ci sono cose nel tuo modo di affrontare la vita che propio non comprendo neanche sforzandomi. Ma rispetto. Perchè mi sembri uno dalle idee chiare.
Sono contenta che alla fine tu ti sia divertito.
Son contenta che ci siam visti.
Besos! Ketty

HulkSpakk ha detto...

sono un libro aperto, ma scritto in aramaicosalentino.