martedì 16 febbraio 2010

Nuove tecniche di vendita [Tostate personalmente!]



Per contrastare la crisi sto testando nuove tecniche di vendita.



Tecnica 1:

Sulla porta del negozio.
Poggiare spalla al muro e attendere con sguardo attento e fare guardingo l'avvicinarsi di un passante all'oscuro del diabolico piano in essere.
Essere *insospettabili*.
Alla vista di un passante porgere con cautela la mano a cucchiaio in direzione del passante.
Dialogare col passante senza dargli il tempo di dialogare anch'egli:
- Oh, ciao amico, scusa... scusa.
Scusa amico sono rimasto con la macchina.
Non è che avresti due spicci per la benzina, amico?
Ce li avresti due soldi per la benzina che devo arrivare fino a brindisi?
No? Non ce li hai? E due euro per un panino?

Stremarlo con forza fino a che l'arresa lo cogliererà imprerato.
Ripetere l'operazione al passaggio del prossimo passante.


Tecnica 2:

Apporre un cartello alla porta.
A seguito del cartello apporto alla porta, apporre una mano a cucchiaio per terra, in direzione di "sotto al cartello". In assenza della mano da apporre, a cucchiaio per terra, va bene anche un cappello sudicio come quello di nonno.
Ma va bene anche nonno.
Scrivere sul cartello:
"Per favore. O due filgi handiccappati da dare da mangaire. Sono zoppo é non ci vedo bene. E in pju non oh pju una mano. Ho perso il lavoro e la familgia. Aiutatimimi"

Nota: la tecnica 2 funziona meglio se accompagnata da un santino di Padre Pio.


Tecnica 3:

Il santino.
Recarsi di nascosto in uno di quei negozi blasfemi per profondo e radicato concetto di laicità di stato, dove improbabilmente vendono cose macabre tipo le fotografie plastificata di gente morta. Tipo nonno. E poi beatificata. E poi santificata.
ATTENZIONE: non farsi vedere da nessuno che nulla v'è di erotico in ciò: non è certo come andare in un sexy shop.

Tornare in negozio.
Consumare barattolo di salsa bulgara in sottaceti di ricino conservato dal 1982 sotto bancone. Applicare, dopo lavato il suddetto barattolo, sul recentemente detto barattolo, fotografia di santino. Meglio se di Padre Pio. Lui si che fa paura.
Dopo aver praticato foro sull'estremità alta del barattolo che cinge alla chiusura, comunemente detta "tappo", aggiungere cartello a colori e/o plastificato con precedente disinvoltura, con su scritto:
"Pio è un bambino che soffre di una rarissima malattia rara che gli fa invecchiare anzitempo, anzino, prima del tempo, le ossa. Si chiama Pio. La malattia rarissima invece si chiama Sindrome di Hutchinson-Gilford, data la situazione, ribattezzata Sindone di Hutchinson-Gilford. Pio è spacciato. Ma se mi date due spicci, potrei non finire come lui".
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2 commenti:

ilalà ha detto...

macabre...ma sempre idee.
...mamma mia...

Marte ha detto...

Ahahahahahaah