lunedì 3 ottobre 2011

Come seguire Storie di Nessuno?



Ecco come seguire Storie di Nessuno senza mai perdere un intervento.


  • Da facebook, mettendo "MI PIACE" a.k.a. "LIKE" nell'apposita pagina una volta cliccato sul banner qui sotto:



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E dai vari blog che mi fanno la grande cortesia di linkarmi nei loro blogroll.
A proposito, se ci sono altri bloggher che vogliono scambiare il link nel loro blogroll (che è decisamente meglio dell'ormai superato elenco dei link), sarò felice di ricambiare. Sosteniamoci per sostenerci
Possibilmente blog a tema :D

sabato 1 ottobre 2011

Dead Drops


La distribuzione della conoscenza senza internet, nel tempo di internet, è l'avanguardia.
E' un sistema per andare avanti facendo un passo indietro. Niente wi-fi, niente cavi, niente connessioni, niente scelta nel materiale reperito. Quello che serve è una chiave usb da regalare al mondo.
Il sistema di condivisione è spontaneo e vivo, il funzionamento è semplice e diretto.

Hai una penna usb, la capienza non è fondamentale, ci carichi dentro tutto ciò che vuoi venga diffuso (foto, testi, libri, musica, film, qualunque cosa sia digitale), senza dimenticare il file testuale che ne spiega l'utilizzo, e la cementi in un posto raggiungibile (possibilmente senza l'ausilio di un cavo prolunga) da un pc portatile. Una volta fatto segnali, al sito che cura il servizio, il paese, la città e il luogo esatto dove hai cementato la penna di modo che chi vuole, può andare a scoprire cosa c'è dentro.
Questo si chiama Dead Drops.
Di seguito un video che spiega visivamente come la penna va cementata.




QUI la mappa delle penne usb nel mondo.

L'utente che prende i dati dalla penna è libero di modificarne il contenuto, aggiungendo ed eliminando ulteriore materiale. E' ovvio pensare che il contenuto della penna sarà in evoluzione continua. La sensazione di libertà offerta dal Dead Drops è inusuale e piacevole, solo l'idea in sè mi gasa.

La spontaneità del fenomeno lo rende avvincente. Più libero dello stesso internet, e certamente con delle sorprese in più, in quanto non siamo padroni della mole e della tematica delle informazioni che andremo a ricevere da una o dall'altra penna usb.

Ora, sarà che voglio divertirmi un pò, ma sto andando a comprare una penna da cementare. Poi vi farò sapere dove si trova.

martedì 27 settembre 2011

I fumetti in varia vendono davvero così tanto?



E' qualche anno che gli editori si rincorrono dietro alle maggiori probabilità di vendita, nel particolare il costante approdo nella libreria classica. La motivazione della scelta è delle più semplici: aumentare l'indotto.
E' ovvio in una politica commerciale vincente rincorrere sempre e comunque un risultato migliore, e lo sdoganamento del fumetto nella libreria classica (o di varia) è un passaggio che sta diventando la prassi per tutti.
Il potenziale che offre la libreria classica è la capillarità distributiva che il prodotto editoriale raggiunge e conseguentemente il quantitativo numerico (ma non qualitativo per quanto concerne il settore fumetto) di persone che potrebbero venire in contatto con lo stesso.
Le librerie specializzate, le fumetterie, per intenderci, sono invece numericamente inferiori ma hanno per loro natura un pubblico, seppur ristretto, più selezionato e quindi più a proprio agio col prodotto proposto.
Un altro canale di vendita molto importante per questa editoria è la fiera.
Ma quale tra fiere, librerie specializzate e librerie di varia, rappresenta lo sbocco migliore per gli editori?

Ho provato a chiederlo e ad alcuni di essi (NOTA: le percentuali sono indicative e non assolute):

Andrea Ciccarelli [SALDAPRESS]:
La nostra distribuzione in varia al momento è pressoché nulla e quindi direi che non fa fatturato. Diverso invece il discorso sulla vendita online passato da un 4% ad un 18/20% sul nostro fatturato complessivo nel giro dei primi sei mesi del 2011.
Io lo interpreto in questo modo: la gente continua a volere i fumetti ma sono sempre meno quelli che sanno che, oltre all'edicola, esistono dei negozi appositi per acquistarli.

Michele Foschini [BAO EDIZIONI]:
Librerie di varia: Circa il venti percento.
Librerie specializzate: poco più del settanta percento.
Fiere: poco meno del dieci percento.
Ma l'anno prossimo, con una nuova linea di prodotti pensati esclusivamente per la varia, le percentuali cambieranno sensibilmente.
La proporzione tra specializzate e varia è più o meno la stessa per tutti gli editori. Tranne certi, squilibrati al contrario, ma che vendono praticamente niente in fumetteria, quindi la percentuale diversa non è indicativa di un business florido. Siccome l'anno prossimo il numero delle nostre uscite praticamente raddoppia, ma quelle in più sono tutte pensate per funzionare in varia e con ogni probabilità verranno quasi ignorate in fumetteria, diventeremo decisamente diversi dal modello "standard" di editore di fumetti.

Marco Schiavone [EDIZIONI BD/JPOP]:
Le percentuali sono diverse tra bd e jpop:
Edizioni BD: varia 50%, fumetteria 40%, fiere 10%
JPOP: varia 1%, fumetteria 95%, fiere 4%


Emanuale Di Giorgi [TUNUE']:
Per il 2010 il fatturato era così diviso: 48% fiere, 29% librerie, 12% fumetterie, 11% altre entrate.
Per il 2011 il fatturato grazie al cambio di distributore dovrebbe essere: 44% librerie, 37% fiere, 10% altre entrate, 9% fumetterie.
Praticamente abbiamo una forte crescita nelle librerie e un sostanziale pareggio nelle fumetterie, che comunque hanno sempre pesato poco nel nostro fatturato.

Sarebbe molto interessante analizzare questi dati per cercare di capire come migliorare il settore della libreria specializzata e, guardando al futuro, immaginare se i risultati conseguiti nelle librerie di varia potranno migliorare con l'introduzione di altri editori in quel canale, assestarsi o addirittura ridursi.
In sostanza, nella varia, c'è spazio per tutti?

Pochi giorni fa agli stessi editori avevo chiesto il loro punto di vista sulla Legge Levi (legge sugli sconti).

lunedì 26 settembre 2011

Sergio Bonelli non c'è più.


La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto,
sento i tuoi passi esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.

Mai nessuno s’è smarrito.
Tutto è verità e passaggio.[Pessoa - La Morte]

Silenzio.

domenica 25 settembre 2011

Il giornalismo fumettistico fatto dai giornalisti del settore.


Fumettodautore.com
A seguito di un articolo, tizio, risponde lasciando il commento:


Essendo tre "realtà" sottoposte a stalking mediatico da siti di dubbia integrità, tutti e tre i comunicati sono estremamente plausibili e comprensibili.
Dubito tuttavia che Sergio Bonelli Editore scriverebbe "delle proprie attività editoriale" in un comunicato stampa. A meno che non sia un astuto metodo per mettere alla prova i lettori.
Complimenti comunque per la Moleskine, strutturata con grande spiritosità. Se il resto del sito riuscisse a trattare con la stessa ironia anche le polemiche alle quali tanto tiene, forse FdA smetterebbe di essere lo zimbello rosicatore del Fumettomondo.

Il giornalista ribatte così:


Ho controllato la mail con cui sei iscritto a questo sito, Mike, ed è uscito fuori che è segnalata da alcuni siti di pornografia "cuckold" con il nick di "Perverso". E poi vieni qui a parlare di "stalking mediatico" e a fare moraline varie. Quanto sei figo.

Che classe.

sabato 24 settembre 2011

[Tipo-Rece] The Complete Brian the Brain



Angel Miguel Martin è un autore complesso e controverso.
La spietata denuncia, di cui i suoi fumetti sono il mezzo, sembrerebbe assumere, per i suoi detrattori, i tratti d’una claustrofobica misantropia. La vita di Brian, il protagonista, è iperbolica esemplificazione delle aberrazioni della sperimentazione farmaceutica. Ma l’accusa non è così circoscritta. Essa investe un’umanità sorda e indolente che tesse ipocriti legami con protagonisti dalla mostruosità esteriore che, nella propria diversità, trovano risorse o volontà d’autoannientamento.

Diverso è Brian, che non è conforme nè a canoni estetici e biologici, né sociali e spirituali. Per il protagonista la difforme mostruosità d’un cervello ipersviluppato e telepatico è risorsa ultima per disvelare sordidi meccanismi sociali che soggiacciono nei buonismi inclusivi. Dolorosa diviene allora per il protagonista non tanto l’ostentata discriminazione del suo antagonista, quanto la falsità di coloro che mascherano il loro riso di scherno in una spesso conveniente e circostanziata cortesia. Grazie alla lucida consapevolezza della meschinità dei rapporti sociali Brian non ne soccombe e ne acquisisce per contrasto una forza immunizzante. In un setting essenziale si muovono protagonisti-bambini le cui morbide linee dal tratto manga si accostano in modo dissonante a caratterizzazioni spigolose e diabolici animi. I rimandi inevitabili sono quindi alla gioventù annichilita del RanXerox di Liberatore.

Ad una prima lettura il lettore è sopraffatto dal sadico cinismo dell’autore. Ma ad un’analisi più lucida e meno emotiva ne appaiono chiari gli intenti. I protagonisti di Martin, attraverso la catarsi del dolore, immunizzano, con la consapevolezza, alla nevrosi (se non psicosi) della conformità sociale.

Per l’autore la devianza dal canone, sia esso fisico o sociale, non deve condurre ad un ceco istinto omologante, ma alla presa di coscienza che l’omogeneità, la normalità, la perfezione non esistono ma sono solo un costrittivo costrutto sociale.In Martin non c’è quindi misantropia ma piuttosto liberazione.

Lo spagnolo Miguel Angel Martin è nato a Leòn nel 1960. Autore di una prolifica produzione, fatta di copertine di CD, locandine cinematografiche (Killer Barbies di Jess Franco), manifesti per festivals, per gruppi musicali spagnoli e inglesi, illustrazioni e disegni per giornali e riviste... e, ovviamente, i fumetti che non cessano di riservare sorprese. Pubblica regolarmente sul mensile spagnolo El Vibora (www.Elvibora.com) e strisce quotidiane su alcuni giornali. La rivista Time lo ha definito "uno dei migliori disegnatori europei". Ha vinto il premio "Autore rivelazione" nel 1993 al Salon Internacional de Comics de Barcelona e il premio YELLOW KID come "Migliore disegnatore straniero" all'Expocartoon di Roma nel 1999.

venerdì 23 settembre 2011

Il Marvel Omnibus Devil di Miller


Frank Miller e il suo Devil.
Sta per uscire l'Omnibus di un ciclo fantastico scritto e disegnato da Frank Miller negli anni settanta e ottanta. In questo tomo, che non sto qui a raccontarvi nei contenuti, sono presenti ingredienti importantissimi per la vita del personaggio Matt Murdok / Devil: la prima apparizione (e la prima morte) di Elektra, Stick e la Mano, ma anche l'introduzione di personaggi come Bullsaye.
Insomma l'omnibus di Devil è un volumone lussuoso che costa 60.00 euro, ma che a livello qualitativo senz'altro te li lascia godere. Ed è una ristampa.
Della prima edizione ne parlai, scherzandoci sopra, QUI.


La prima volta che queste storie furono raccolte in edizione "omnibus" fu a novembre del 2008, con la presentazione dello stesso tomo alla fiera fumettistica Lucca Comics dello stesso anno. In quell'occasione il Marvel Omnibus Devil di Miller, questo il titolo del volume, costava un euro in meno rispetto all'attuale ristampa e fu presentato al pubblico lucchese con uno sconto del 15% (fu venduto quindi a 50.00 euro contro i 59.00 del prezzo di copertina).
Le copie portate dall'editore in fiera finirono tutte e il volume andò esaurito nello strettissimo arco di tempo di due mesi, così, che già prima del Natale 2008 non vi era più traccia in catalogo del volume. Panini Comics riuscì a soddisfare i riordini solo per un periodo brevissimo. I negozianti persero la possibilità di lavorare, a causa della tiratura insufficiente, la strenna natalizia più importante dell'anno, e persero anche diverse vendite, imputabili ai volumi venduti ai clienti presenti in fiera che, ingolositi dallo sconto fortissimo e in prevendita, preferirono (giustamente) risparmiare 9.00 euro piuttosto che comprarlo il libreria a prezzo pieno o con promozioni differenti. In questo modo l'editore massimizzò l'indotto a scapito delle librerie che forniva, di fatto scavalcandole, librerie nelle quali si generalizzò un certo dissenso e malumore.

Dato che il Marvel Omnibus Devil di Miller sarà presentato anche questa volta in fiera al Romics, c'è da chiedersi se i librai dovranno aspettarsi la stessa spiacevole e imbarazzante situazione e se i lettori, nel caso in cui Panini Comics favorirà uno sconto come quello dell'ultima volta, decideranno nuovamente di acquistarlo in fiera o meno.

mercoledì 21 settembre 2011

La legge sugli sconti: il parere degli editori



A partire dal primo settembre 2011 è stata introdotta dal governo una legge che impone un tetto sugli sconti dei libri fissato al 15%.
Dal punto di vista degli acquirenti la questione è semplice ed può riassumersi in un "danno economico", in quanto questi non potranno più fare grandi spese maturando notevoli risparmi con mezzi quali amazon e bol.
E' facile pensare che una volta messi a sedere questi due colossi della vendita internet, gli acquirenti tornino a comprare nelle librerie. Certo è altrettanto lecito pensare che chi comprava solo, o maggiormente, in occasione dei forti sconti, taglierà le proprie spese, quindi in un certo senso la legge potrebbe portare ad un calo generale delle vendite (ma non strettamente degli introiti).

Ho chiesto ad alcuni editori (Tunuè, Edizioni BD, Bao Edizioni, Saldapress, e RW/Lion) cosa ne pensano di questa legge, e mi hanno dato le risposte che seguono:

Emanuele Di Giorgi [Tunuè]:
La legge ha luci e ombre. Luci perché livella tutti da un punto di vista finanziario, perché i piccoli editori non avevano la forza economica di sostenere forti sconti. Ombre perché il vero nodo è trovare un libro. Adesso noi di Tunuè siamo in una situazione privilegiata, perché Messaggerie ci assicura una penetrazione enorme, ma non tutte le case editrici hanno questa fortuna e la ricerca dei loro libri è difficoltosa.

Marco Schiavone [Edizioni BD/Jpop]:
Non sono ancora riuscito a farmene un'idea precisa. L'obiettivo credo fosse limitare Amazon, perché poi comunque anche il 15% rimarrà uno sconto flat per la gdo (Grande Distribuzione Organizzata -NdM) e un miraggio per le piccole librerie. Inoltre, dove non c'è partita credo sia sulle condizioni finanziarie, laddove la gdo potrà sempre strappare pagamenti a un anno, e senza troppe pressioni per eventuali ritardi. In ogni caso, il legislatore non credo abbia a cuore nè le piccole librerie nè i piccoli editori. Altrimenti ci sarebbe una rivoluzione dei fondi per l'editoria, che invece sono indirizzati in maniera cospicua sempre ai soliti che fanno quotidiani.


Michele Foschini [Bao Edizioni]:
Personalmente non amo nessun tipo di provvedimento protezionistico. La legge Levi è stata voluta dalle associazioni dei librai e degli editori, ma credo che si basi sul presupposto del modello di mercato francese, che ha dimensioni diverse dal nostro. Fa male a chi vende nella rete della grande distribuzione organizzata che, per quanto serva un bacino di utenza generico e meno fidelizzato delle librerie, è uno dei pochi settori con margini di crescita in questo periodo, e questo non è bene. Per sommi capi, mi pare un provvedimento che penalizza gli acquirenti, ma non favorisce in maniera significativa gli operatori del settore. Più inutile che dannoso, di certo non di stimolo alla crescita del mercato.

Andrea Ciccarelli [Saldapress]
La trovo una legge innaturale partorita senza guardare al contesto in cui veniva calata, ovvero quello in cui nuovi operatori con nuovi strumenti a disposizione creano nuovi canali di vendita in cui, scommettendo sui maggiori venduti, anche con prezzi al cliente finale più bassi si riesce a fare business. Ci sono molti modi per fare business e mi sembra assurdo continuare a pensare che quello del prezzo più basso sia l'unico.


Lorenzo Corti [RW/Lion]
Sinceramente, al momento non ho un'idea ben chiara sul come questa legge possa influenzare/aiutare l'editoria. Ritengo le vendite online ancora troppo limitate per avere una reale influenza sulle case editrici, e, tranne momenti particolari, non influisce molto sugli sconti medi del 15% realizzati dalle catene distributive come Coop, Mediaworld, etc...

Le considerazioni sono simili tra le varie parti, quanto meno nell'idea che la legge difficilmente aiuterà il settore e farà crescere le vendite. Ad ogni modo, staremo a vedere.

Gli stessi editori, inoltre, rispondono ad una domanda sulla capillarità dei loro prodotti.

sabato 17 settembre 2011

Ho la fila di ragazze fuori la porta


Tarantini porta a Berlusconi undici ragazze che aspettano a turno di essere trombate. Tarantini: "non ho avvisato il Premier che le pagavo". Berlusconi da parte sua non si è insospettino neppure quando le ragazze, uscendo dalla stanza, salutavano dicendo "ciao, io escort..."