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martedì 21 maggio 2013

Dylan Dog a Roberto Recchioni





Roberto Recchioni è il nuovo curatore editoriale di Dylan Dog.
E' la notizia del giorno, Roberto Recchioni, sceneggiatore e disegnatore, dopo essere approdato ai testi di Dylan Dog nel 2007 con la storia Fuori Tempo Massimo per il primo numero del Dylan Dog Color Fest.
"Le scelte della Bonelli sono sempre improntate alla valorizzazione dei loro personaggi e sono certo che Roberto saprà rispettare il canone anche mentre mette alla prova il dogma di Dylan."
A dirlo è Michele Foschini, di Bao Edizioni, che proprio in questi giorni ha prodotto una nuova edizione cartonata di Mater Morbi, la storia più celebre dell'indagato dell'incubo scritta da Recchioni.





Di seguito i titoli di Dylan Dog realizzati da Roberto Recchioni e i rispettivi disegnatori:

Recchioni e Carnevale, Fuori tempo massimo, in Dylan Dog Color Fest n. 1, Bonelli Editore, agosto 2007.
Recchioni e Brindisi, Il modulo A38, in Dylan Dog n. 268, Bonelli Editore, dicembre 2008.
Recchioni e Carnevale, Mater Morbi, in Dylan Dog n. 280, Bonelli Editore, dicembre 2009.
Recchioni e Brindisi, I nuovi barbari, in Dylan Dog n. 287, Bonelli Editore, agosto 2010.
Recchioni e Montanari & Grassani, Il vigilante, in Maxi Dylan Dog n. 15, Bonelli Editore, luglio 2011.
Recchioni e Uzzeo e Brindisi, L'eliminazione, in Almanacco della Paura n. 22, Bonelli Editore, aprile 2012.
Recchioni e Caluri, Il giudizio del corvo, in Dylan Dog n. 311, Bonelli Editore, agosto 2012.

Al momento non sono note particolari dinamiche circa il nuovo percorso editoriale di Dylan Dog, l'unica cosa che si è appresa per parola dell'autore romano è che "non si tratterà di un Dylan Dog 2.0 ma di un Dylan Dog 1.0" lasciando intendere l'intenzione di voler riportare il personaggio Bonelli agli albori.

mercoledì 19 dicembre 2012

Quando non sai cosa regalare, i miei consigli.

Come avvicinare alla lettura qualcuno?
Ci penso spesso sotto le festività perchè tanti ragazzi mi sollevano il problema, sempre lo stesso, "non so cosa regalare" e "non so a chi regalarlo".
Ho pensato quindi di fare un elenco di volumi che ritengo essere all'altezza di un regalo natalizio (perchè è periodo) ma anche per un compleanno o più semplicemente perchè si vuole bene a qualcuno e si vuole avvicinarlo al fumetto. Ho cercato di dare una breve idea di ciò che si tratta, indicato il costo, e suggerito la tipologia di persone che potrebbero apprezzarlo. Non sono dati assoluti ovviamente, solo indicazioni date dalla mia esperienza di libraio.
Fatene buon uso se vorrete e comunque, buona lettura.





The Walking Dead Compendium 1
The Walking Dead, la celebrata zombie-saga scritta da Robert Kirkman e ideata graficamente da Tony Moore, edita da SaldaPress. The Walking Dead Compendium 1, il primo tomo extra della serie targata Image Comics, raccoglie, come per l’edizione statunitense, i primi otto TP (volumi) che narrano le vicende di Rick Grimes e dei suoi compagni di sventura.

Costo: €. 55.00
Per chi è: per chi ama l'horror e gli zombie in qualunque veste. Per i lettori dei primi numeri di Dylan Dog, per chi ha apprezzato Monhole, Priest e Garrett. Per chi ama le lunghe saghe e il post apocalittico. Per un pubblico maturo, dai 15 anni in su. Ho parlato abbondantemente di The Walking Dead QUI.




Bone
Bone è un fumetto scritto e disegnato da Jeff Smith. Questa edizione della Bao Publishing raccoglie in un unico volume l'intera saga di Bone di Boneville, scappato dal suo paese e ritrovatosi con i suoi buffi cugini in un mondo che cui non appartengono (ma a cui loro parrebbero appartenere) in un formato che è la gioia degli occhi e che si presenta perfettamente come idea regalo.

Costo: €. 35.00
Per chi è: per chi ama il fantasy classico ma originale, il naif e le letture lunghe. Per chi ha apprezzato Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e Il Trono di Spade. Per un pubblico di qualunque età, dai 13 anni in sù. Ottimo regalo per mamma e papà e per chi non è avvezzo al mezzo fumetto.






La Lega degli Straordinari Gentleman Century
Questo è il nuovo capitolo della Lega degli Straodinari Gentleman, da cui è stato tratto (abbastanza liberamente) il film "La lega degli uomini straordinari". Proposto in una edizione compatta e cartonata a un prezzo proporzionatamente abbordabile, questo lavoro di Alan Moore e Kevin ONeill racconta le avventure di un manipolo di personaggi provenienti dalla letteratura vittoriana, impegnati nell'impedire l'avvento dell'Anticristo.

Costo: € 21.00
Per chi è: per chi ha letto La Lega degli Straordinari Gentleman e a chi non è piaciuto il film. Per gli amanti di Alan Moore in genere e per chi vuole una lettura scorrevole ma comunque impegnativa. Suggerito particolarmente a chi è già avvezzo al fumetto. Per chi è lettore della linea Vertigo della Dc Comics e più in generale per un pubblico maturo.






Blankets
Volume unico per Craig Thompson, generalmente identificabile come "graphic novel", un fumetto maturo e profondo in cui si respira l'aria del primo amore, l'onestà di chi racconta e la profondità che c'è in ogni essere umano, a guardarlo bene. Un tratto apparentemente semplice ma studiatissimo, ricco di pennellate che scandiscono la capacità dell'autore. Un gioiello della letteratura disegnata, imperdibile.

Costo: 29.00
Per chi è: Per chi ama  le graphic novel e per chi ogni persona adulta che è stato ragazzo/a almeno una volta. Per chi ha apprezza i lavori di Jiro Taniguchi, e le storie riflessive e nostalgiche. Per chi ha apprezzato film come "Se scappi ti cancello" e "Angel A".






Persepolis
L'opera più conosciuta di Maryane Satrapi, da cui è stato tratto anche un film animato. Un impegnato quandro della situazione politico-sociale iraniana raccolto in una edizione che ne raccoglie tutti i volumi. Un fumetto da un tratto riconoscibilissimo adatto a tutti e che avvicina i non esperti del mezzo.

Costo: 24.00
Per chi è: A chi ha letto Taglia e Cuci, sempre della stessa autrice, a chi ama i fumetti storici e a chi desidera saperne di più sul mondo che ci circonda e sulle esperienze di popoli lontani. Per un pubblico adulto o che vuole crescere. Per chi ha visto "La vita è bella" di Benigni.

mercoledì 7 novembre 2012

Sconto 15 o 20% su tutti i numeri 1



Ho pensato di fare questa promozione fino alla fine dell'anno, per venire incontro a tutti quei clienti che per una ragione o per l'altra potrebbero avere problemi ad acquistare dei fumetti.
Laddove gli editori alzano i prezzi, Mondi Sommersi li abbassa.
Su tutti i numeri uno, non importa siano nuove proposte o arretrati, manga o supereroi o italiani. Se è un numero 1 è in promozione.

Sconto del 15% se compri DUE numeri 1; Sconto del 20% se compri TRE numeri 1.
Da quando lo sai fino al 31 Dicembre 2012.

Buona lettura, vogliatevi bene.

lunedì 8 ottobre 2012

300 libri per una biblioteca essenziale sul fumetto




C'è un blog che da un po' di tempo si sta occupando di recensire e approfondire dei fumetti che hanno fatto la storia del fumetto. Opere a volte conosciute e di cui hanno discusso in tantissimi, ma anche (e sopratutto) storie di cui non parla più nessuno.
E' questo l'aspetto importante, a mio avviso, di questo lavoro, ed è per questo che ve ne suggerisco la lettura. La conoscenza, la divulgazione del mezzo fumetto parte da dietro, da ciò che è stato ispirazione per quegli autori che sono venuti dopo e che oggi sono considerati maestri.
A metterci al corrente di questi lavori è Ned sul suo blog con una raccolta chiamata "300 libri per una biblioteca essenziale sul fumetto". A dirla tutta l'idea è quella di non accontentarsi dei suggerimenti, ma di procurarsi e leggere tutte queste opere.

Trovate il come funziona di questa rubrica QUI, sfogliando il blog invece troverete tutte le recensioni ad oggi fatte, con la promessa che saranno trecento.

Personalmente credo che rubriche come questa, blog come questi, vadano spinti e pubblicizzati, perchè danno informazioni e input di cui manca completamente il web: i siti di informazione fumettistica sono troppo arenati alle pubblicazioni attuali, rimbalzandosi le notizie uno con l'altro come fossero piattole su peli pubici: niente di cui qualcuno sente la necessità.
Occorre andare indietro, riflettere su ciò che è il passato, capire chi realmente è un maestro e quali davvero sono i lavori che hanno fatto la storia del mezzo, per poter meglio apprezzare ciò che ci troviamo tra le mani oggi.

venerdì 28 settembre 2012

The Boys: Approfondimento Critico [Parte 2]



Venerdì scorso abbiamo parlato di The Boys, serie scritta da Garth Ennis e disegnate dall'ottimo Darick Robertson, con un approfondimento riguardante il primo ciclo. Qui vedremo il secondo ciclo, le sue introduzioni e quanto cambia.

È con il secondo ciclo di storie che The Boys avvisa una frenata nella narrazione.
È il febbraio 2007 e la DC Comics decide la sospensione di The Boys. La prima saga, Le Regole Del Gioco, è appena giunta al termine e il riscontro nelle vendite non è stato assolutamente deludente, anche se non entusiasmante. La decisione della DC Comics pare dipendere esclusivamente dal lavoro di Ennis, troppo volgare, troppo sessualmente esplicito, soprattutto troppo lontano dai canoni supereroistici che la DC è abituata a fornire ai suoi lettori, anche se pubblicati con le etichette WildStorm e Vertigo2. La serie The Boys viene cancellata.
Garth Ennis e Darick Robertson non si danno per vinti, anzi, riescono a convincere i vertici della DC Comics3 a svincolare la serie dai diritti che la legano al colosso. La trattativa è breve e anche trovare un nuovo editore non comporta una lunga ricerca. È la Dynamite Entertainment4 a prendere in mano la serie e già pochi mesi dopo, nel maggio dello stesso anno, The Boys torna nelle fumetterie americane con il numero 7.
Al contrario di quanto si possa pensare la sospensione momentanea della serie rappresenta un punto di svolta nelle vendite. Darick Robertson a riguardo dichiara "le cifre di vendita sono salite dopo che ci siamo spostati alla Dynamite, grazie al loro marketing aggressivo ed entusiastico e alla controversia"5. È da quando la Dynamite ha preso in mano The Boys infatti, che le vendite sono andate via via migliorando, merito del nuovo editore e del rumore che si è creato intorno alla questione dell'interruzione.

È l'inizio di una nuova saga, filologicamente legata al primo ciclo ma che non riesce a scalfire il muro della potenza espressa nella precedente.
Ennis perde di incisività e con lui, The Boys.

La saga Fottuto7 lascia da parte molti dei protagonisti già conosciuti, i Sette non si vedono e la relazione tra Hughie ed Annie, tra i quali nel primo volume dopo essersi conosciuti è nata un'interessante infatuazione, viene momentaneamente accantonata, in attesa di essere ripresa e sviluppata al meglio nel quarto volume.
Lo stacco narrativo tra il primo ciclo e il secondo appare evidente. Ne Le Regole del Gioco la storia parte in quarta, con un Ennis in splendida forma che riesce a catturare il lettore sin dalle prime pagine. La formula adottata è esplosiva: dare tutto subito, offrire al pubblico una devastazione dello stereotipo supereroistico infallibile, rendendolo non solo fallibile, ma anche potenzialmente a rischio per mano di personaggi altrettanto potenti, dal passato dubbio e dal futuro incerto. Nel secondo arco narrativo resta ben poco però per stupire.
I personaggi sono stati già tutti presentati, chi più e chi meno, e anche se l'attenzione va a sbilanciarsi sul piano sessuale, sempre ben visto dai fruitori dell'opera, Fottuto ha troppe poche carte da giocare e finisce per limitarsi ad un fumetto picchiaduro, dove il soggetto nasce e muore nella ricerca di qualcuno cui menar le mani, sterile per quelli che sono i canoni cui Ennis ci ha abituati. Tuttavia in queste pagine Ennis si arrischia su un tema molto delicato quale l'omosessualità, da cui il titolo, e la persecuzione della stessa. E lo fa nel suo modo, volgare e diretto. In una discussione tra Butcher e Hughie viene fuori la difficoltà di molti di relazionarsi sul piano omosessuale proprio o di chi lo circonda e si rende visibile la realtà: molto spesso è più facile evitare questo aspetto piuttosto che relazionarsi con esso. Quando Hughie dichiara che "quello che fanno i gay" gli fa impressione, Butcher risponde "esattamente come a qualunque etero che abbia il coraggio di dirti la verità"8. 

Non è la prima volta che Ennis scrive dei differenti gusti sessuali.
Il tema dell'omosessualità nei fumetti è già stato trattato altre volte, ma salvo qualche rara eccezione ha sempre avuto un'importanza marginale ai fini della storia. Trova un ruolo da protagonista all'interno della serie Authority9, della Wildstorm, nella cui formazione ha spazio la prima coppia supereroistica apertamente gay e sposata10. Garth Ennis ha l'opportunità di scrivere anche per questa serie11, quindi quando affronterà, anni dopo, lo stesso tema su The Boys, si troverà preparato e ne parlerà con il suo stile frizzante e fuori dalle righe.
Tutta la saga Fottuto si basa sulla ricerca di un assassino, reo di aver brutalmente ucciso un ragazzo omosessuale, e trova nei Boys una squadra di investigazione più che un gruppo antieroi. Peccato che non ci sia altro e che le scene di esplicita dissolutezza sessuale restino spesso ancorate a se stesse, quasi a riempir le pagine.
Ciò nonostante viene presentato un personaggio molto importante per la saga: La Leggenda.
Egli non ha un nome diverso da questo e come dice Butcher "quando hanno cominciato a fare fumetti, negli anni cinquanta, avevano bisogno di qualcuno con esperienza di editoria che gestisse le cose. E hanno preso lui. Se c'è qualcosa che lui non sa sui super, non vale la pena di essere conosciuta"12. Con queste premesse appare evidente il ruolo che La Leggenda avrà nella storia. Quello di informatore, di persona a conoscenza dei fatti e, come accade proprio in queste pagine, di datore di lavoro, uno che chiede e fa favori in cambio di altri favori. Una specie di Padrino da sottoscala. Quella che normalmente verrebbe identificata come "una persona pericolosa" e "da evitare". Nel quinto TPB c'è la prova di questo.

Dal titolo La Verità13, questo volume lascia parlare La Leggenda che spiega come voce narrante molti aspetti oscuri al pubblico: le radici del potere della Vought American che affondano nel sanguinoso brodo di sangue della guerra nel Vietnam; il marketing politico celato dietro le elezioni, il ruolo della stessa Leggenda all'interno del complesso macchinario della Vought American. A far divenire questa saga una delle migliori di tutta l'opera è il confronto faccia a faccia tra i leader dei due gruppi. In una sequenza capace di catturare e mettere un filo d'ansia al lettore, troviamo il Patriota e Butcher partecipi di una discussione che mira a trovare un punto di incontro utile per non rompere quel patto siglato anni prima che li vede coinvolti in una tregua che sta stretta a entrambi. Ed è inevitabile la rottura tra i leader dei due gruppi, una nuova realtà che lascia presagire il peggio per una saga che si trova ancora a metà del cammino. Vale la pena ricordare, infatti, che lo stesso Robertson conferma14 che il ciclo di The Boys conterà in totale circa 70 numeri più una miniserie strettamente collegata: Herogasm.

La parodia supereroistica e la componente sessuale che reggono in parte The Boys trovano il loro apice in Herogasm15, spin-off che vede alle matite John McCrea già co-autore, sempre con Garth Ennis, della serie Hitman, e alle copertine Darick Robertson. Herogasm è apparentemente il contraltare a tutti quei mega-eventi che vedono nei crossover dei continui "punti di svolta" degli universi narrativi della DC o della Marvel. La differenza è che in questo caso la crisi annunciata a livello mondiale (un'invasione aliena) non è che l'ennesimo pretesto per i Super per concedersi una settimana di feste a base di orgie e droghe su un'isola nascosta; un baccanale organizzato annualmente dalla Voight American allo scopo di fingere una minaccia di proporzioni epiche che richieda l'intervento di tutti i Super e il cui unico scopo è, invece, aumentare le vendite dei fumetti. Una critica al marketing Dc Comics e Marvel neanche tanto velata. Il focus della storia si sposta sui Super e, per una volta, i Boys vengono lasciati in disparte (iniziano a vedersi sul serio solo dal quarto numero), e forse è questo il motivo per cui la storia prende la forma di uno spin-off: per sottolineare con più forza la sua somiglianza coi crossover veri e propri. Eppure tale scelta, quella di non inserire la storia nel legittimo arco narrativo di The Boys, sembra un mezzo passo falso, perché Herogasm non è solo un divertissement all'ennesima potenza (come se già the Boys non lo fosse di suo), ma contiene alcuni momenti importanti per il mondo di The Boys, per lo sviluppo generale della vicenda, per il Patriota e per il personaggio di Hughie, sia per la sua visione della vita che per il suo rapporto con Annie.

Nelle opere di Ennis c'è un aspetto da non trascurare: il lato da soap opera della vicenda. Durante la narrazione all'autore capita di lasciare da parte l'aspetto supereroistico, pieno d'azione e combattimenti, per concentrarsi sull'aspetto più romantico delle relazioni interpersonali. In The Boys riconosciamo questa situazione in Hughie Campbell ed Annie January.
I due si conoscono in un parco, per caso, entrambi assorti dai propri pensieri, dalle loro azioni più recenti e da quel senso di inefficienza che coglie l'uomo quando si scopre capace di qualcosa di poco dignitoso o scorretto. In un certo senso i due si trovano nella stessa posizione: Hughie ha appena ucciso un uomo, il supereroe Blarney Cock; Annie, nei panni di Starlight, ha appena accettato di far entrare dentro di sè parte dei Sette per entrare a far parte dei Sette.
La confidenza è dietro l'angolo.
Passano mesi prima che si incontrino nuovamente e anche questa volta accade per caso, nello stesso parco. Le condizioni emotive dei due però appaiono leggermente diverse. Mentre Hughie è più vicino all'aver trovato la propria dimensione, accettato di buon grado dalla squadra in cui lavora, Annie è ancora più stanca della prima volta. Stremata dalle prese in giro dei Sette e ora disillusa, corrotta dalla proprie azioni, ha anche perso la fede in Dio.
È un aspetto della vita religiosa molto interessante quello che Ennis ci offre attraverso Annie January: la perdita della fede e il dubbio del credo sono sentimenti forti che molto spesso investono il credente. E l'analisi di coscienza di Annie è totale e lucida.
Da una parte le proprie responsabilità, l'essersi scoperta capace di prostituire la propria coscienza in cambio di un posto nei Sette, un'azione che in maniera evidente l'ha sconvolta, dall'altra le responsabilità di Dio che la sta punendo eccessivamente per la condotta avuta, per mano degli stessi compagni di squadra. In chiesa, parlando con la croce del Cristo, ella dice "ma quello che hanno fatto loro, e tutto ciò che è successo da allora, mi sembra colpa tua, che... non so, forse tu stia cercando di punirmi. Ed è questo che mi fa un pò paura. Perchè se esistessi, bè, si dovrebbe pensare che tu sia un pò sadico."16

Non è che dopo questo avvenimento in chiesa la posizione di Annie si possa dire capovolta, quindi non si può parlare certo di un dio che abbia accolto la sua preghiera, ma quantomeno l'incontro con Hughie è positivo, perchè Hughie è una brava persona e lei se ne accorge presto. In un contesto differente da quello del parco lei si dimostra per quello che è: emotivamente fragile. E ubriaca.
Sono in un pub ed Annie non regge molto l'alcool. Lei lo invita a passare la notte insieme, ma Hughie declina in quello che è il migliore e il peggiore momento di un uomo: rifiutare una nottata di sesso assicurato.
Siamo nel quarto volume italiano, Cose Che Fanno Bene Allo Spirito17, e finalmente The Boys riprende delle trame lasciate precedentemente in sospeso, riaffermando le capacità narrative di Ennis che qui sembra riacquisire smalto, in una escalation di ritmo che coinvolgerà da qui in poi il fumetto.
Il tema portante della saga è la resurrezione di gente morta. Blarney Cock nello specifico. La Leggenda rivela a Hughie che a volte capita che i morti con in circolo il "Composto V" stentino a rimanere morti, cosa che infastidisce non poco i Boys che, dal canto loro, tengono a far sapere ai supereroi che "se i Boys ti uccidono, tu rimani morto"18. È un compito che spetta a Piccolo Hughie quello di rintracciare e uccidere per la seconda volta Blarney Cock e in cambio di questo favore, La Leggenda, gli promette di svelargli tutti i segreti e i retroscena dei Boys. Detto fatto.

In questo microcosmo non ci sono alieni umanoidi venuti dallo spazio a salvaguardia del mondo (Superman) o mutanti con problemi di persecuzione sociale che nonostante tutto vogliono difendere la razza umana (gli X-Men). Qui tutti i supereroi, prima di diventare tali, hanno avuto bisogno di una piccola "spintarella" chimica o, nella migliore delle ipotesi, sono figli di qualcuno che l'ha praticata.

Il Composto V è un'invenzione tedesca realizzata negli anni trenta partendo da esperimenti sugli esseri umani. L'idea era quella di realizzare una sostanza in grado di alterare geneticamente il dna, rendendo le persone che lo assumono quindici, venti volte più forti di prima, probabilmente in vista della seconda guerra mondiale. È interessante notare, in questa scelta, dei parallelismi con il siero del supersoldato che ha reso "Capitan America" il gracile Steve Rogers nell'universo Marvel19. In The Boys però, dove manca totalmente il romanticismo dettato dall'atto eroico, un mezzo di potere come il Composto V, viene utilizzato esattamente come è immaginabile che sia: un modo per avere e ottenere altro potere. È questo il motivo che porta la Vought American ad investire cifre straordinarie nel settore supereroistico e a creare un manipolo di supereroi da controllare, umani superpotenti da poter muovere a proprio piacimento, che si lasciano indirizzare ai fini di precisi obiettivi finanziari.
C'è contraddizione nel modo di agire di Butcher e dei suoi ragazzi, magari un atteggiamento ipocrita, ma senz'altro consono all'opera: anch'essi, tutti, prendono il Composto V per migliorare le proprie prestazioni in combattimento, sfruttando quindi lo stesso mezzo utilizzato dal male che si sforzano di sconfiggere.

La saga ha dunque anche un aspetto politico che pone le basi su degli intrighi tra il governo americano e una multinazionale, la già citata Vought American. Come detto questa compagnia, per una questione prettamente economica, controlla segretamente i supereroi, gettando altro fango sulla credibilità dei supergruppi e sulla nobiltà d'animo dei rispettivi rappresentanti.
Il governo è diviso: il presidente degli Stati Uniti vuole mantenere lo status quo, quello in cui tutte le parti in gioco restano ancorate alla situazione attuale, e lo fa tramite la C.I.A. e uno dei suoi direttori, Susan Ryaner, che riabilita i Boys. Il vicepresidente, Vic il Vice, cerca invece di schierarsi ufficialmente dalla parte della Vought e dei supereroi.
La Vought American non è dunque solo un'azienda che sforna merchandising e fumetti dei supereroi dipingendoli come i personaggi Marvel e DC. La Vought American si occupa anche di affari ben più loschi. Lo vediamo nel terzo TPB, dal titolo Il Glorioso Piano Quinquennale20.
La squadra è in Russia, pronta per sventare un colpo di stato al governo sovietico organizzato proprio dalla multinazionale, per mano di un manipolo di centocinquanta supereroi locali. La nota più importante di questa saga è il sangue freddo e la determinazione di Billy "il Macellaio" Butcher, che non si limita a neutralizzare questo gruppo di super, ma letteralmente, lo stermina in una manciata di secondi. E se ne va fischiettando.

È interessante notare l'abbigliamento dei boys. Non una tenuta iper appariscente, costumi sgargianti e calzamaglie improbabili. I ragazzi vestono di jeans e maglietta, lasciando da parte i classici indumenti da supereroi Marvel. Come unico segno di riconoscimento hanno uno spolverino nero, semplice, senza nè marchi, nè loghi particolari. Non è la prima volta che Ennis si cimenta con questo genere di articolo: già nel ciclo del Punisher infatti è immediato il confronto. È lo stesso Ennis a rinnovare il look di Frank Castle che utilizza lo stesso genere di spolverino ritrovato poi in The Boys. E il concetto alla base della scelta è il medesimo: "è perchè così sembriamo proprio un branco di fottuti bastardi"21.

NOTE
2 La Vertigo è un'etichetta fondata nel 1993 dalla Dc Comics. Sotto questo marchio vengono pubblicate storie per un pubblico più adulto rispetto a quello consono delle testate supereroistiche della DC, spesso con tematiche horror. Tra i titoli di spicco della Vertigo vanno annoverati Watchmen, Sandman e Preacher, quest'ultimo di Garth Ennis.
3 Nel 2007 l'editor della DC Comics è Dan Di Dio.
4 Fondata nel 2005 da Nick Barrucci, la Dynamite Entertainment, è una casa editrice indipendente americana. Tra le sue pubblicazioni, oltre The Boys, vanno citate la serie a fumetti di Battlestar Galactica e L'Armata delle Tenebre.
5 Vedi intervista allegata.
7 Titolo originale: Get Some; The Boys 7, 8, 9, 10; Dynamite Entertainment; pubblicati dal giugno al settembre 2007.
8 The Boys n° 8; tav. 8; luglio 2007; Garth Ennis Testi; Darick Robertson Disegni; Dynamite Entertainment.
9 Titolo originale: The Authority; creata nel 1999 da Warren Ellis (testi) e da Bryan Hitch (disegni). Pubblicata in America dalla WildStorm, in Italia è presentata al pubblico da Magic Press.
10 Si tratta di Midnighter e Apollo.
11 The Authority: Kev; scritta da Garth Ennis e disegnata da Glenn Fabry nel mese di ottobre 2002.
12 The Boys n° 7; tav. 16; giugno 2007; Garth Ennis Testi; Darick Robertson Disegni; Dynamite Entertainment.
13 Titolo originale: I Tell You No Lie, G.I.; The Boys 19, 20, 21, 22; Dynamite Entertainment; pubblicati dal giugno al settembre 2008.
14 Vedi intervista allegata.
15 Herogasm è stato edito dalla Dynamite Entertainment; pubblicati dal maggio al novembre 2009.
16 The Boys n° 15; tav. 3; Febbraio 2008; Garth Ennis Testi; Darick Robertson Disegni; Dynamite Entertainment.
17 Titolo originale: Good for the Soul; The Boys 15, 16, 17, 18; Dynamite Entertainment; pubblicati dal febbraio al maggio 2008.
18 The Boys n° 15; tav. 23; Febbraio 2008; Garth Ennis Testi; Darick Robertson Disegni; Dynamite Entertainment.
19 Il "Progetto SuperSoldato", da cui il siero del supersoldato, è l'incipit che dà origine a Capitan America nell'universo Marvel. Nasce da un esperimento del governo americano che crea un combinazione chimica in grado di conferire dei poteri superumani a coloro ai quali viene somministrato.
20 Titolo originale: Glorious Five Year Plan; The Boys 11, 12, 13, 14; Dynamite Entertainment; pubblicati dall'ottobre 2007 al gennaio 2008.
21 È Butcher a spiegarlo a Hughie in The Boys n° 7; tav. 11; Giugno 2007; Garth Ennis Testi; Darick Robertson Disegni; Dynamite Entertainment.

venerdì 21 settembre 2012

The Boys in Albetti e approfondimento critico alla serie [Parte 1]



The Boys sta per essere ripubblicato in albetti da Panini Comics. L'editore dopo aver testato il formato con serie come Moon Knight, Superior e Kick Ass, ha deciso di riproporre mensilmente anche The Boys con questa formula.
La collana ombrello che la conterrà si chiama Panini Pulp, formato americano 17x26, con 48 pagine brossurate, a colori. 3,00 euro.
Per l'occasione ci sarà anche una variant cover al costo di 5,00 euro.

The Boys è una serie che personalmente trovo davvero avvincente, scritta da Garth Ennis e disegnata da Darick Robertson. Già in passato ho avuto occasione di parlare di The Boys facendone un'approfondita analisi che fu raccolta in un volume, un saggio su Garth Ennis dal titolo Nessuna Pietà agli Eroi.

Essendo quello un saggio sull'autore ed avendone io curato solo una parte, ho deciso di proporvela settimanalmente, ogni venerdì, finchè dura, a partire da oggi.

In America ci pensa la Wildstorm1 per prima a pubblicare The Boys. È solo con il sesto numero che la direzione della Dc Comics decide la sospensione della serie nonostante la sentita accoglienza da parte del pubblico statunitense.
È il 2006, ottobre, e il primo numero di The Boys vede la luce nelle fumetterie d'America.
Coadiuvato ai disegni da Darick Robertson2, che ne firma tutti i numeri e le copertine, la serie parte in maniera brillante in quello che potrebbe essere definito lo stile Ennis.
A contattare Robertson e a proporre il lavoro è stato lo stesso Ennis3. I due avevano già lavorato insieme su un capitolo del Punisher4 della Marvel, e le impressioni del disegnatore sulla serie sono state da subito positive. "Ho adorato il concetto fin dall'inizio e avevo la sensazione che avrebbe trovato il suo pubblico"5 dice Robertson in riferimento a The Boys e non sbagliava.

Il presupposto è abbastanza semplice: in un mondo pieno di Super6 è necessaria la presenza di qualcuno capace di porgli un freno qualora questi dovessero smarrire la retta via. Quando i Supereroi sono fuori controllo e né lo Stato, né altri supereroi, né qualunque forza governativa è in grado di contrastarli, entrano in scena i ragazzi, un gruppo di personaggi underground, al soldo della C.I.A., pronti a fronteggiarli, spaventarli e, quando occorre, intimidirli fino a ricorrere all'omicidio.
Tutta la storia è basata su uno scambio continuo di adrenalina e paura, come se alla base del sistema, come pilastri a tenerlo in piedi, ci fosse la consapevolezza che gli equilibri possano essere rispettati solo se è presente un freno inibitore, un qualcosa che garantisca l'attuale status quo. I Boys sono la kryptonite di questi Super ed è necessario che i Super lo sappiano.

Sebbene i super descritti da Ennis in The Boys possano riportare alla memoria quelli di Watchmen7, il paragone si fa più calzante se si prende in considerazione la miniserie del 1992 Brat Pack di Rick Veitch. Come Veitch stesso afferma8, Brat Pack fu l'iniziatore del sottogenere dei "supereroi deviati", l'estremizzazione del concetto già racchiuso in Watchmen dell'umanizzazione dei supereroi, non più boyscout esenti da difetti ma individui che scelgono di mascherarsi e combattere il crimine solo per legittimare la propria voglia di violenza e sessualità deviata e deviante. I personaggi di Brat Pack possiedono degli standard di moralità pari a quelli dei loro nemici, tanto è vero che il villain Blasphemy sembra assurgere quasi a eroe della vicenda, se lo si confronta con i peccati di violenza, pedofilia, stupro, circonvenzione di minori et similia di cui si macchiano i supereroi della storia. Alla luce di queste descrizioni, non è difficile capire perché tanti parallelismi siano fatti fra The Boys e Brat Pack.

The Boys non nasconde certo la voglia di essere frizzante e profondo ma, al tempo stesso, fuori dai soliti schemi in cui sono incasellati i supereori classici. Mentre i personaggi della DC Comics sono dotati di superpoteri stravaganti e letali votati alla giustizia e alla legalità, in The Boys il tono è più acerbo e realistico. In questo microcosmo accade ciò che probabilmente accadrebbe se ipoteticamente nella nostra realtà apparissero uomini e donne dotati di un potere incontrastabile di cui tutti gli altri sono sprovvisti: la nostra società subirebbe un crack devastante.
Numerose negli anni sono state le saghe narrative, all'interno dei principali universi supereroistici, che hanno visto i personaggi più potenti ed onesti della Terra alle prese con i propri bassi istinti, spesso con conseguenze ed epiloghi drammatici. Ciò che frequentemente accadeva è che il marketing e la direzione editoriale delle varie testate fumettistiche raramente lasciava che il cambiamento fosse duraturo o definitivo. In The Boys è la norma, lo start-up dal quale partono tutti gli eventi narrativi: il potere chiama la corruzione che chiama altro potere, in una catena di eventi che porterebbe alla distruzione dell'intero sistema.
Punto di riconoscibilità della serie è la presenza di scene di violenza, esagerate e al limite dello splatter, e di sesso, molto spesso vissuto in maniera prepotente e brutale, più che sentimentale.

È il 2008 e la Panini Comics9 ha acquisito i diritti di pubblicazione della serie The Boys per l'Italia. I primi 6 numeri, quelli che aprono e chiudono il ciclo di pubblicazioni per la WildStorm, sono pubblicati in TPB10, all'interno della collana 100% Cult Comics11. La pubblicazione in Italia non è regolare ma, pur non avendo una periodicità fissa, raggiunge nel corso di poco più di un anno e mezzo il quinto TPB, che è alla data di oggi, l'ultimo uscito.
La serie ha una buona risposta di pubblico anche in Italia, tanto che il primo volume viene presto esaurito e ristampato12 a luglio dello stesso anno13.
Così come l'edizione americana, anche il primo numero italiano di The Boys gode di una prefazione a cura di Simon Pegg.

Simon Pegg nasce nel 1970 a Gloucester, Inghilterra. È scrittore e attore cinematografico e televisivo. Balzato alla ribalta per la serie televisiva Spaced e soprattutto per i film Hot Fuzz e L'Alba dei Morti Dementi (Shaun of the Dead), Pegg si ritrova protagonista, insieme a Latte Materno, La Femmina della Specie, il Francese e Billy "il Macellaio" Butcher, di questa serie a fumetti. La fisionomia di Pegg infatti viene presa a modello dal disegnatore Darick Robertson per creare il personaggio di Hugh Campbell14, poi conosciuto come Piccolo Hughie, l'ultimo arrivato in squadra e fortemente voluto da Butcher, capo del gruppo, per la sua potenziale rancorosa avversione nei confronti dei Super.
Il posto in squadra che ricopre Hughie è all'inizio oscuro anche ai suoi stessi mentri. Prima è infatti messo nelle retrofile per poi essere guidato da Butcher ad esprimersi al meglio e violentemente sul campo, lanciato nel pieno dell'azione già dalla prima missione. Sin dal primo ciclo narrativo infatti, Hughie arriva involontariamente all'omicidio, preterintenzionale, di Blarney Cock, supereroe membro dei Teenage Kix, uno dei due supergruppi adolescenti15 ancora in attività. Narrativamente l'importanza di Piccolo Hughie è fondamentale perchè il lettore venga introdotto alla trama narrativa. Piccolo Hughie tuttavia ricopre in The Boys un ruolo più impegnativo di quello che nelle vicende di Batman è di Robin e che nelle storie di Paperino è di Qui, Quo e Qua.
È la voce narrante che guida il lettore e lo trascina in un vortice di vicende, descrivendogli al tempo stesso ambiente, personaggi e situazioni. È l'evento scatenante che dà il via alla vicenda, riportando in scena i Boys e dando il là alla ricostruzione del gruppo.
Non solo un ruolo di spalla quindi, ma qualcosa di veramente importante: un ruolo da protagonista tra i protagonisti.

Nella prefazione, Simon Pegg, si dichiara entusiasta della scelta di Robertson di donare il proprio volto a Hughie in quanto egli è da sempre lettore di fumetti e ammiratore dei precedenti lavori del disegnatore. Una prefazione potente e mai noiosa, che riesce ad introdurre alla lettura creando il giusto clima di attesa per una storia che anticipa situazioni impareggiabili e di continua depravazione morale.
Piccolo Hughie è l'unico personaggio della serie ad essere stato realizzato partendo da una figura reale e in merito Robertson stesso dichiara che "il Francese (Frenchman) è ispirato a Vincent Cassel e il Macellaio (Butcher) somiglia al Robert Shaw in là con gli anni, ma solo Hughie è basato su un aspetto fisico ben preciso"16.

Quantomeno nel primo ciclo di storie, quella che potrebbe essere identificata come la prima saga dei Boys, Le Regole del Gioco17, le aspettative non vengono deluse.
E non potrebbe essere altrimenti.
La vicenda parte in quarta e già nelle prime dieci pagine c'è tutto quello che The Boys può offrire: violenza, strafottenza, morte e sesso. Mentre a Billy Butcher spetta la piacevole parte del bull in un rocambolesco rapporto sessuale con Susan Rayner, piacente donna tutta d'un pezzo sul lavoro, lussuriosa nella vita privata, nonchè direttore della C.I.A. al cui soldo sono i Boys, al Piccolo Hughie spetta un ruolo ben piu drammatico.

Tutto accade improvvisamente, niente lo lascia presagire, il bel tempo e le belle parole che Hughie scambia con Robin, la sua ragazza, non annunciano assolutamente la tragedia. Si tengono per mano, si amano, ne stanno parlando. La morte di Robin è tragicomica e violenta quanto immediata e fulminea: A-Train è un ex membro dei Teenage Kix, recentemente approdato nei Sette. Egli si scoprirà corrotto e assetato di potere come tutti gli altri super e, grazie al dono della supervelocità, lanciato all'inseguimento di un supercriminale, investe letteralmente Robin mentre stringe tra le mani il proprio fidanzato, staccandole di netto le braccia e incollando con ben poco garbo il resto del corpo su di un muro neanche tanto vicino.
Hughie resta lì, immobile, in silenzio, allibito.
Per staccare le sue mani da quelle dell'ormai ex-fidanzata, sono dovute intervenire le forze dell'ordine armate di sedativi e urla, che vanno ad affiancarsi a quelle di disperazione di Hughie.
A-Train dal canto suo non sembra curarsene, anzi, disinteressato come è arrivato nell'atto di compiere l'omicidio, se ne va.

I Sette sono il supergruppo più potente e temuto del paese. Composto da sette super umani18, tra i quali il già citato A-Train, è il simbolo dell'America moderna e incarna, agli occhi del popolo, il sogno americano, quello falso e improbabile di un mondo sicuro anche dopo l'undici settembre 2001. Quel mondo in cui si può vivere felici e si possono dormire sonni tranquilli sulla base della certezza che se mai dovesse accadere qualcosa, una dichiarazione di guerra o un improvviso attacco extraterrestre, ci sarebbero loro a proteggere la popolazione: i supereroi. Ed essendo questi dalla parte del governo, e controllati da una multinazionale, è facile pensare che sia il governo stesso a proteggere il suo popolo. Peccato che come ha modo di dire Ennis per bocca di Butcher "se puoi schivare proiettili o essere più veloce dei tachioni o nuotare nel sole, hai di meglio da fare che salvare il mondo per la centesima volta19".
Capitanato dal Patriota, figura solo apparentemente pura e limpida e che scimmiotta i personaggi più nobili del mondo dei comics quali Capitan America e Superman, questo gruppo si candida sin da subito come l'antagonista dei Boys. E a conti fatti non potrebbe essere altrimenti.
Potenti, belli a vedersi, politicamente al sicuro, ricchi e con una gerarchia interna ben affermata, nel supergruppo per eccellenza è facilmente identificabile quell'idea ormai consolidata nella nostra società, del fine che giustifica il mezzo, anche quando il mezzo utilizzato smentisce il credo, le religioni e quelle che fino a quel momento sono state le consuetudini dell'interessato. Prova di questo è Annie January l'alter ego civile di Starlight, supereroina proveniente dai Giovani Americani, ultima arrivata nei Sette in sostituzione di Fiaccola.
Accedere ai Sette non è facile, tutto suggerisce la necessità di un'importante sequela di selezioni, unita alla scomparsa, dato il nome del gruppo, di uno degli eroi già presenti in squadra. È quello che accade a Fiaccola.

Ennis non lascia vedere al pubblico Fiaccola, non subito almeno, ma lascia intendere, tramite le parole del Patriota, che questi abbia in passato militato nei Sette e che è deceduto per mano dei Boys20. Il modo in cui esce di scena questo personaggio è raccontato più avanti, nel quinto volume edito da Panini Comics, ed è senz'altro un punto cardine per comprendere al meglio quali sono i perché delle azioni dei ragazzi. I retroscena nascondono omicidi a sangue freddo da parte di entrambi i gruppi, un fare mafioso che darà origine ad un tacito accordo per il quale i Boys e i Sette non dovranno più scontrarsi.

Starlight, ragazza tutta casa e chiesa, è ben lieta di avere avuto finalmente accesso nel gruppo più potente della Terra. Resta però allibita quando il Patriota le propone, come ultimo test d'ingresso, di prendergli in bocca l'arnese.
Ma non solo a lui, anche a Black Noir e ad A-Train.
Quando si dice lo spirito di squadra.

Se con Butcher alle prese con la direttrice Rayner eravamo davanti ad una scena di sesso consapevole e voluto da entrambe le parti, con il sottinteso gioco dello scambio dei ruoli dove la donna potente viene sottomessa e l'uomo burbero che normalmente sarebbe ai suoi ordini, le è padrone, nella situazione attuale Ennis ci mette di fronte ad un piano sessuale a cui dovremo fare l'abitudine: la depravazione dei supereroi.
Omosessualità, scambi di coppie e di ruoli, prostitute, droga da festini, orge e mai, mai, la presenza
di profilattici. Sarà contento il papa. Tutto questo unito ovviamente all'utilizzo del proprio corpo come oggetto in affitto, metodo di pagamento per dei vantaggi reali e immediati.
La ragazza è a un bivio: da un lato i principi, dall'altro l'obiettivo.
La decisione è difficile e il dilemma è evidente, come evidente è che non è consono ad una signorina timorata di Dio, cattolica praticante, praticare anche la fellatio a dei Super in gruppo. Tre alla volta.
Ad ogni modo Starlight entra in squadra.
Il comportamento della giovane Annie January fa riflettere sulla situazione della società contemporanea, dove il compromesso con i propri valori spesso volge in favore della strada più semplice, quella che cammina nella direzione degli istinti più bassi, del soldo facile e della dissolutezza morale. Se l'obiettivo raggiunto, per quanto nobile e altruistico, è sostenuto anche solo da un'azione che si contrappone al principio per il quale si è lottato, viene necessariamente a mancare quella purezza che originariamente ci ha spinto all'azione. Si diventa corrotti. E chi dice di combattere la dittatura dall'interno è già complice21.

Butcher trova terreno fertile, nonostante i primi tentennamenti di Campbell, ad arruolarlo in squadra. L'ingenerosità del governo americano, i cui portavoce si presentano a Hughie in piena fase di lutto, spingendolo a firmare una dichiarazione spontanea che gli nega la possibilità di citare il governo per la morte della ragazza e per i traumi psicologici di cui è rimasto vittima, unita alla certezza che tra i Sette prende ora posto A-Train, altro non è che una semplificazione per il lavoro che lo attende: convincere Piccolo Hughie a entrare in scuderia.

Butcher è una figura complessa e di spessore. Non troppo alto, corporatura robusta, grosso quanto un toro, brusco e volgare al limite della decenza concessa ai comics, è il capo e la mente dei Boys. È lui che ha formato la squadra, è lui che dà gli ordini ed è lui che sistema le cose quando iniziano ad andare storte. In un primo momento il ruolo di Butcher sembra essere limitato a quello di un comandante con i muscoli, una figura le cui capacità sono spaccare e distruggere, ma presto Ennis dimostra come Billy il Macellaio sappia gestire egregiamente situazioni più difficili e che, più importante, conosce bene anche i meccanismi del buon confidente. E del manipolatore.




NOTE:
1 Casa Editrice fondata nel 1991 da Jim Lee, la Wildstorm viene ceduta nel 1998 alla DC Comics che sotto questo marchio si propone di pubblicare materiale supereroistico dalle trame mature e complesse.
2 Darick Robertson vive a Napa, California. Fumettista, tra i suoi lavori più conosciuti vanno senz'altro citati Transmetropolitan di Warren Ellis, Punisher: Born di Garth Ennis, e ovviamente The Boys. Attualmente è al lavoro solo su quest'ultimo.
3 Vedi intervista allegata.
4 Punisher: Born. Prima pubblicazione italiana: 2004; Panini Comics.
5 Vedi intervista allegata.
6 "Super" è una contrazione di supereroe, il termine con cui vengono identificati, all'interno di The Boys, tutte quelle persone dotate di un potere particolare che pongono il soggetto su un piano superiore rispetto a tutti gli altri.
7 La peculiarità di Watchmen è lo smantellamento dell'idea del supereroe come personaggio positivo senza onta. L'opera di Moore si differenzia dagli archetipi supereroistici classici per la presenza di persone comuni non estranee a problemi di natura psichica e sociale che hanno scelto il mestiere di vigilanti.
8 Il riferimento è a un'intervista rilasciata a newsarata: http://forum.newsarama.com/showthread.php?t=102228
9 Nel 1998 le Edizioni Panini acquisirono la Marvel Italia e fondarono la divisione Panini Comics, il cui direttore editoriale è tutt'ora M. Marco Lupoi.
10 TPB è l'abbreviazione di Trade Paberback, generalmente, libro, comic book. Indica quei volumi rilegati tramite l'utilizzo della brossura.
11 Cult Comics è una sottoetichetta della Panini Comics, fondata nel 1997, ha avuto per anni tra i titoli più venduti, Spawn personaggio cult degli anni '90 creato da Todd McFarlane.
12 Il primo volume italiano di The Boys (100% Cult Comics) ha un costo al pubblico di 13,00 euro. Con la ristampa dello stesso, il prezzo passerà a 15,00 euro. La ristampa ha una copertina differente rispetto alla prima edizione.
13 È il 2009.
14 In un'intervista rilasciata al sito comicsbulletin.com Robertson afferma che non immaginava che Simon Pegg avrebbe un giorno riscosso un successo tale da renderlo particolarmente famoso e che lo omaggiò, dando a Hughie le sue fattezze, in un momento in cui era ancora sconosciuto al grande pubblico.
15 I supergruppi adolescenti sono solo due: i già citati Teenage Kix e i Giovani Americani.
16 Vedi intervista allegata.
17 Titolo originale: The Name of the Game; The Boys 1, 2; Wildstorm; pubblicati dall'ottobre al novembre 2006.
18 L'attuale formazione dei Sette è composta da: The Deep, Jack From Jupiter, Black Noir, Queen Maeve, A-Train, Starlight e il Patriota, leader del gruppo.
19 The Boys n° 1; tav. 13; ottobre 2006; Garth Ennis Testi; Darick Robertson Disegni; Wildstorm.
20 Questo è quello che lascia intendere il Patriota parlando con The Deep, Jack From Jupiter e Black Noir dopo l'assassinio di Blarney Cock.
The Boys n° 6; tav. 10; febbraio 2007; Garth Ennis Testi; Darick Robertson Disegni; WildStorm.
21 Daniele Luttazzi – Adenoidi, 2003.

sabato 14 luglio 2012

L'ultimo è arrivato? 2





Ho messo in cantiere un progettino, una roba nuova per me, un nuovo percorso da esplorare.
Dato che di esplorazioni in questo ambito ne capisco ben poco, ho contattato un professionista del settore. Una specie di Indiana Pipps che mi accompagni e mi aiuti, perchè vado aiutato.
Ma aiutato molto.
Praticamente ho contattato un uomo che conosco da mezza vita e con cui recentemente abbiamo allacciato quest'altro progetto, un corso di fumetto creativo che fa tanto fashion e potenza. Qui dove stiamo lavorando ora fa tutto lui, io lo inseguo e gli rompo le palle. E' in questo modo che abbiamo diviso i compiti.

Tempo addietro aprii, e poi ne bloccai i post, un nuovo blog. Parlo de "L'Ultimo è Arrivato?", qualquno di voi lo ricorderà.
Il blocco dei post non era casuale ma voluto, proprio in seguito all'idea che ora sta andando concretizzandosi.
Ispirato a quanto accade in negozio, questa libreria viziata che è Mondi Sommersi, con la mano esperta di Ned Bajalica, il mio boss e guru, abbiamo dato vita a questo ambizioso progetto. Trasformare le vicissitudini che entrambi abbiamo vissuto in fumetteria (io in oltre dieci anni di attività, Ned in tre) in un fumetto. Un fumetto con i contro cazzi, peraltro.
Una raccolta di strip umoristiche, perchè a noi che siamo gente allegra piace ridere.

ah ah ah.

Quanto andiamo a realizzare sarà un'autoproduzione, conto di livello, a colori.
La distribuirò personalmente, quindi non girerò nulla ai distributori, fornirò io personalmente le copie ai colleghi, e ai privati che ne faranno richiesta. Magari faremo qualche incontro da qualche volenteroso libraio...
Spero che venga accolto bene, penso di poter dire anche a nome di Ned che ci stiamo divertendo un sacco a realizzarlo! :)
Dentro ci saranno dei clichè, delle chicche e delle gag REALMENTE ACCADUTE che solo un nerd vero può apprezzare, perchè tutti noi siamo lettori e tutti noi ridiamo degli altri e quindi di noi stessi ;)

Comunque proprio sul blog de "L'Ultimo è Arrivato?" continuerò a tenervi aggiornati sugli sviluppi, insieme a Ned, giusto per non tediarvi qui, dove invece continuerò a parlare di fumetto, distribuzione e inutili e varie notizie sul mondo che mi circonda...
Addatevi così mi fate contento :)

giovedì 14 giugno 2012

Lion pubblica Watchmen a tiratura limitata



A questo link davo un'interpretazione del comunicato ricevuto da Lion riguardo la tiratura del primo numero di Watchmen.
Quest'interpretazione si è rivelata sbagliata, mi scuso con quanti ho messo fuori strada.

 RW-LION
Avvisiamo i signori clienti che WATCHMEN N.1, annunciato sul numero 180, giugno 2012, del Mega a pagina 43, è un’edizione commemorativa per i 25 anni del capolavoro di Alan Moore e Dave Gibbons. In virtù di questo, l’albo avrà una tiratura limitata al primo ordine, e non saranno quindi possibili ulteriori riordini, nell’identica modalità già effettuata per i Numeri 0 Lion. L’editore si riserva la facoltà di stampare un piccolo quantitativo da destinare alla vendita diretta per le Fiere di settore.

La lettura corretta del comunicato è che la serie sarà stampata in albetti, 12, tutti a tiratura limitata.
A chiarire la cosa ci pensa Max Ciotola (coordinatore redazionale di Mega) che afferma:

Tutta la serie verrà ristampata in formato albo. Per quanto riguarda l'ordine, funziona come successo per i numeri 0: la tiratura di ogni albo sarà limitata al solo primo ordine. Non sarà quindi possibile effettuare riordini.

Il significato di questa mossa è probabilmente ottimizzare il magazzino, che sarà nullo, e contemporaneamente far schizzare le vendite della serie, con i librai che si troveranno a calibrare gli ordini del primo numero e di quelli a seguire, da qui a un anno, quando uscirà il dodicesimo e ultimo numero della serie e probabilmente il nuovissimo Before Watchmen.

Il senso dell'operazione è massimizzare l'incasso e azzerare le spese.
L'incasso viene massimizzato perchè la serie dura 12 numeri. Se lion la tiene mensile (quindi niente ritardi), cosa già statisticamente improbabile, durerà 12 mesi, un anno.
All'uscita di ogni numero il libraio dovrà avere la disponibilità dei numeri precedenti, questa cosa è fondamentale per rendere appetibile la serie a nuovi lettori per tutta la durata della serie, specie durante l'uscita dei numeri 2, 3 e 4.
Per fare in modo che questo sia fattibile il libraio dovrà cedere al ricatto di comprare tutto subito, dovrà fare una stima di quanto venderà il numero 1 di watchmen in un anno, il 2 in 11 mesi, il 3 in 10 mesi e così via. O passare.
Ma Watchmen è un titolo appetibile e il prezzo di 2.50 euro anche, e i librai ordineranno presumibilmente centinaia di copie sbarellando completamente le classifiche di vendite (ottimizzazione del guadagno per Lion).
Quando, a serie in corso, il libraio sbaglierà un ordine si troverà con una serie monca, e sarà costretto a inseguire scambi deliranti con i colleghi e qualche dipendente Lion morirà perchè le maledizioni saranno tante ed efficienti.
Tutto questo per Lion e Alastor significa picchi di vendite elevatissimi meno le spese di gestione magazzino che saranno pari a zero.

E' molto facile immaginare i magazzini dei librai pieni di albi alternati o saturi di questo titolo. Personalmente questa strategia non la condivido, lungi da me decidere le linee editoriali di chi è professionista, ma mi auguro che questa mossa non si riveli deleteria per il sistema (di certo deleteria per Lion non potrà rivelarsi, se non in termini di fiducia) che è già al collasso, e, soprattutto, che non sia seguita da altri editori.

mercoledì 13 giugno 2012

Lion ristampa SOLO il primo numero di Watchmen [UPDATE]


[UPDATE: dopo la stesura di questo articolo ho avuto dei chiarimenti per i quali e per completezza vi invito a leggere QUESTO articolo]


Sul Mega di questo mese, il numero 180, Lion annuncia la riedizione di Watchmen.
Tutto sembrava andare per il meglio, come spiegava il collega Stefano Perullo sul suo blog (seguitelo, è un blog impressionante!). A quanto si era appreso Lion avrebbe editato questo capolavoro di Alan Moore e Dave Gibbons in un formato spillato a 36 pagine a colori, formato comic book. A 2.50 euro.
Un prezzo davvero abbordabile che lasciava presupporre un importante passo avanti per invogliare i lettori all'acquisto di questa pietra miliare, e che in tempi di pericolosa crisi come quello attuale avrebbe facilitato e dato respiro a un bel pò di portafogli.

Su Mega questo titolo viene presentato come "Watchmen n° 1", senza ulteriori note (se non la descrizione dell'opera) il che lascia presagire una continuità nella pubblicazione, e idealmente la conclusione della stessa.

Oggi riceviamo la comunicazione da parte di Lion, che riporto qui di seguito:

RW-LION
Avvisiamo i signori clienti che WATCHMEN N.1, annunciato sul numero 180, giugno 2012, del Mega a pagina 43, è un’edizione commemorativa per i 25 anni del capolavoro di Alan Moore e Dave
Gibbons.
In virtù di questo, l’albo avrà una tiratura limitata al primo ordine, e non saranno quindi possibili ulteriori riordini, nell’identica modalità già effettuata per i Numeri 0 Lion.
L’editore si riserva la facoltà di stampare un piccolo quantitativo da destinare alla vendita diretta per le Fiere di settore. 

Da quanto si deduce (se dovessi aver interpretato male rettificherei subito) l'iniziativa sarebbe relativa solo al primo numero di Watchmen, a cui non seguirà nulla. Una semplice stampa del primo numero, fine a sè stesso, con una tiratura limitata al primo ordine effettuato dai librai, più una quantità indefinita per la vendita nelle fiere, come accadde con i numeri 0 sempre pubblicati da Lion.
Un'iniziativa che francamente mi lascia perplesso tenendo presente l'assoluta irreperibilità sul mercato italiano di quest'opera, da sempre garanzia di vendite e qualità, e l'imminente uscita negli Stati Uniti del seguito (prologo) della stessa, quel Before Watchmen che sta scantenando le più svariate reazioni da parte di critica e pubblico, facendo parlare di sè ancor prima della pubblicazione.
Idealmente una pubblicazione in albetto sarebbe stata un'ottimo modo per aprire la strada alla futura pubblicazione della nuova saga dei controllori.

Senz'altro in casa Lion avranno dei programmi non ancora svelati su quando (e "se", a questo punto) pubblicheranno Watchmen in maniera integrale, ma la chiarezza su Mega, dove annunciano questo numero uno, sarebbe stata non solo gradita ma anche semplicemente normale: è allucinante pensare che un lettore ordini questo albo certo che ne seguiranno i numeri 2, 3, ecc, e si ritrovi invece con un pugno di mosche e una storia monca.

[UPDATE: dopo la stesura di questo articolo ho avuto dei chiarimenti per i quali e per completezza vi invito a leggere QUESTO articolo]

giovedì 31 maggio 2012

Ostracizzare Antani Comics



Normalmente non ci si stupirebbe.
Uno standista non è stato accettato ad una fiera. La fiera è Lucca Comics dove Francesco Settembre, con la sua fumetteria Antani Comics, ha preso uno stand ogni anno, dal 2003 al 2010. Con  quello di quest'anno il collega colleziona il secondo "no" consecutivo alla richiesta di uno stand in fiera, senza motivazioni, senza chiarimenti, senza alcun avviso. Senza alcun motivo.
Niente email, niente raccomandate.

Come mai un espositore con i conti in regola, senza nulla a dare, che fa richiesta come tutti gli altri standisti, per tempo e secondo il regolamento, viene eliminato dalla più importante fiera di settore nazionale?
Si potrebbe pensare a qualche collegamento con la fiera che organizza lo stesso Francesco, Narnia Fumetto, una specie di gioco di potere che ha portato l'organizzazione di Lucca Comics all'eliminazione di un concorrente, ostacolandolo. Ma è difficile da credere: Narnia Fumetto è davvero troppo piccola rispetto a Lucca Comics. Lucca Comics non ha nulla da temere.

Tolte le questioni legate ai soldi, tolta la concorrenza, quali motivi plausibili rimangono?
Magari, semplicemente Francesco Settembre sta profondamente antipatico agli organizzatori, che approfittano della propria posizione e del proprio regolamento per decidere chi può lavorare e chi no, indipendetemente da meriti e demeriti, diciamo in maniera "arbitraria". Alla "come gli gira", e ora sta girando male per Antani Comics.

Francesco ne parla QUI in maniera pacata, nelle stesse poche righe io ci ho visto tanta disillusione. Disillusione anche per quei siti di informazione fumettistica, che continuano a recensire l'ultimo manga Panini Comics o a fare il millesimo post sulla traduzione sbagliata sugli albi DC Comics, ma che non si muovono di un millimetro per capire cose come questa. Forse perchè capire come mai la fiera più importante d'Italia pone veti a un espositore senza nemmeno usargli la cortesia di dare uno straccio di spiegazione, porta pochi click al sito.
O forse per paura di avere un domani un trattamento simile, una ripercussione.

Spero che Francesco riesca a sentire il Sindaco di Lucca Comics e che, in qualche modo, risolva questo ostracismo senza senso, prepotente.

lunedì 21 maggio 2012

Le edicole chiudono.




Ecco un servizio del Corriere della Sera sulle edicole.
Trovate tutto il testo QUI.

Quante similitudini ci sono con il sistema distributivo delle librerie specializzate?

mercoledì 16 maggio 2012

Il libraio pensiero su Me.Li. Comics.



E anche J-Pop e Edizioni BD sono passati a Me.Li. Comics.
Dopo Tunuè, Comma 22, Coconino, Pavesio, Dentiblù, GP Publishing, anche l'editore della Jpop e dell'Edizioni BD ha ceduto alla tentazione di passare a Me.Li. Comics.
La tentazione è presto spiegata e ha il suo senso: più capillarità tra librerie specializzate (fumetterie) che continuano a comprare senza reso; la possibilità di essere esposti (e potenzialmente venduti) nelle librerie di varia (salvo veder tornare indietro l'invenduto) e, non da meno, uscire dalle logiche commerciali del distributore dominante del settore (PanDistribuzione).
Il perchè questi editori non siano passati agli altri distributori per librerie specializzate è intuibile per via del cartello che esiste tra gli stessi, e il sentore della novità (tutta da dimostrare nelle sue effettive qualità e vantaggi) di Me.Li. Comics.

Dal punto di vista del libraio specializzato però non per forza il passaggio di questi editori a Me.Li. Comics è una cosa di cui andar contenti. Anzi, spesso questo cambio ha portato a tagli degli editori proposti.
A inizio aprile ho chiesto a tutti i librai di cui posseggo un indirizzo email (circa 200) cosa pensano di questo distributore, se si trovano bene o male, se hanno complicazioni o vantaggi sul lavoro. Se hanno promosso o bocciato questo nuovo avvento.
Specifico il periodo perchè ad Aprile Edizioni BD/J-Pop ancora non era a regime con il cambio del distributore quindi molte risposte dei miei colleghi esulano dal commentare questo editore e si concentrano sugli altri che già avevano effettuato il cambio.
Ho ricevuto circa venticinque risposte che elencherò qui di seguito in maniera integrale.
Quasi integrale. Diciamo che ho tolto degli insulti qua e là, e me ne scuso con chi li ha fatti.
Alcuni librai mi hanno espressamente chiesto di non divulgare i loro nomi e i nomi della loro libreria specializzata  per timore di vedersi applicati taciti trattamenti repressivi da parte dei distributori, e io posso capirlo dati i miei trascorsi.
Segnalo questa cosa a giustificazione dell'assenza di qualche nome qua e là.

Questo mio articolo si propone di sopperire a quell'assenza cronica di ricerca di mercato da parte degli editori coinvolti e dei distributori coinvoli, sperando senza troppi imbarazzi che queste mie note a margine del mercato possano stimolare e migliorare un sistema in cui tutti lavoriamo, dove alcuni si sentono sempre più stretti, laddove non tagliati fuori, da quelli che sono/erano/saranno dei parner commerciali.

In altre parole: quanto ci costano i vostri vantaggi?

La domanda posta a tutti i librai è stata la stessa:
Messaggerie Libri ha aperto per le librerie specializzate un sottodistributore dedicato: Me.Li. Comics. E' ormai un anno che serve i librai e tanti editori, fino a poco fa legati ad Alastor, PanDistribuzione e StarShop, si sono spostati a questo nuovo fornitore. Tunuè, GP Publishing, Coconino, Comma22, Pavesio e in ultimo Edizioni BD/Jpop. Quale è il tuo punto di vista su Me.Li. Comics?

Quelle che seguono sono, in ordine sparso le  risposte dei librai.
Prendetevi una pausa, il post è molto lungo.


Ciao, è una TRAGEDIA LAVORATIVA.
Il sito internet è lento ed antiquato. Le ricerche dei fumetti sono approssimative. Cerchi Sailor Moon ed esce Hello Spank. Gli arrivi non corrispondono alla lista degli abbonamenti... ogni arrivo manca almeno di un prodotto che è stato regolarmente ordinato ed è visibilmente presente nella lista abbonamenti. Per ordinare i prodotti delle seguenti case editrici, Tunuè, GP Publishing, Coconino, Comma22, occorre mandare un modulo in Excel...sistema abbastanza arcaico.
[Nicola Negri - Modena Fumetto]

Buongiorno, grazie per averci contattato e averci chiesto la nostra esperienza con ME.LI
Innanzi tutto noi ci troviamo in forte difficoltà nell’interagire con il loro sito. Oltre a non essere affatto chiaro e lentissimo nell’apertura delle pagine, ci risulta problematico ordinare le novità in uscita. Continuare a “saltare” da una pagina all’altra per vedere quante copie di un titolo hai ordinato e quante ne vuoi ordinare è a dir poco frustrante, specie se ci metti 2 minuti per l’apertura di una pagina. Oltretutto il fatto che dobbiamo prima inoltrare un ordine alla GP che poi passerà alla me.li è un procedimento assurdo. Il rischio, infatti è di incorrere in una dimenticanza da parte dell’operatore GP addetto all’inserimento dell’ordine con la conseguenza di non avere titoli in negozio comunque ordinati nei tempi da loro previsti, anche se, a dire il vero, fino ad ora non ci è mai successo. Un’altra cosa che sinceramente trovo assurda è l’impossibilità di accedere a TUTTO il catalogo ME.LI , ma i “fumettari” non sono librai?!?!
Spero che questa mia mail serva per migliorare il servizio di tutti
[Bruno Manzoni - Paper Dream]

A dirti la verita' ero molto contento dell'arrivo di messaggerie, pensavo fosse una novita' positiva e stimolasse la concorrenza a vantaggio delle librerie specializzate. Sono stato ingenuo.
A distanza di poco piu' un anno i conti sono stati fatti e la realta' e' che non solo non ci ho guadagnato, ma ci ho pure rimesso qualche euro. E lasciamo perdere il tempo perso sul loro maledetto sito o sulle cedole per gli ordini!
Ad una societa' che dovrebbe essere all'avanguardia, nel 2012, devi fare gli ordini via mail perche' hanno un sito del millennio precedente. Questi signori hanno cominciato subito a mostrare chi erano, creando la squallida situazione di palermo e poco importa se sia stato gp o meli a fare questo, visto che uno e' l'ideatore e l'altro l'esecutore. Una cosa del genere nel nostro campo non si era mai vista. Poi sono cominciati i primi arrivi, con errori di materiale. Altro tempo e altri soldi persi. Hanno materiale di 1000 editori, ma puoi ordinare solo quello di 10, di cui 5 sono editori sfigati e su gli altri 5 ci sono interessi di messaggerie. Provi a chiedere spiegazioni ma le varie referenti ti fanno capire che e' tempo perso. Parli con un altro e ti risponde che si, forse, ma, vedremo, io preferisco non parlare, sai siamo giovani. E lo dici a me che siete giovani?Potevate fare uno stage, magari alla pan o ad alastor.
E intanto il catalogo GP non e' piu' gratuito. Poi escono con il reso, ovviamente non quello a cui e' abituato messaggerie, al ghetto delle fumetterie elargiscono il minimo sindacale dell'elemosina, quel 20% che da alcuni editori viene pure ridimensionato.
E alla fine rinunci, non vale la pena perdere tempo, e accetti Me.Li Comics cercando di averci a che fare il minimo indispensabile.
I loro editori li puoi avere anche da altri, da fastbook ad esempio, da loro ti interessano solo le loro promozioni. E quando vedi che per sopravvivere sono costretti a ricorrere a sconti altissimi, come Coconino, o addirittura superiori al 50% al cliente finale come Tunue' ti chiedi se il passaggio a questo distributore "cinese" sia servito a qualcosa. Al libraio no di sicuro!
E ti chiedi se Marco Schiavone sa che per ordinare un numero dei suoi manga devi fare una ricerca su internet per scovare la copertina del manga, assocciarla al numero e poi ordinare sul sito meli. Allucinante!!!                       [Nome censurato su richiesta]

Meli comics per me non esiste.
Per un certo periodo hanno provato a tagliar fuori le fumetterie Siciliane, costruendo un monopolio (credo illegale) sui loro titoli, per avvantaggiare amicizie locali, tipico comportamento italiano.
Qui ci siamo arrangiati alla meglio, perdendo per mesi clienti e possibilità di vendite.
Adesso ordino direttamente da Messaggerie libri, il sito è studiato per i libri e non per i fumetti, non c’è possibilità di abbonamento, non si capisce quando spediscono (non avvertono), non si capiscono i tempi di disponibilità per gli arretrati, ed è spesso privo di immagini.
[Nome censurato su richiesta]

Ciao Max, sono Renzo della fumetteria ETA BETA aperta a Forlì da 23 anni. E' impensabile riuscire a rifornirsi da un solo distributore considerando le innumerevoli uscite dei fumetti che si sono moltiplicate a livelli allucinanti. Di sicuro l'ideale sarebbe fare come Alessandro a Bologna che acquista direttamente da tutte le case editrici, saltando un passaggio ed avere la certezza di ricevere il materiale in tempi accettabili. Lui però ha anche un giro immenso e una decina di dipendenti che sbrigano tutta questa mole di lavoro. Con PanDistribuzione mi sono sempre trovato bene, soprattutto ora che hanno il sito che è veramente funzionale per quanto riguarda gli ordini e la consultazione di tutti i fumetti disponibili ed esauriti, per questo motivo cerco di prendere tutto da loro anche se a volte fanno passare tantissimo tempo e non si sa mai se certe cose arrivano oppure no. Con Me.Li la difficoltà maggiore è quella di non poter consultare, ogni volta che ce n'è bisogno, le proprie ordinazioni così si rischia di prenotare più volte lo stesso fumetto. Dal sito non riesco proprio a capirci nulla, troppo complicato. D'altronde non abbiamo molte alternative e ci tocca adeguarci, anche se va detto che i ragazzi di Me.Li con me sono gentilissimi e cerchiamo sempre di trovare insieme una soluzione adatta per ogni problema. Tutto questo ovviamente comporta una grossa perdita di tempo, quando arrivano dei fumetti fallati o errati nelle quantità, le procedure di resa sono lunghissime (questo anche alla Pan) e molte volte conviene cercare di vendere lo stesso sottoprezzo. Sotto l'aspetto economico avere più distributori comporta sicuramente maggiori spese, fra quelle postali e lo sconto che viene diminuito, dovendo ripartire gli acquisti non si raggiungono più le fasce che danno diritto a percentuali superiori.
Mi fa piacere che qualcuno cerchi di capire in che direzione stiamo andando perchè alla fine chi ci rimette maggiormente siamo proprio noi piccoli negozi. Sono a disposizione per qualsiasi ulteriore confronto.
[Renzo - Fumetteria ETA BETA]

Come saprai già,  io non ho rapporti con Me.Li.
Mi sarebbe piaciuto che altri colleghi avessero seguito il mio esempio, invece di svendersi per una Sailor Moon qualsiasi.
[Salvatore - Altroquando]

Per ora è abbastanza presto per tirare conclusioni, ma se devo esprimere una valutazione, al momento non è comunque positiva. Purtroppo però non credo che l'approccio che possano avere in futuro possa in qualche modo migliorare troppo. Insomma, non sono ottimista.
Speriamo di sbagliare (ormai in Italia dobbiamo solo sperare, per qualsiasi cosa...).
Saluti e in bocca al lupo.
[Marco Scotti - Supermarket del lettore - Ischia (NA)]

Per più di un mese il banner principale sul sito del mio negozio è stato QUESTO.
dove spiego ampiamente sia come la penso sia che linea ho deciso di adottare.
Non posso dire per ora lo stesso di j-pop perchè non ho ancora ricevuto le nuove forniture tramite meli e perchè per il momento, a differenza di gp, loro si sono adoperati per facilitarci il lavoro.
[Cristina - Crazy Comics]

Me.Li Comics è un un disastro finanziario per le fumetterie.
Tecnicamente lavora bene ed il sito di messaggerie e facile da usare, solo che su tutti gli ordini fatti on line tramite il sito hanno lo sconto base del 30%. Per una fumetteria è uno sconto ridicolo anche perchè poi decurtando le spese di trasporto diventa 25% massimo 28%. Non si puo lavorare con queste percentuali ridicole.
Visto che il tesserato ha lo sconto fumetteria che va dal 10% al 15%
io ho smesso di comperare materiale delle case sopra elencate e poi gli editori ci dicono che tutte le fumetterie sono delle fotocopie o cloni uno dell’altro, ci obbligano loro a comperare solo Star Comics e Panini Comics.
Sono loro che gli stanno dando il monopolio a queste 2 case editrici.
Anche perchè se ti rimane invenduto un manga star o panini,
magari lentamente, ma prima o poi va venduto,
mentre se ti rimangono invenduti volumi tipo coconino o comma 22 è
 come buttarli nel cassonetto non li venderai mai più e ti ritroverai con scafali di materale inveduto ed a fine mese le fatture bisogna pagarle.
Un consiglio a tutti: se messaggerie al posto del 30% mette il 40% di base alle fumetterie,
ok, cominciamo a comperare e a rischiare, altrimenti non comperate nulla dal preview di messaggerie, comperate solo star e panini.
[Fumetti in Gondola]


Me.Li. Comics ha molta strada da fare. Se gli altri distributori hanno impiegato decenni per essere quello che sono (e non sono perfetti), Me.Li. Comics ha molto da imparare.
Sono stato sorpreso in negativo. Pensavo che l'immane esperienza di Messaggerie Libri potesse essere utile, invece mi ritrovo con un distributore che stenta a decollare.
Le informazioni relative ai prodotti in uscita arrivano regolarmente, ma sul web fanno poca campagna promozionale, quasi assente.
Il sito è un dinosauro, vecchio e lentissimo, oltre a non essere ottimizzato per le fumetterie.
Una cosa che evidenzio sempre è la discriminazione che hanno nei confronti delle librerie specializzate. Non possiamo ordinare materiale che non sono di loro esclusiva. Qualsiasi altra libreria di varia lo può fare. Noi no!
Questo ostruzionismo si rigira necessariamente contro loro stessi, in quanto la fumetteria preferisce rivolgersi ai distributori principali, e boicottare le case editrici di Me.Li. Comics.
Basta leggere i vari commenti (su facebook, forum, e social network in generale) dei potenziali lettori dove lamentano che buona parte delle fumetterie non tratta con Me.Li. Comics.
Inoltre avere la possibilità di ordinare su un catalogo molto più vasto permette l'evasione e l'ammortizzamento dei costi in un periodo molto più breve.
In un primo momento mi è stata negata una promozione che non aveva minimo di ordine, mentre altre fumetterie con le mie stesse quantità hanno avuto l'immediato ok.
Dopo la mia immediata lamentela di discriminazione mi è stato risposto "tiriamo acqua al nostro mulino". Se a questo si aggiunge che alle fumetterie viene negata la possibilità di ordinare sull'intero catalogo Messaggierie Libri, si tratta di discriminazione commerciale.
Con tutti i miei partner commerciali ho un ottimo rapporto di fiducia, se viene a mancare, per loro, la strada sarà tutta in salita.
Speravo molto in questo distributore, affinchè certe logiche venissero a cadere, e avrei voluto essere il primo a dare una mano e nel mio piccolo suggerimenti per capire la logica della fumetterie, ma a queste condizioni nego ogni mia disponibilità.
[Roberto - Fumettopoli]

Tengo a precisare che io sono dipendente e non proprietario. In ogni caso mi sono salvato perchè, per il gigante messaggerie, sono una libreria di varia e non una fumetteria; per cui sono trattato con scontistiche molto più alte della media, pagamenti anche a 120 giorni e con diritto di reso questo, ormai, da anni. Se fossi stato intelato nella nuova riorganizzazione distributiva avrei perso tutti questi privilegi. Inoltre ho anche degli agenti che vemgono direttamente in libreria, con cui si è instaurato un bellissimo rapporto sia umano che commerciale, questo mi permette di ottenere, ogni tanto, maggiorazioni sugli sconti e scadenze molto avanti nel tempo. Improponibile se fossi entrato ne circuiti deui fumettari addio a tutto questo!!!
In parole povere nel nostro ambiente il paradosso è la quotidianità!
[Corrado Morale - Libreria 901 Comics Resort]

Lavoro da 11 anni nella mia fumetteria e per la prima volta mi trovo di fronte ad un fornitore, Me.Li, che ha rifiutato di distribuire il materiale per un problema riscontrato in amministrazione. Problema esistente di certo, tuttavia tengo a precisare che lavoro tutt'oggi normalmente con altri fornitori, non solo di fumetti, che non hanno mai dato nessun tipo di problema quando sono stati contattati, oltre al fatto che, eccetto per la Alastor, per tutti gli altri fornitori lavoro pagando il materiale alla consegna; termine di pagamento che richiesi a suo tempo anche alla Me.Li a causa del passaggio GP Publishing nelle loro mani. Risultato: ho dovuto rinunciare ai manga della GP Publishing ed ora mi toccherà rinunciare anche ai titoli della J-Pop, anch'essa passata alla Me-Li.
Nei mesi scorsi ho avuto modo di leggere in internet lamentele legate alla Me.Li. che riguardavano altre questioni e, forse la mia problematica non c'entra molto con tutto il resto, però ci tenevo a riferirla. Nella mia fumetteria ho dovuto rinunciare ad un bel pò di materiale e dovrò rinunciare a molto altro ora che la J-Pop è passata nelle loro mani.
Non sono deluso, semplicemente scocciato perchè non posso continuare a fare il mio lavoro come sempre. Questo danneggerà inevitabilmente la fumetteria a lungo andare. Ma non credo che la cosa importi più di tanto a questi "GRANDI" della distribuzione se una fumetteria di provincia non riesce a soddisfare la propria clientela.
[Angelo - Cartoon Cult Fumetteria]

Ho avuto dei problemi con il reso di alcuni prodotti non ordinati: la procedura del reso è abbastanza macchinosa perché bisogna prima chiedere l'autorizzazione alla GP e poi procedere alla spedizione secondo regole ferree. A causa di scarse e contraddittorie informazioni fornitemi dalla GP da una parte (che probabilmente non sapeva bene neanch'essa come bisognava fare) e da Me.Li. dall'altra sono stato costretto a effettuare due spedizioni, con spese a mio carico.
Lavorare con un nuovo distributore su prodotti che, salvo poche eccezioni e in un mercato ormai ipersaturo, vendono talmente poco da non ripagare neanche l'investimento, è estremamente penalizzante per una fumetteria di piccola o media grandezza. Non è un problema solo delle testate distribuite da Me.Li, ma ci si sarebbe aspettato una qualche possibilità almeno parziale di reso da un distributore che tradizionalmente lo consente alle librerie generaliste. Gli sconti praticati non sono tali da giustificare una disparità di trattamento tra le due realtà (fumetterie da una parte e le altre librerie di varia dall'altra). Al contrario, le percentuali di sconto sono diminuite rispetto a quelle che venivano praticate dagli altri distributori prima dell'acquisizione da parte di Me.Li.
Tutto ciò, oltre che essere arbitrario, è controproducente per tutti, in quanto costringe il libraio ad abbandonare l'ordine di titoli che hanno scarso successo, impoverendo l'offerta e, in definitiva, la possibilità di vendita.
Il sistema di fatturazione praticato da Me.Li. è macchinoso e tale da non consentire un rapido e agevole controllo sugli sconti e sui pagamenti. Naturalmente non è tutto sbagliato quello che Me.Li. Comics fa, ma il giudizio complessivo, per quel che mi riguarda, è più negativo che positivo.
[Libreria Acme, Ancona]

Purtroppo anche noi abbiamo riscontrato diverse difficoltà nella gestione degli ordini e soprattutto degli abbonamenti con Me.Li. Il sito non è predisposto alla gestione delle fumetterie.
Concludo in maniera leggeremente ironica:
Me.Li. me li ha rotti.
[Giovanni - Mega Comics]

Caro Max, Come libreria (fumetteria, videoteca) aperta al pubblico abbiamo chiuso i battenti il 31 dicembre 2010 (dopo 35 anni). Le vendite sono proseguite su e-bay esclusivamente con il materiale che avevamo in magazzino. In questo momento non siamo più neppure su ebay e non sappiamo se riemergeremo una volta trasferito altrove parte del materiale ancora disponibile. La Me.Li era uno dei nostri fornitori ma all'epoca non esisteva la Me.Li Comics. Per noi ha sempre funzionato benissimo ed in certi casi era più conveniente della stessa Panini (possibilità di fare le rese e sconti). Naturalmente nulla sappiamo della versione "Comics" non avendone mai usufruito. Dispiaciuti di non poter essere utili.
[Gian Paolo - Libreria Solaris]

Per certi versi io mi trovo molto bene con Meli, per altri versi ci sono cose da migliorare, per altri ancora sono abbastanza angosciato.
Mi trovo bene perchè:
- Fin da subito mi hanno concesso molti piu punti percentuali di sconto rispetto a quanto concesso da PanDistribuzione e StarShop dopo anni di collaborazione e fatture ben più grosse rispetto a quelle Me.Li.
- Quando attuano una promo lancio per qualche numero 1, è vero che impongono delle quantità  d'acquisto abbastanza grandi (comunque non numeri  assurdi come PanDistribuzione e StarShop), ma concedono il reso totale: risultato noi compriamo molto di piu, possiamo spingere e pubblicizzare meglio un prodotto, e mediamente otteniamo delle vendite superiori alle aspettative, il che torna utile a tutti.
Le cose da migliorare:
- a me non piace il sistema ordini arretrati, il loro sito è lento e non immediato, e trovo orribili le newsletter con i moduli prenotazioni novità, sembra di essere tornati agli anni '90.
- non mi piace nemmeno il sistema di spedizione, abbastanza impreciso e non controllabile. Se non altro però Me.Li. riserva pari trattamento ai negozi limitrofi della zona (nel senso che se i colli ritardano da me ritardano anche dalla concorrenza).
Cosa mi angoscia:
- la progressiva migrazione degli editori verso Me.Li., non mi fa dormire sonni tranquilli, perchè temo che prima o poi nelle librerie grosse (Feltrinelli, Mondadori etcetc) possano comparire anche tutti quei titoli fino ad ora riservati alle fumetterie. Non mi riferisco alle versioni Gold (tipo di Bleach e Naruto) che già Panini distribuisce nelle librerie e nei GameStop, ma ai titoli più commerciali (facendo un esempio con Jpop potrei dire Defense Devil, o X delle Clamp). Ho paura insomma di trovarmi come concorrenti delle catene enormi, o multinazionali, che possano esporre colonne infinite di manga contro le mie "misere" quantità da fumetteria (se Me.Li. concede a me il reso, quali vantaggi/sconti concederà ad una catena grossa?)
Questa forse inutile paranoia è nata subito dopo l'uscita delle ristampe JPOP delle opere Clamp, cartonate, extralusso, perfette per uno scaffale Feltrinelli (ad esempio), e bruttissime per gli scaffali di una fumetteria, cosa ne pensi?
Con questo non temo una serrata generale delle fumetterie, che secondo me vivranno e resisteranno, piuttosto considero la situazione nascente come il principio di un' involuzione dei negozi medio piccoli, una trappola che non permetterà alle attività come la mia di evolversi col tempo, relegandoci ad un piccolo sagrato esclusivo per gli appassionati più accaniti, mentre l'utente medio, quelli che vengono definiti "acquisti d' impulso" saranno tutti pilotati verso le grosse catene.
[Nome censurato su richiesta]

Credo che questo tipo di frammentazione nella distribuzione sia una operazione sbagliata e dannosa sia per le case editrici sia per le fumetterie, per questa ragione non ho aderito e non acquisto più materiale GP PUBLISHING.
[Libreria Mondo Fumetto]

Sono un negozio CosmicGroup e quindi non posso darti nessun giudizio specifico sulle loro capacità distributive e sulla loro gestione ordini, in quanto delego completamente questa parte ai ragazzi di CosmicGroup (che opera quindi da distributore unico per me e si accolla tutte le procedure di ordine, riordine e contratti con i vari distributori, così per MeLi.). Posso comunque esprimere qualche opinione: ad ogni acquisto di un nuovo editore da parte di MeLi si ha un periodo, abbastanza lungo 1-2 mesi, di incertezza e totale assenza di informazioni mentre le uscite programmate dalle varie case editrici rimangono "attive". Così è successo inizialmente con la GP PUBLISHING e così sembra ripetersi con il nuovo acquisto J-POP. Lamento quindi una certa difficoltà nell'effettuare gli ordini, e nell'avere risposte e notizie sulle tempistiche e sul calendario delle uscite. Dopo ormai un anno il distributore non è riuscito ad avere un unico catalogo che presenta le uscite, ma anzi tende a gestire più cataloghi per singolo editore (forse questa scelta dipende dagli editori). Questo, per chi come me utilizza il catalogo come mezzo pubblicitario per presentare ai propri lettori le varie uscite, comporta la distribuzione di più cataloghi per il singolo cliente. Il lato positivo è che questi attualmente sembrano rimanere gratuiti. Dopo ormai un anno si pensava che potesse esistere un calendario delle uscite, per pPanini Comics e la nuova Lion è ormai prassi fornirlo (certo molte volte il calendario viene disatteso), ma è utile ai clienti: rispondere ad una domanda sull'uscita indicando il mese, non è una risposta soddisfacente da dare alla clientela. La più grossa mancanza di Me.Li. è ovviamente la non gestione e la non introduzione del reso. Si sperava che questo nuovo distributore portasse nell'ambiente fumettistico quello che ormai è prassi nella distribuzione libraia. Il non considerare le fumetterie come librerie specializzate è segno di ignoranza e pregiudizio. E' evidente che il distributore non vuole considerarci come librerie perchè questa situazione va tutto a vantaggio suo: vendite certe, nessun costo per la resa.
Direi un'occasione mancata. Se la PlanetaDeAgostini ha innovato il mercato ed i prodotti COMICS in Italia (nuovi formati, programma di ristampe, rapidità della reperibilità degli arretrati) nei primi tempi, il nuovo distributore Me.Li. ha semplicemente replicato quello che gli altri distributori già facevano, senza apportare nessun miglioramento, anzi a volte peggiorando la situazione (la situazione in cui si trova il nostro collega in Sicilia è decisamente assurda se non inconcepibile). La speranza di un cambiamento è stata disattesa completamente.
Grazie per avermi contattato.
[Claudio Cortesi - Korte'S ComicS]

Tutti questi editori sono stati mossi dal malcontento verso PanDistribuzione, attirati dalla possibilità di controllare meglio come e dove il loro materiale viene venduto. Che dire? Che forse la struttura necessita ancora di tempo per entrare a regime.
I pregi sono diversi: spese basse, invio velocissimo del materiale, catalogo molto ben fatto.
Di contro: mancanza di un reso diffuso e sito orrendo.
Se, entro il 2012, risolvessero -anche in parte- questi due problemi, farebbero un bel salto di qualità.
[Francesco - Antani Comics]

Il mio punto di vista è che sono quotidianamente tentato a rinunciare a trattare gli editori che lavorano con Me.Li. Il che spesso accade ma non per mia scelta ma per un delirio distribuitvo nel quale non sai cosa esce se esce quando esce e se te lo mandano.
[Federico - PadovaComics]

Credo che chi gestisce direttamente gli ordini si trovi assai male. Il sito è complesso e farraginoso, spesso spariscono ordinativi o ne vengono raddoppiati alcuni, l'ordine viene automaticamente cancellato dopo un mese se inevaso. Però per il resto gli sconti su quegli editori sono comparabili coi vecchi, puoi usufruire di promozioni editoriali spesso destinate alla varia, vedi PRIMAVERA COCONINO (anche se sempre senza reso, ma almeno puoi). Fanno magazzino anche se ultimamente le dispo sono più scarse ma temo dipenda dagli editori. Fanno un discorso di reso percentuale e su alcuni titoli GP anche il totale sulla prima uscita. Le spese di spedizione sono percentuale sul lordo ma perlomeno non hai sorprese.
[Corrado - Neverland]

Me.Li. ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi. Vantaggio è sicuramente il metodo di pagamento, senza chiederti garanzie e senza sapere chi sei. Altro vantaggio le spese di spedizione basse, la metà rispetto agli altri distributori mi sembra. Devo anche dire che i ragazzi del servizio clienti sono sempre attenti a soddisfare le varie richieste. Gli svantaggi sono tutti i form da compilare, non potendo utilizzare il portale. E questo sì, porta via tempo. Per ora non so dirti altro.
[Rencomics]

Le spedizioni sono puntuali e partono con solo 100 euro di fatturato. Il sito è caotico e male organizzato, ci sono delle sezioni praticamente gemelle e di cui non si capisce la necessità: "Riepilogo ordini" e "carrello" in pratica a seconda di come fai un ordine gli articoli ti finiscono in uno o nell'altro, alla fine però se hai roba in "Riepilogo ordini" devi autorizzarla a passare nel carrello. Le ricerche sono poco intuitive e devi farle in parti diverse del sito per conoscere dati diversi. In pratica se cerchi un fumetto e lui lo trova hai solo la scheda dello stesso ma non sai se ne hai in ordine qualcuno, per avere questa informazione devi andare in un'altra sezione del sito e inserirvi il barcode.
Un delirio.
Una cosa positiva è che le prenotazioni rimangono modificabili fino apochi giorni dall'uscita del prodotto prenotato, così se hai dei ripensamenti puoi cambiare quantità senza le condizioni capestro dei vari Alastor ecc. Alle volte non riesci a prenotare certi tioli perché sono bloccati e riesci solo a visualizzarne la scheda.
Gli editori sono consapevoli dell'astrusità del sito e sono comprensivi quando gli comunichi che hai fatto dei casini e che devi rendere della roba ordinata più volte.
Gli sconti sono mediamente + alti rispetto alle precedenti esclusive distributive. Con MeLi gli editori posono organizzare promozionali mirati con certe realtà dato che hanno esattamente il computo di quanto vendono e a chi. MeLi non è reattiva come altre realtà, nel senso non puoi dirgli il giovedì mattina di inserirti 4 copie di un fumetto sapendo che il pacco partirà nel pomeriggio.
Essenzialmente il loro punto più debole è costituito da un sito non idoneo alle fumetterie e al loro lavoro, chiaramente è nato per le librerie e le loro metodologie mal si applicano alle fumetterie. Noi siamo abituati a elenchi numerati di serie da cui scegliamo 3 , 4 titoli, certe volte la serie intera, i librai lavorano sul titolo singolo e spesso con delle ricerche per autore.
Non possiamo dire di trovarci bene perché il lavoro è tanto per stare dietro al sito e ai suoi capricci, ma altri aspetti sono certamente positivi.
[Daniele Granata - Neverland]

Il mio punto di vista è lo stesso che su Lion: le nozze coi fichi secchi
L'impressione è che questi siano entrati nella distribuzione del fumetto con una struttura inadatta a quello che stavano facendo, con la promozione divisa in più parti, senza un sito funzionale alle fumetterie, in cui per esempio si possano gestire abbonamenti. Sembra che, dall'alto dell'esperienza che pensano di aver maturato con la varia, fossero convinti di poter gestire anche noi, ma non è così. Il risultato, al momento, è che per seguire al meglio i propri ordini, ogni libraio è costretto a segnarsi praticamente tutto quello che ordina. Jpop gestisce i suoi abbonamenti a mano, con GP non ci si può abbonare a nulla...
Mi domando, e domando agli editori presenti in Me.Li. al momento: ma l'editore è soddisfatto di questa gestione?
[Daniele Pignatelli - ComicHouse]

La mia esperienza con Me.Li. è in linea di larga massima positiva, ma in parte deludente. Sono schizofrenico? No, e ti spiegherò il perché. Come logistica, puntualità delle spedizioni e sito internet Me.li. è eccellente. Rapidi e efficienti. Quando un colosso del genere, il principale distributore delle librerie di varia, sbarca in un mercato come quello delle fumetterie pretendi che apporti delle novità, non pretendo delle rivoluzioni. Ma almeno delle novità. La grossa delusione è invece dovuta dal fatto che Me.Li ha fatto suo il meccanismo distributivo pre-esistente e non ha apportato alcuna novità, adeguandosi alle regole stabilite alle origini del nostro settore dalla pioneristica Alessandro Distribuzioni. Insomma se Me.Li. fosse uno dei distributori tradizionali del nostro settore il mio giudizio sarebbe ottimo, ma dal momento che è un attore "nuovo" e titolato mi aspettavo (era doveroso aspettarsi) qualcosa di più e di meglio. Qualcosa che cambiasse questo mercato facendolo evolvere in meglio.
[Stefano Perullo - Comix Factory]