martedì 4 maggio 2010

Le promoazioni del fumetto


"Se ci sta della gran pilla mi si dia della gran carta,se devi dirla dilla un 3x2 con la risposta in offerta,garanzia postilla per la trasferta più passi di barilla rime oltre una certa" [Gruff - Storie che Succedono ogni Giorno]

Sul sito dell'A.Fu.I., a QUESTO link, un mesetto fa pubblicai un articolo di un collega, Daniele Pignatelli, della fumetteria ComicHouse di Sarzana. L'articolo parla delle promozioni che ultimamente pare vogliano rappresentare per gli editori e i distributori, il tentativo di non far ritirare i remi in barca a quei negozianti che ancora non lo hanno fatto.
Chi lavora in questo settore senz'altro saprà che il periodo meno florido degli ultimi anni ha stimolato l'editoria specializzata in fumetti a proporre promozioni e incentivi all'acquisto. Se da un lato l'iniziativa sembra essere interessante, dall'altro non si può non notare l'incapacità generale del settore di intavolare proposte interessanti. StarShop e PanDistribuzione hanno realizzato due cataloghi di dubbia efficacia indirizzati al negoziante e al cliente, che nulla (di rilevante) aggiungono al lavoro (insufficiente) che già svolgono Mega e Anteprima (le due riviste -a pagamento- di pubblicità fumettistica).
Sui due nuovi cataloghi, A-Trade e Star Preview, appaiono alcune promozioni che gli editori vorrebbero sottoporre ai negozianti. Ecco, queste promozioni sono imbarazzanti.
Su A-Trade di questo mese vediamo come alcune promozioni mirino allo svuotamento del magazzino degli editori e non mirino, come dovrebbe essere, allo sviluppo del mercato. La Coconino riesuma in improbabili pack dei fumetti certamente validi, ma usciti epoche fa. Il Mondo di Coo, Dipersion, Kisontengaku. Tutti titoli che personalmente ho letto, apprezzato e venduto, ma che assolutamente non sono dei best sellers, cosa che mi porta a pensare che la politica dell'editore non sia di promozione come ci si aspetterebbe, ma di mero smaltimento del magazzino, ai danni dei (spero e credo pochi) negozianti che ci cascano e acquistano i pack.
Anche Panini cerca di svuotare il magazzino, mettendo sotto sconto alcune fetenzie che mi fanno tornare in mente i Piombo a Tempo.
Ronin Manga, la nuova casa editrice dei Kappa Boys, propone al 45% di sconto i suoi numeri uno. Peccato che per poter avere questa scontistica certamente interessante, bisogna ordinare una quantità fuori mercato di questi titoli, e dopo l'esperienza negativa (parlo per me anche se altri negozianti saranno daccordo) patita con la precedente casa dei Kappa (la Giochi Preziosi) la voglia di rischiare è davvero poca.
Oltretutto questa promozione è stata spalleggiata solo da PanDistribuzione, distributore esclusivista della Ronin, e non trattata dagli altri due distributori, Alastor e StarShop, presumibilmente perchè eccessivamente alte anche la proposta di acquisto fatta a loro. Ma queste sono mie congetture, niente di assodato.

Il nodo cruciale della questione è che il mercato del fumetto ha avuto un crollo verticale da un anno a questa parte, che ha (le chiacchiere di settore dicono) dei margini medi del 40% con picchi anche del 50. E non si parla di nord o sud Italia, è una questione generale. Tira una brutta aria.

E quando l'aria che tira è fetenziosa sarebbe il caso di cambiare lo status quo prima che sia troppo tardi perchè, per esperienza, quando un lettore scopre di poter vivere senza fumetti, come lettore lo hai perso. E non finchè passa la crisi. Lo hai perso e basta.
E' ora di rinnovare il meccanismo della distribuzione.
E' il momento di pubblicizzare i propri prodotti.
E' il caso di trovare un nuovo pubblico.

E' opportuno quindi studiare promozioni che incentivino l'acquisto e non che mirino a sbolognare fumetti, perchè se c'è una cosa che il mercato del fumetto ha insegnato in questi dieci anni, è che la politica dei pochi maledetti e subito è deleteria e non porta a nulla di buono. E non sviluppa il mercato.
Lo sotterra.

sabato 10 aprile 2010

Karate tradizionale


"Proprio come uno specchio che riflette le immagini senza distorsioni, come in una tranquilla vallata che rimanda l'eco, così uno studente di karate deve purgare se stesso da pensieri egoisti e malvagi poiché solamente con una mente ed una coscienza chiara e limpida egli potrà capire ciò che sta ricevendo."
[Gichin Funakoshi]

E l'allenamento per il 2° Dan, a quanto pare, è davvero pesante.
Quest'anno abbiamo fatto un bel po' di cose. Da quando abbiamo cambiato sede, passando dal piccolissimo spazio all'interno della Helios, alla pedana di circa 60 mq alla Dance Mania, le lezioni sono diventate sensibilmente più importanti. Fondamentali, kata e kumite, fan tremare di stanchezza e soddisfazione. Il corso per istruttore di difesa personale per 3 livelli, tutte le domeniche mattina è ormai una tappa fissa.
E ora ci accingiamo a questa preparazione, pesonalmente, la più importante. Prepazione per il 2° dan. "è la preparazione più importante. Diventare secondo dan significa che il karate fa parte di te e non lo lascerai mai più. Per la vita." [M. Spedicato]
Non è roba sportiva, è karate tradizionale.
Arte marziale. Inizia e finisce con il saluto.

lunedì 22 marzo 2010

[AIUTO] Scomparso UGO FAVATANO


E' scomparso Ugo Favatano, 29 anni, leccese.
E' mio cugino, la foto è recente.
Ha un'alfa 146 grigia.
E' titolare del pub Tennent's Grill, a Lecce, su via Taranto.
Se lo avete visto recentemente o se lo vedete, per favore, telefonatemi: 3205756309.

UPTADE:
Integro un articolo da lecceprima: http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=19501

giovedì 18 marzo 2010

Intervista ComicsBlog


ComicsBlog, testata giornalistica sul fumetto, mi ha intervistato a proposito della nuova versione del portale www.afui.it
Ho cercato di spiegare un pò le dinamiche dell'associazione e ho parlato un pò del lavoro che faccio.

- Perché una fumetteria dovrebbe iscriversi ad A.Fu.I?

L’A.Fu.I. è un’associazione di categoria con tutto ciò che questo comporta. Per loro natura, il sito e il forum che sono i mezzi di comunicazione e discussione che abbiamo tra colleghi, non rappresentano un portale di critica e/o informazione fumettistica, ma informazione commerciale, tra librai specializzati in questo settore che è il fumetto. Con A.Fu.I. cerchiamo sempre di dare il totale spazio all’informazione utile per quello che è il nostro lavoro. Una fucina di idee e un scambio reciproco di esperienze continuo che, messe insieme ed elaborate soggettivamente, riescono a migliorarci come negozianti. Una fumetteria giovane, che esiste da poco tempo, credo debba iscriversi all’associazione per non commettere gli stessi errori che abbiamo commesso noi ai tempi delle nostre aperture. Per capire quale distributore è migliore rispetto agli altri per un dato prodotto, o anche solo per non confondere un’offerta fuori portata da una conveniente. Una fumetteria veterana dovrebbe iscriversi perchè tutti, anche i più piccoli, hanno qualcosa da insegnare e se il mercato migliora, lo fa per tutti.

Trovate l'intervista completa QUI.
Buona lettura :)

A.Fu.I. 2.0



Finalmente, dopo molto lavoro, abbiamo lanciato la versione 2.0 dell'A.Fu.I., Associazione Fumetterie Italiane. Il link è questo e potete iscrivervi tutti. Solo che non potete partecipare alle discussioni sul forum, a meno che non siate dei negozianti come il sottoscritto. Fumettari, insomma. Potete invece leggere gli articoli pubblici, cosa che vi consiglio nel caso abbiate la malsana idea di aprire una fumetteria in Italia. Potete anche postare i vostri graditissimi commenti in risposta agli articoli pubblici dandoci i vostri feedback in merito.

Ci stiamo facendo il culo.

L'Associazione è importante per lo sviluppo delle nostre idee e conseguentemente del nostro lavoro, uno strumento potente e in costante crescita. Qui ho conosciuto persone importanti e capaci, in grado di aiutare e di farsi aiutare.
A loro va il mio ringraziamento.
E anche al webmaster, Raven, che si spacca il culo per e sull'A.Fu.I. per quattro soldi, in nome della nostra consolidata amicizia.

martedì 9 marzo 2010

I momenti più alti della mia vita.

I momenti più alti della mia vita.
Come a dire "apperò che vita".


Classifica TopFour:


Quarto posto.
Titolo: Dal dentista
.



Sul lettino, il dentista osserva i lavori passati all'interno della mia cavità orale.
- Ma chi te l'ha combinato sto casino?
- Tu, coglione!

Commento.
Appunto: coglione.



Terzo Posto.
Titolo: Commercio alternativo.



Giornata di merda, poi entra questo cliente.
- Scusa ma i fumetti che escono domani sono arrivati?

Commento.
Amabile.



Secondo Posto.
Titolo: Solitudine.



- PROOOT!
Poi da dietro il primo scaffale, proprio quello davanti al bancone, spunta una cliente sui 40.

Commento.
E quando cazzo è entrata questa?



Primo Posto.
Titolo: In Ascensore.



Inquilina rompe il ghiaccio.
- Giorno.
- Ngiorno.
- Cavolo quanto sei alto. Potresti fare... potresti fare... Mmmm... come si chiamano quelli che... mmm... potresti fare... Ah si. Il pompiere!

Commento.
Il pompiere. Chissà come ha capito che non sono bravo a pallacanestro.

giovedì 4 marzo 2010

Guida al Lettore: un glossario per farsi capire dal fumettaro.

"Menzione speciale al ragazzino che è entrato verso la fine della giornata, ha guardato con sufficienza il disegno che stavo facendo, mi ha chiesto quanto volessi a tavola, e poi mi ha proposto un lavoro per il romanzo “stile berserker” che sta scrivendo e che ha intenzione di produrre con una tiratura di quattro o cinque copie. Un cazzo di genio del male, stavo per accettare." [Alberto Ponticelli - Fumettista]

Ho pensato che sarebbe stato utile, per i lettori, un glossario per farsi capire dal negoziante di fumetti.
Cose semplici, piccoli e strategici accorgimenti che il lettore potrebbe attuare per ottenere una risposta a quello che la sua mente vorrebbe chiedere ma che la sua dislessia comica gli impedisce di formulare con le parole.
E anche concetti che potrebbero aiutare a non essere argomento di rallegramento al bar.

Ecco la lista:

- Se leggi FullMetal Alchemist Gold Deluxe e ti serve il numero 18, prova a chiedere "Hai FullMetal Alchemist Gold Deluxe numero 18?" anzichè "effemmeaggiddielle?" o non ti stupire se ti sarà risposto "ppiqquerressettiuvvizeta".

- Trimestrale. Significa che esce UNA volta ogni TRE mesi. Corollario: Un mese è quella sequenza di numeri sotto Cristina Dal Basso, appesa alla parete. Se OGGI è uscito il numero nuovo di un trimestrale, è improbabile che esca anche domani un numero nuovo dello stesso trimestrale, altrimenti sarebbe un quotidiano. E invece è un trimestrale. Ripassa tra TRE mesi, quando Cristina Dal Basso avrà cambiato posizione tre volte.

- La scritta in terza di copertina del n° 54 di One Piece che dice "il numero 55 di One Piece esce a Luglio" lascia presupporre che il numero 55 di One Piece esce a Luglio, non a dicembre o a gennaio. Nemmeno a febbraio.

- Quando vuoi sapere "quanto costa questo?" riferendoti ad un manga con il prezzo in copertina di 5.90 euro grande quanto la capanna dello zio tom, e sei a 8 metri dal negoziante, nell'indicare il volume, non guardarla tu la copertina. Fagliela guardare al negoziante: sarebbe interessante fagli capire di cosa stai parlando ;) Gira l'albo nell'altro senso. Ok, quello è il lato con le pagine. Rigiralo. Si, quella è la costoletta. La copertina, facci vedere la copertina. Benissimo. Costa 5 euro e novanta.

- Se vuoi sapere se è uscito "Naruto 55" prova a chiedere "E' uscito Naruto 55?" anzichè "Shimpundem?".

- Quando non entri in fumetteria da due mesi e vuoi sapere se è uscito Berserk Collection 34 perchè è l'unico fumetto che segui, prova a chiedere "E' uscito Berserk Collection 34?" anzichè "novità?". Risparmierai al libraio un sacco di tempo inutile nell'elencarti i 784 titoli usciti in cui comunque non è incluso Berserk Collection 34. Perchè è annuale. 12 posizioni diverse per la Dal Basso e ci vediamo l'anno prossimo.

- Esaurito. Significa che non c'è più. Tipo che non ce ne sono più. Come quando chiedi alla mamma "mamma c'è ancora pasta?" e la mamma ti risponde "no, non ce ne sta più di pasta", intendendo dire che non ce n'è più. Ecco, quando un negoziante ti dice "no, è esaurito, non si può più ordinare" intende dire che quell'albo non ha più copie disponibili per la vendita (è esaurito) e che QUINDI non si può più ordinare. Nemmeno dall'editore. Nemmeno da un altro distributore. E no, nemmeno se lo ordini.
Se ti accade che proprio l'albo che tu volevi oggi, disponibile fino a ieri, si sia esaurito oggi non è perchè sei particolarmente sfortunato, è che hai dormito in questi ultimi anni in cui è stato disponibile.

martedì 16 febbraio 2010

Nuove tecniche di vendita [Tostate personalmente!]



Per contrastare la crisi sto testando nuove tecniche di vendita.



Tecnica 1:

Sulla porta del negozio.
Poggiare spalla al muro e attendere con sguardo attento e fare guardingo l'avvicinarsi di un passante all'oscuro del diabolico piano in essere.
Essere *insospettabili*.
Alla vista di un passante porgere con cautela la mano a cucchiaio in direzione del passante.
Dialogare col passante senza dargli il tempo di dialogare anch'egli:
- Oh, ciao amico, scusa... scusa.
Scusa amico sono rimasto con la macchina.
Non è che avresti due spicci per la benzina, amico?
Ce li avresti due soldi per la benzina che devo arrivare fino a brindisi?
No? Non ce li hai? E due euro per un panino?

Stremarlo con forza fino a che l'arresa lo cogliererà imprerato.
Ripetere l'operazione al passaggio del prossimo passante.


Tecnica 2:

Apporre un cartello alla porta.
A seguito del cartello apporto alla porta, apporre una mano a cucchiaio per terra, in direzione di "sotto al cartello". In assenza della mano da apporre, a cucchiaio per terra, va bene anche un cappello sudicio come quello di nonno.
Ma va bene anche nonno.
Scrivere sul cartello:
"Per favore. O due filgi handiccappati da dare da mangaire. Sono zoppo é non ci vedo bene. E in pju non oh pju una mano. Ho perso il lavoro e la familgia. Aiutatimimi"

Nota: la tecnica 2 funziona meglio se accompagnata da un santino di Padre Pio.


Tecnica 3:

Il santino.
Recarsi di nascosto in uno di quei negozi blasfemi per profondo e radicato concetto di laicità di stato, dove improbabilmente vendono cose macabre tipo le fotografie plastificata di gente morta. Tipo nonno. E poi beatificata. E poi santificata.
ATTENZIONE: non farsi vedere da nessuno che nulla v'è di erotico in ciò: non è certo come andare in un sexy shop.

Tornare in negozio.
Consumare barattolo di salsa bulgara in sottaceti di ricino conservato dal 1982 sotto bancone. Applicare, dopo lavato il suddetto barattolo, sul recentemente detto barattolo, fotografia di santino. Meglio se di Padre Pio. Lui si che fa paura.
Dopo aver praticato foro sull'estremità alta del barattolo che cinge alla chiusura, comunemente detta "tappo", aggiungere cartello a colori e/o plastificato con precedente disinvoltura, con su scritto:
"Pio è un bambino che soffre di una rarissima malattia rara che gli fa invecchiare anzitempo, anzino, prima del tempo, le ossa. Si chiama Pio. La malattia rarissima invece si chiama Sindrome di Hutchinson-Gilford, data la situazione, ribattezzata Sindone di Hutchinson-Gilford. Pio è spacciato. Ma se mi date due spicci, potrei non finire come lui".

Gart Ennis - Nessuna Pietà Agli Eroi

"Scordinato in delirio messo in mezzo al mangiamangia, metti il collirio nel culo lì dove hai la frangia" [Gruff - La Fantasia]

Sono sempre stato un ammiratore di Ennis.
Sono rimasto intrappolato in questo lavoro, recentemente. Il titolo è "Gart Ennis - Nessuna Pietà Agli Eroi" ed è un saggio sull'autore di Preacher scritto a più mani e tutte di persone diverse. Tipo che io ho due mani ma ne ho usata una soltanto.

Ad ogni modo io ho trattato The Boys, scritto da Ennis e disegnato da Robertson. Ho consegnato il pezzo in super ritardo perchè diversamente non so fare. Praticamente ho consegnato ieri.

Bè, il volume avrà una tiratura di non so quante copie e costerà non so ancora quanto. Comunque dovrebbe uscire a NapoliComicon e qualche tempo dopo nelle fumetterie e nelle librerie di varia.

Quando avrò nuove info a riguardo le segnalerò qui.
Volevo solo dire che sono contento :)

giovedì 28 gennaio 2010

La caduta.


“è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: fin qui tutto bene, fin qui tutto bene, fin qui tutto bene… Il problema non è la caduta ma l’atterraggio.” [L'odio]

E' quasi Natale.
Siamo intorno al 20 dicembre e il pc inizia la sua battaglia contro la morte. Il difetto è una specie di cancro che se lo sta mangiando, pezzo pezzo, senza pietà. Il mio pc ha lavorato molto e bene. Lo possiedo ormai da sei anni e alla fine, così come il vecchio anno, anche le sue potenzialità stanno giungendo al termine. In uno stato di merda.
Non è che provi amore per le mie macchine, non scrivo sul blog perchè mi ci sono affezionato. Ci scrivo perchè per loro provo rispetto. Rispetto e paura mista a terrore.
La tecnologia, la meccanica, mi hanno insegnato che non c'è amore, quantomeno reciproco, tra oggetto e persona. Tutto ciò che contiene dei tasti o delle catene di trasmissione odiano il suo padrone, specie se il padrone sono io. E mi fanno finire in quella condizione di perenne schiavitù, servile remissione, tacita speranza di futile cambiamento, tipico di quelle donne che disprezzo, serve di mariti padroni che le picchiano, deboli e incapaci di sottrarsi alla violenza. Come un pensionato che ogni giorno acquista il suo gratta e vinci fortunato nella speranza di veder cam,biare la sua vita, solo per poi scontrarsi con la realtà che non ci sarà alcun cambiamento, continuo ad acquistare oggetti con dentro chili di meccanica e tecnologia.
Violenza e dipendenza mi legano a doppio filo alla tecnologia e tutto presto o tardi finisce col rompersi se mi appartiene. Sempre più spesso a quanto pare.

Il pc non ce la fa più.
Il cancro procede ed esso si impalla, anzi no si riavvia, ecco che si è spento da solo, uff riavviato, riavviato. Riavviato.
Impallato. Ora si è spento.
Provo a staccare la spina, lo tengo un pò a riposo, ecco fatto, dovrebbe andare. No, non va.
Quando la situazione diventa troppo critica decido di portarlo in assistenza, ma sono sotto le feste natalizie e sono cazzi perchè devo ordinare la merce, pagare la merce, vendere la merce. Rimando un pò. Solo pochi giorni, perchè ora è definitivamente rotto. Non va nulla.
Formatto.

Siamo a fine anno e il pc è quasi completamente vuoto. Sistema operativo e qualcosa così, tanto per dire che ci sta qualche programma. Non è servito a nulla però, il difetto che aveva, quell'innata capacità di piombarsi su ogni stronzata di applicazione che gli ordinassi (con rispetto e timore) di aprire, persiste.
Il mio amore per la macchina cede il passo alla paura.
Non riconosce più il modem, un D-Link200 che una volta installato è sempre andato bene, ma che per installarlo ci voleva un santo in paradiso. Roba che arrivavo a sperare nella morte del Premier.
Da non credere.

Assistenza.

Modem rotto, cambio modem. Il pc invece è una scheggia. E non è cambiato nulla, nessun pezzo. E questo mi mette ansia, perchè non è possibile che in assistenza il pc che fino a un attimo prima da me non partiva, funziona benissimo. Il modem nuovo in compenso non va, non mi fa connettere, esattamente come il D-Link del santo in paradiso. Vado su virgilio.it, ultime notizie, "i magistrati sono peggio della mafia". Mi arrendo all'idea che anche per oggi Berlusconi non è morto, tanto vale portare il nuovo modem da chi me lo ha venduto per farlo sostituire. Così, per accelerare i tempi.
E' il 31 dicembre è sera e il negozio ha già chiuso, lo porterò domani, anzi no. Domani è primo dell'anno e si fa festa, il 2 è sabato e non lavorano, domenica è da santificare sennò poi gesù si incazza, lunedì ponte, martedì il ciclo, mercoledì è 6, la befena e il 7 andate tutti a farvi fottere.

Decido di ingannare il tempo sentendo al telefono Maria, Claudio, Sergio e Monica. Lavorano per infostrada e sono tutti li per aiutarmi. Il fatto è che non riesco a credere che sia rotto il modem appena acquistato e sono moderatamente convinto che si possa trattare di un problema con la linea internet. Anzi, *anche* con la linea internet.
Prima di poter risolvere il problema, che significa chiudere il telefon, laddove non me lo sbattano in faccia Maria, Claudio, Sergio e Monica, e aspettare l'apertura dell'assistenza tecnica del modem, codesti signori hanno insultato la mia intelligenza più e più volte con domande del cazzo tipo:

- Ha inserito la spina?
- Il modem è acceso?
- Ha inserito l'usb?
- Il modem è acceso?

Quando gli dicevo che si ho fatto tutte ste cose e non sono scemo ma solo sfortunato, mi hanno fatto rilassare asicurandomi tutti e uno per volta che avrebbero sistemato tutto loro. Quando tutti e quattro hanno fallito ho acceso il portatile, tanto per ascoltare un pò di musica.
Si impalla anche il portatile.
Non ci vedo più.

Quattro zuki da ippon stendono l'acer prima che possa toccare terra. La mia rabbia tutt'altro che inespressiva lascia spazio e sgomento e attacchi d'ira.
Chiudo il negozio con 2 ore di anticipo e vado a zonzo per la città.

Il pc ritorna alla base. Ho cambiato la scheda video e preso un terzo modem. Ora tutto funziona, un pò a schifio, ma funziona. Tempo un giorno e il pc riprende a riavviarsi a piacere, spegnersi quando gli pare e fare le ore piccole per uscire con gli amici. In meno di una settimana il cancro lo ha divorato completamente: non si accende più.
Lo porto in assistenza.
La scheda madre è andata, giusto in tempo per farmi spendere 30 euro di scheda video che ora è agiata nel mio deteretano. Le possibilità sono due: aggiustare questo pc o prendere un nuovo pc.
Scelgo la terza ipotesi, quella che mi darà più problemi: assemblo i pezzi validi del pc morto con un nuovo pc.
Ecco la nuova macchina: 3 gb di ram, una scheda madre Asus P5QPL-Am e tante belle cosette qua e là. Come un cyborg che ricicla parti umane a tecnologia e meccanica diventando un muscolosissimo figlio di puttana, il mio pc vanta due hard disk e un masterizzatore del pc defunto.
Il cancro è stato trasmesso.

Ritiro il pc di giovedì, sono le 19.30 di sera del 14 gennaio. Bella macchina, una scheggia. Il 16 alle 13 inizia a riavviarsi quando ne ha voglia, si spegne quando mi serve acceso e bestemmia dio e madonne. Mi toglie anche sto gusto. Ora non si accende più.
Lo riporterei all'assistenza, tra rabbia e isterismi collaterali, anche subito, tanto il pc è qui, il passaggio (sono appiedato) lo ho, e la mazza da baseball è ancora calda, ma è sabato e sabato il cazzo di negozio è chiuso. Deja-vù.

Intanto, nell'attesa che arrivi lunedì, devo dar conto a tutte quelle persone che sono diventate spettatrici di questa odissea, che ho scoperto essere tutti esperti di pc e dispensatori di buoni consigli. Consigli molto spesso simili a quelli di Maria, Claudio, Sergio e Monica: hai inserito la spina? hai attaccato il modem? hai fatto la cacca?
Insieme a questi c'erano anche i vari:

- Vuoi che ti consigli un buon tecnico?
- Ah, perchè serve un buon tecnico? E io che andavo da questo perchè lo reputo un coglione.

- Perchè non ti compri un altro computer?
- Perchè questo lo comprato 2 giorni fa e non posso comprare 8 computer alla settimana (stronzo).

- Hai provato ad attaccare la spina?

E' lunedì e il pc è in assistenza. Me lo ridanno mercoledì 20. Uno dei due hard disk dell'ei fu pc ha raggiunto la carcassa nell'aldilà. Inutile dire che dei due hard disk quello rotto è quello con il sistema operativo, così che io possa per l'ennesima volta perdere tempo a reinstallare qualcosa. non tutto dato che il pc si è sempre rotto prima che io finissi, ma qualcosa.
Intanto nella mia mente un tormentone mi tormenta "fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene. Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio". Poi penso a Vincent Cassel e a Monica Bellucci e mi incazzo ancora di più. L'odio.

Comunque ora ho il pc e questo è l'importante. Ho messo un altro hd, 320 gb, tanto per gradire. Lo uso fino al 25 quando di punto in bianco riprende a riavviarsi. Ora il riavvio è sequenziale quindi il pc è inutilizzabile. Guardo il calendario e noto con stupore che oggi è lunedì e non sabato. Assistenza aperta dunque. Ti ho fregato, penso.

Il pc ha il buonsenso di riavviarsi anche davanti all'operatore. Eccheccazzo.
Cambia i 3 gb di ram e pare che ora vada bene, lo testiamo insieme per 40/45 minuti e stavo per portarmelo via, peccato che si sia appena bloccato.

Mai avrei pensato di rivivere quella sensazione sgradevolissima di ripetitività vissuta guardando la seconda serie di Prison Break.

Lascio il pc.
Cambio scheda madre e me lo riporto in negozio.

domenica 13 dicembre 2009

Karate - Tameshiwari - Cosimo Spedicato. 8° Dan

Il Karate Shotokan della vecchia scuola. Anche l'unica.
Il Maestro Spedicato ha 64 anni e pratica il Karate da 40. E' 8° Dan e la sua discende dalla Scuola di Shirai, di cui è allievo diretto.

Storie di Qualcuno



Quando un mesetto e mezzo fa scrissi QUESTO pezzo sul blog non avevo immaginato i tanti tipi di reazione che quei piccoli editori a cui, in linea generale, facevo riferimento, avrebbero avuto.
Potete leggere tutto il pezzo e godervi anche qualche piccola schermaglia della redazione Cagliostro EPress tra i commenti.
Se volete un riassunto, invece, eccolo qua:

il sottoscritto asseriva che in Italia alcuni editori un pò furbini e un pò birbantelli producono albi a costo basso (e fin qui niente di male), sfruttando giovani scribbacchini e matitai (e fin qui, a mio avviso e all'avviso degli scribbacchini e dei matitai, niente di male), e talvolta anche autori di fumetti (e fin qui niente di male), vendendoli poi a un prezzo alticcio dal mio punto di vista di negoziante (e fin qui niente di male, dato che personalmente non li acquisto). Insomma, rendevo noto, per chi non lo sapesse ancora, che le cose per alcuni "vanno così".
E lo facevo con sarcasmo e battutine spicciole, di modo che anche questi editori, ma sopratutto quelle persone che allegramente non capiscono di essere sfruttate, le potessero capire.

E' cosa risaputa su internet che i lettori di un blog/forum/sito si dividono in due categorie: quelli che leggono con interesse i vari interventi, e quelli che li leggono tanto per vedere "che cazzo ha scritto oggi sto coglione". Infatti io leggo sempre il sito di Giorgio Messina (Editore di Cagliostro EPress) e lui legge sempre il mio blog.

Insomma nei commenti al pezzo viene fuori che la Cagliostro EPress si è sentita tirata in ballo.
Il che non fa neanche tanta stranezza, dato che pratica la maggior parte delle cose da me citate nell'articolo. Ah, se non conoscete l'editore e le sue pubblicazioni, è o perchè frequentate le fumetterie, o perchè non vi ha ancora minacciati di querela. Ad ogni modo non vi siete persi nulla.

A farla breve, si incazzano.
Non lo so perchè esattamente, dato che tra tutti gli intervenuti, nessuno ha negato *nulla* di quanto da me scritto (e che comunque non ho fatto il loro nome), anzi, hanno esordito confermando più o meno tutto. L'editore in persona non interviene. Non in quel momento almeno. In compenso intervengono diversi esponenti della premiata ditta: quelle persone che -PEEEEEEM- lavorano gratis e che, offesi dalla mia persona, che nell'articolo punta il dito nei confronti di quegli individui che li fanno, appunto, lavorare GRATIS (godendo dei vantaggi economici che ne derivano) prendono le difese di quella persona che *nel loro caso* (ovvero, all'interno della Cagliostro EPress) non li paga.

Bene.
Oggi vengo a conoscenza di un blog che paracula (scusate il termine: effettivamente "blog" è un'esagerazione) Storie di Nessuno, ovvero il blog che state leggendo adesso.
Si chiama Storie di Qualcuno. Quel qualcuno ovviamente sono io.
Non vorrei sbagliarmi, dato che il coraggioso autore resta "anonimo", ma il link me lo ha segnalato Giorgio Messina stesso, sul suo sito.

Tornando all'articolo su in cima, QUI c'è la satira pungente stile Bagaglino, fatta di nascosto, per denigrare chi dice il vero (dato che, ripeto, tutti mi hanno attaccato, ma nessuno ha detto che quanto ho scritto è falso, anche perchè, appunto, è vero) piuttosto che affrontarlo e argomentare. Dato che poi sono anche coraggiosi, si chiamano tutti "Anonimo".
Anonimo è chi disegna. Poi c'è Anonimo, che posta. Poi Anonimo commenta, quindi Anonimo risponde al commento. Intanto Anonimo insulta un pò, quindi Anonimo gli da una pacca sulla spalla. E poi ci sta Anonimo, che chiede ad Anonimo come divulgare il blog, quindi Anonimo lo conforta "devi attendere: è ancora tutto in fase embrionale".

Insomma, questi Anonimi coraggiosi aspettano un mio post (come questo per esempio) poi prendono le battute e le stroppiano, ne cambiano le parole chiave, di modo che le possano capire anche loro, e quindi se la ridono.




Comunque, se la pubblicasse, sarebbe la migliore produzione della Cagliostro Epress.
E non potrebbe essere altrimenti, dato che le battute sono mie.