domenica 16 marzo 2008

martedì 11 marzo 2008

La teoria del 6



Avete presente quando andate in quel pub e c'è quella ragazza che ha un "non so che" che vi intriga? Quella che ha le tette un po scese e non è neanche questo bel vedere da dietro, ma che "non so perchè, quasi quasi me la farei anche subito"?
Avete presente quando vedete quella stanga, alta uno e ottanta, quinta di seno, belle curve che farebbero rabbia a Jessica Rabbit? Quella che non avete mai avvicinato, al contrario di quanto fate con la tipa da bar con soli 2 bicchieri di gin tonic.
Va bene anche se non è stanga ma è davvero una gran bella donna, o ragazza, che cazzo quanto è figa...
Bè, se vi ci ritrovate è perchè siete vittimie della teoria del sei.

Se una ragazza da 1 a 10 è bella 6, e un'altra è bella 8, finisce che cucca di più quella da sei.
La maggior parte dei maschetti, fatti due conti con la coscienza e realizzato che anche loro non sono da 8, ma da 6 se va bene, se non da 4, riterranno inarrivabile la ragazza da 8 e si tufferanno a capofitto nel cuccaggio della tipa da 6, convinti di non avere poi le tante probabilità di un eventuale "no" che invece ci sarebbero se corteggiassero la tipa da 8.
Questo comporta ovviamente che la ragazza da 6 si trova, mettiamo, con 8 corteggiatori e la tipa da 8 con 2.
Ora, la tipa da 8 cosa vuoi che pensi?
Intanto potrà scegliere solo tra due contendenti, che non è detto siano anch'essi a livello di bellezza 8, magari sono bellezza 4 e astuzia 9, con un tiro di dado ti migliorano anche il carisma e il gioco è fatto. Potendo lei scegliere una tra le 2 opzioni proposte andrà a casa in preda a paranoie, ammorbando la migliore amica del fatto che "quell'altra" amica cucchi più di lei e abbia una fagottata di corteggiatori quando è palese che non sia poi sta grande figa. E lei che invece è obiettivamente più carina andrà giù di fazzolettini e crisi isterico compulsive.
Con annesso odio per l'amica da 6.
Va da se che la Teoria del 6 spiega anche *il perchè* quella figa della vostra amica vada con quel cesso del vostro amico. E' perchè voi sarete anche da 6, o da 7 o da 8, ma lui, il vostro amico, ha astuzia 9 e in maniera evidente è a conoscenza della Teoria del 6.

Ma la tipa da 6 in tutto questo cosa combina?
Bè, intanto sceglie tra 8 contendenti, scegliendo il più figo o il meno figo, il più forte o il meno forte, ecc, in base ai propri punti capacitàmentali, dopodichè, a lungo andare, di pari passo con la crescente depressione della tipa da 8, si reputerà lei tipa da 8 e reputerà l'amica, una schiappa da 6 o magari da 4.

Le giapponesi nell'immaginario collettivo giovanile


Che le tope siano tope lo sappiamo tutti, ma che le giapponesi disegnate siano arrapanti lo sanno soprattutto i giovani lettori di hentai.
Ci sono diversi tipi di tope. C'è la topa stile "tipa da spiaggia", succinta e bagnata, la "vacca da monta", sul ciglio bagnata, la "rinco che arrapa", pulita e lavata.

Questo nella realtà.
E nella realtà queste signorine piacciono agli uomini che fan sesso, a quelli che trombano spesso.
Ma gli altri? Quelli che gira e rigira, un po' per propria scelta (molto poca) e un po' per scelta delle tipe tipo tope (molto molta) non trombano mai, a questi individui, che donne piacciono?

Qui finisce la realtà ed entrano in scena i fumetti. Porno ed hentai.
Se da un lato ho la certezza che il porno su carta sia a uso e consumo di entrambe le categorie (casti e tosti), dall'altro ho sviluppato una teoria di affascinate probabilità, che svela il "come mai" i tosti (leggi: chi tromba) consultino soprattutto porno su rivista, quindi fotografico, o a fumetti su temi tipo "a cosce aperte" e "sparami nell'utero", mentre i casti (leggi: chi non tromba, o da secoli o da sempre) predilige i fumetti mangagiapponippocoreani superhentai con le tette a mandorla.

Intanto c'è un punto cardine da tenere in considerazione. La donna nuda piace.
Sembra una banalità ma è da qui che si parte per capire "perchè" il maschio che tromba predilige il porno casareccio, quello sporco, lurdo, da "sborrami sulle tette!", mentre il nerd sociopatico un po' rattuso e abbastanza sfigato predilige l'hentai il cui sfondo in genere è "no, non voglio ahhhhh sono tutta un lago". Come se fossero sempre dispiaciute.
Ed effettivamente chi non tromba ha un vago sospetto che la donna media, soprattutto se figa, sia molto dispiaciuta al pensiero di dovergliela dare.

L'uomo che tromba sa cosa sia una trombata. Nella sua fantasia non trova più spazio il classico alieno multitentacolare che in genere da pianeti lontani arriva sull'hentai a scopazzare la tettona da combattimento vittima della propria figaggine.

L'uomo che non tromba invece necessita di una fantasia che ha imparato a sviluppare in anni e anni di pippe col multijet, che partono zitte zitte e poi durano un casino, certe volte tutta la vita. L'uomo che non tromba ha una fervida immaginazione che trova il suo sfogo in cose irreali che lo allontano dalla sempre più remota possibilità che se forse non ci si fissa a volere una tettona giapponippocoreana con le tette a mandorla stuprata da alieni in coda col bigliettino come fossero alla Conad, forse finisce che prima o poi inzuppi pure lui.

L'uomo che tromba ha bisogno di rivivere nel porno quello che ha fatto nella realtà e di trovare nuove sagacissime leve e improbabili posizioni per dare dimostrazione della propria virilità alle tipe tipo tope che incontrerà finita la lettura (e la pippa).

L'uomo che non tromba, arreso alla vita (sessuale), ha bisogno di una scusa per assopire il proprio io, giustificando ad esso in maniera plausibile il fatto che no, non si tromba proprio per niente. E qui scatta il fattore "improbabilità".

E' chiaro che leggendo di alieni, di personaggi di videogiochi o di cartoni animati che si spupazzano in allegria, c'è poco da sperare che un giorno arriverà il tuo turno. Lo dico non perchè ho qualcosa contro i personaggi dei cartoons che lo fanno, ma semplicemente perchè non esistono. E non esistono nè come personaggi, nè come fisionomie.
Preferiscono disegni improbabili con tette giganti e vagine che potrebbero prestarsi come idranti ai vigili del fuoco per quanto si bagnano, alle biondone siliconate da rivista Blitz.

Certo, sono entrambe irrangiungibili, ma con le pornostar non si sa mai, magari un giorno ne conosci una, mentre con l'inesistenza non c'è pericolo.
Chi legge hentai finisce per preferire le giapponesi alle italiane.
Sono più belle?
No.
E c'è poco da fare. Mediamente non hanno alcun vantaggio fisico, se non si vuol considerare tale la bassa statura, ottima per giochi tipo "bocca culo figa tette", ma per il resto?
Tra un occhio e l'altro ci stanno 8 secondi di pit stop, hanno le tette che le ho più grandi io, e recitano da schifo.
E non solo nei film porno.

Imho, chi legge hentai preferisce le giapponesi alle italiani per una questione di irrangiungibilità. Posto che ciò che si legge sull'hentai non esiste, le giapponesi sono ciò che più si avvicina a questa inesistenza e anche se fosse, stanno in giappone cazzo, mica dietro casa.
Insomma è come dire "voglio trombare ma la ragazza tipo che mi piace sta in Giappone. Come cazzo faccio? Mica è colpa mia..."
Quindi alla fine ci si trova anche costretti a leggere pornetti con anatomie incerte se non si ha la possibilità di andare in Giappone. E' un po' come guardare la foto delle vacanze in svezia dove in discoteca ci sono le svedesi ubriache che la danno a tutti ma proprio tutti.
Solo che quella foto non è tua ma del tuo amico.

giovedì 28 febbraio 2008

Alberto Ponticelli è... COME UN CANE!

(clicca per ingrandire)
(...più o meno come fai per il tuo pisello...)

In genere non posto sul blog notizie inerenti gli incontri in negozio, ma in questo caso mi ci trovo piacevolmente costretto. Intanto perchè mi ci sto sbattendo da un tre mesi abbondanti e quindi me la godo a dirlo in giro, e poi perchè il mio sito è andato out a causa di un server fatto di cacche e puzzette indurite.
E poi Ponticelli è Ponticelli.

Cioè, cazzo "io vi porto serietà, mica le cagate..."
Cioè, il 15 Marzo viene Alberto Ponticelli porca troia, mica il "signor Pizzighettone"...

Avete presente quell'uomo che galoppando negli anni '90 tirava fuori robe tipo EGON ? Roba da ShockStudio... dai, EGON cazzo, quello con quel nasone lungo, tutto muscoloso, che aveva delle magliette addosso che parevano tatuate a quanto erano strette...
Bè quest'uomo ha lavorato oltre che per lo ShockStudio, per la image, per la marvel, per le edizioni bd...

Bè, quest'uomo ha 36 anni sparpagliati e ha già realizzato robe come:

- Egon
- Sam & Twich
- Marvel Knight
- Alias
- Starlight
- Come un Cane

e io ve l'ho portato a Lecce.
E ve l'ho portato perchè tutti possiate godere delle sue matite, e gustarvi letture violente come Come Un Cane. Perchè è violento e tratta di mazzate.
Non è che possiamo star sempre a giocare d'altra parte.

Insomma, il giorno è SABATO 15 MARZo.
L'orario sono le 18.00
Il luogo è Mondi Sommersi Via Milizia 56/A

C'è una litografia esclusiva per chi ha abbastanza fegato da non perdere l'occasione.

L'incontro è all'interno del BD DAY - Festa Itinerante delle Edizioni BD.

martedì 12 febbraio 2008

Le Arti Marziali nei Manga

Dei fumetti che trattano le arti marziali, sul mercato nipponico, ce ne sono diversi.
Senz'altro il più conosciuto e rispettato è Vagabond, e vorrei vedere se con le matite e la capacità di narrazione di Inoue, non fosse così.

Certo però ce ne sono anche altri, e belli seri pure...
Nell'ultimo anno le mie letture hanno affrontato nomi come:

- Vagabond
- Shamo
- Shigurui


Vagabond è stato a lungo il mio manga preferito se consideriamo solo quelli "di arti marziali". Inoue, l'autore, dai tempi del pallacanestristico Slam Dunk è cresciuto molto, sia dal punto di vista grafico quanto da quello narrativo. Vagabond racconta la storia di Musashi Miyamoto, personaggio realmente esistito, talmente innamorato della via della katana da vivere solo per essa, come spesso accadeva nella sua epoca a personaggi, magari meno illustri, ma come lui. Il fumetto di Inoue ha ritmo e dipana la sua storia in diverse strade narrative, incentrandosi dapprima sul protagonista, per poi passare a questa o quella comparsa, per ritornare infine, nuovamente, sull'antieroe della vicenda. La pecca di questa saga è ciò che l'ha resa fruibilissima al pubblico: è troppo romanzata.
Per quanto sia fedele ai caratteri storici dell'epoca, ci sono aspetti eccessivamente romanzati, resi epici ed "infiniti". I tempi in cui Musashi affronta l'avversario raggiungono vette di tensione interessanti, ma sono anche un immenso utilizzo di pagine, che alla fine, non fanno altro che allungare inevitabilmente la conclusione della saga.
Al momento Vagabond conta 37 albi nella sua prima edizione italiana e 22 nell'edizione DeLuxe.


Shamo è ambientato ai giorni nostri.
Qui il protagonista è bel figlio di troia, senza se e senza ma.
Al contrario di Vagabond, in questa vicenda gli occhi non sono puntati sul personaggio positivo ma sul cattivo. Cattivo nell'anima, corrotto, infame.
Figlio di un'educazione non troppo permissiva, studente modello e bravo musicista, Ryo Narushima sbrocca, esce di melone e uccide i genitori in un attacco di ira. E' minorenne e viene rinchiuso in galera. Spinto da un istinto di sopravvivenza fuori dal comune inizia la strada del karate, diventando una vera tigre, prima per difesa, poi per diletto ed infine per sopravvivenza.
Questo titolo mi ha fatto traballare.
Il tempo non sembra preoccupare gli autori che lo realizzano, Akio Tanaka e Izo Hashimoto: le vicende si susseguono molto in fretta, molto più in fretta che in Vagabond e questo riesce a dare molto più senso all'evoluzione del protagonista, sempre più spinto verso la follia, sempre più a ridosso dell'irrimediabile baratro.
In Shamo non ci si innamora del protagonista, non si sente il desiderio di diventare come lui, al contrario ci si preoccupa di incontrarlo per strada, di essere una delle sue vittime e si finisce per fare il tifo per gli avversari, che tendono sempre a fare una brutta fine, un pò perchè più deboli di Ryo, un pò perchè più onesti e leali.
Perchè Ryo Narushima, il personaggio creato da Tanaka e Hashimoto, è davvero una merda d'uomo.
Shamo al momento ha al suo attivo 18 volumi.




Shigurui è il top.
Quando dicevo che Vagabond è stato a lungo il mio manga preferito sul genere, mi riferivo al periodo (lunghissimo) della mia vita in cui non ero a conoscenza dell'esistenza di Shigurui.
Se Vagabond e Shigurui sono l'alfa e l'omega, Shigurui, con i suoi protagonisti è senz'altro nel mezzo. Qui gli attori non sono buoni o cattivi, qui sono semplicemente più o meno fedeli al dojo e a ciò che comporta esserlo. Shigurui è un fumetto *serio*, senza le aspettative di risultare figo a tutti i costi. Qui non ci sono i vari Musashi di Vagabond che per pagine intere si fanno passare il vento tra i capelli guardando l'avversario con la faccia di chi sa di averlo più lungo dell'altro, qui non ci sono Ryo Narushima che violentano questa o quella donna per diletto dopo averne pestato il compagno. Qui ci sono samurai, katane e rispetto.
Rispetto per un sensei completamente fuori di senno, reso instabile dalla vecchiaia e dalla potenza datagli dalla vita condotta, e due adepti, Gennosuke e Seigen che ambiscono entrambi all'onore più grande di tutti: essere scelto come discepolo del Maestro Kogan e con questo diventare il signore della scuola e il marito di sua figlia.
Come è facile immaginare tutto va in vacca per delle scelte di vita di Seigen che tradisce l'onore della scuola, diventando il mattatore di una strage che ad uno ad uno, tocca a tutti gli allievi del dojo.
Shigurui è più storico di Vagabond, più maturo e con un tratto che ha decisamente meno hype di quello di Inoue e questo gli impedisce il grande salto al pubblico più vasto. Si presenta di contro come un titolo "a lunga scadenza", più difficile da avvicinare, ma impossibile da abbandonare, complice anche il tremendo flashforward presente nel primo capitolo della saga, che ci porta nel probabile ultimo capitolo di Shigurui.

giovedì 7 febbraio 2008

Crisi Infinita



- Oh, ciao Max, che stai leggendo oggi?
- Crisi Infinita.
- Ah bella lì. E di che parla?
- Della mia situazione economica. Per risolverla hanno dovuto chiamare Batman, Superman e Wonder Woman.

L'Hulklassifica

Cosa ci spinge a essere ciò che diventati?
Personalmente ci sono alcune cose che mi sono capitate tra le mani, senza le quali non sarei la stessa persona che sono oggi.
Ecco la classifica.


Al Quarto posto:


Il Conto dell'Ultima Cena
Un libro saggio, non c'è che dire. Mi ha insegnato a non soffermarmi sulle apparenze e a pormi sempre la domanda più importante di tutte, ovvero "chi cazzo paga?". Se Andrea Pinketts scrive un libro dove mi insegna a "non essere io", lo eleggo scrittore dell'anno.
E poi il "senso della frase".
Che dono.
Che superpotere.

Insomma, Pinketts si prende Mr. Fantastic e Martin Mystere e se li mette in tasca, loro e i loro pipponi del cazzo che alla fine non si capisce una sega. E' inutile avere il potere di allungarsi, caro Reed Richards, se non hai il senso della frase ed è inutile avere il potere di essere l'unico fumetto italiano a non farmi arrivare alla fine dell'albo se hai per spalla una scimmia di un'altra era se non hai il senso della frase, caro il mio Martino.



Al Terzo posto:


Preacher.

Insieme al suo creatore Garth Ennis, mi ha insegnato a pilotare le parolacce, senza le quali i discorsi non sarebbero altrettanto significativi. Diavola di una pizza con i funghi all'uscita! Io da grande voglio diventare come il Predicatore e conoscere più parolacce di Cassedy.



Al Secondo Posto:



Daniele Luttazzi.

I suoi spettacoli all'inizio mi facevano cagare. Cioè, ha una faccia come il culo, il sorriso di chi t'ha inculato e tu lo capirai solo quando sarà troppo tardi ed è così volgare che la nonna lo detesta.
Poi l'ho capito.
Non potrei fare a meno di Luttazzi: i suoi spettacoli sono dinamite, lui è un figlio di puttana assurdo e poi, cazzo, ha una faccia come il culo, il sorriso di chi t'ha inculato e tu lo capirai solo quando sarà troppo tardi ed è così volgare che la nonna lo detesta!
Di tanto in tanto mi devo sparare un 20 minuti dei suoi spettacoli, ma sto cercando di uscirne. Certe volte mi capita anche di beccarlo in tivù prima della successiva censura e sospensione, ma solo se sono fortunato.
Insomma, è sagace, pungente, figlio di sua madre che a vedere la faccia del figlio è chiaro sia stata stuprata da Schifani e dai suoi amici fattiapposta.



Al Primo posto:


Dj Gruff e il suo "O tutto o Niente"
Gruff ha stile.
Ogni volta che non capisco se qualcosa o qualcuno ha stile, lo paragono a Gruff. Quanto più si avvicina a Gruff tanto più a stile, tanto più si allontana da Gruff, tanto meno ha stile.
Non ci si scappa.
Gruff ispira questo blog ogni giorno perchè lui vi "porta serietà, mica le cagate", come il sottotitolo di "Storie di Nessuno".
Senza l'ispirazione che quest'uomo mi ha portato negli ultimi dieci anni, probabilmente io non sarei io.

lunedì 28 gennaio 2008

Parola Di Libraio


Su Mega di questo mese, il n° 127, la rubrica "Parola di Libraio" ospita un mio intervento. Lo incollo qui di seguito così magari lo potrà leggere anche chi non ha Mega sottomano:

Non capisco il perché per il fumetto non viene fatta pubblicità.
I cataloghi del singolo editore scarseggiano quando non sono completamente assenti, locandine manifesti e volantini, arrivano con il contagocce, adesivi promozionali sono più rari di un quadrifoglio in Alaska, ed espositori mirati all’esposizione e alla vendita di un prodotto specifico sono utopistici.
Le uniche due riviste che fungono da mezzo pubblicitario e di promozione, Mega e Anteprima, sono a pagamento e si trovano solo nelle fumetterie, quindi raggiungono un pubblico che già conosce il negozio da cui si rifornisce.
E’ da un pò che mi chiedo se le case editrici stanziano nella pubblicità del denaro, e in caso affermativo, quanto e in che modo viene speso, dato che qui di pubblicità non se ne vede.
Spesso l’informazione delle varie pubblicazioni si limita al web, trasformando un supporto nell’unico mezzo informativo, come se internet fosse una realtà in tutte le città italiane, da nord a sud, e come se tutti sappiano e debbano sfruttarlo appieno.
Spesso la promozione si limita a Lucca Comics.

L’impressione che da fumettaro ho, è che il fumetto viene edito ed abbandonato a se stesso, in un cassonetto differenziato chiamato “Fumetteria”. Qui, senza alcun mezzo, se non la bontà della famiglia (la fumetteria) che lo adotta, il fumetto dovrà cavarsela, in una giungla di pubblicazioni, dove solo il titolo più in sintonia con il rivenditore troverà qualcuno disposto ad acquistarlo.
Ma perché a questo figlio di seconda classe non viene dato un supporto per aiutarlo nella sua crescita?
Un pò di pubblicità, un catalogo, un manifesto, un adesivo, un espositore, non sono “innovazioni”. In tutti i settori del mercato vengono utilizzati. Se nel mondo del fumetto praticamente non esistono, c’è qualcosa che non va.
A questa paralisi promozionale si aggiunge adesso una migrazione dell'editoria a fumetti, presso la libreria di varia, che con i suoi meccanismi di distribuzione e la sua capillarietà, può offrire a discapito del bagaglio culturale del rivenditore che quasi sempre mancherà, una dignità maggiore, dignità che in fumetteria non si riesce a raggiungere.


HulkSpakk

giovedì 24 gennaio 2008

Il Samurai del Pane






Lavoro tutto il giorno, arrivo a casa a tarda sera e la fame c'è e si fa sentire.
Ha ancora la faccia di quel cliente la fame, quel cliente che non riesce a raccimolare i due euro e venti per il Ken Origini del Mito. Quello con la faccia della fame, insomma.
Sommando tutta la roba che c'è nel frigo, realizzo che ne può uscire fuori una bella faccenda se ci fosse anche solo un panino. Mi avvicino al mobile su cui c'è il portapane e lo tiro fuori.
Non è molto duro ma è comunque un bel vedere. Mi da sempre le dovute soddisfazioni.
Poi prendo un panino, non è proprio morbido ma poteva andare peggio.

L'armamentario prelevato dal frigo conta due uova, del burro, provola, salame piccante, formaggini, pomodori, giardiniera.

L'antica arte del samurai del pane si basa su un principio fondamentale: non so cucinare ma mi piace mangiare bene.
Il che non è un problema fin quando c'è una stozza di mamma/fidanzata/festacomandata di mezzo. Diventa un problema però quando sei solo.

Padrone del mezzo, calpesto la terra che mi separa dal frigo al fornello con fare sicuro, prendo il tegame e faccio due uove al tegamino. Le strapazzo come fossero due tette e dentro ci metto un formaggino, sempre come fossero due tette. Sono preciso io. Un tocchetto di sale e poi scendo verso il tavolo, dove è già pronto il piatto con sopra il pane tagliato in due.
La base di pomodoro è solo il principio.
Il panino mi guarda fiducioso, sa che posso farlo diventare un dio ed io non lo deludo. Odio far cuocere troppo l'uovo, che poi mi diventa cacchetta secca in un mare di merda e non mi lega con il resto. Faccio un segno al pane e torno all'uovo, controllo e torno all'uopo.

Il secondo passaggio è di provola, piccante perchè stasera voglio che il panino sia anche la mia donna, ma non eccessiva perchè il provolone voglio farlo io. L'origano non manca e il salame lo copre con dolcezza. Piccante.
L'uovo è li che aspetta con pazienza che arrivi il suo momento di gloria ed ora che ha il formaggino sciolto a colorarlo di nuove tonalità, il tempo che passa tra la creazione e la consumazione del peccato è sempre più lungo e insopportabile.

La gola inizia a reclamare cotanta bellezza, ma anche io mi rendo conto di quanto è bello sto panino, specie ora che il salame piccante è stato coperto da questi cinquanta grammi di giardiniera.
Sto valutando seriamente l'idea di invitare questo panino ad uscire con me una sera di queste.
Magari gli piace anche la birra.

Le due uova strapazzate cadono calde sulla giardiniera fatta dalla mamma, che avrà anche fatto il liceo classico, ma la giardiniera che fa è da paura...
Ormai il panino è pronto. Lo copro con l'altra fetta e lo guardo, lo ammiro, lo scruto, lo tocco, lo scroto, lo mordo.

domenica 13 gennaio 2008

Il Massacratore (di S3keno) Vs Giovanni (di Uomini e Donne)



Ok. Ne abbiamo parlato QUI e già allora avevo le bolas in piena attività cinetica.
Guarda un pò, nelle storie del Massacratore tornano le classifiche del pubblico.
Ognuno di noi può votare un personaggio relae o di finzione in una classica fattapposta, in una data stabilita il primo personaggio di tale classifica verrà fatto fuori (solo a fumetti per il momento) dal Massacratore, personaggio creato da Stefano Piccoli aka S3Keno, negli anni '90.

Forse è stato un caso, forse era scritto nel destino, forse è solo tutto frutto di matrix.
Fattosta che da un lato abbiamo Giovanni, noto supercattivo in borghese della storia dei comix di lecce, bel faccione tutto sberle dalla parte della legge.
Dall'altro lato abbiamo il Massacratore, noto tiratore di cazzotti e di grilletti che quando non sono suoi (i cazzotti) e della bella Virgo (i grilletti), massacra tipi da spiaggia che, diciamocelo, stanno sul cazzo un pò a tutti.

Bene.
Insieme possiamo fare in modo che questi lati in cui si trovano i nostri eroi siano quelli di un ring e che il Giovanni di Uomini e Donne, amico di Maria, e le sue amiche pensanti finisca schiacciato sotto le pesanti mani del Massacratore.
Eddai, non è cosa...
E' stato fatto tronista...

Io che prima di Uomini e Donne ero convinto che il "trono" fosse il wc e che solo al nonno spettava il diritto di cagarci per primo. Adesso invece ogni giorno arriva un qualcuno in tivvù, va a Uomini e Donne, va sul trono, e mi caga sul teleschermo.
Poi sto Giovanni... è una mancanza di rispetto, che lui al mio nonno lo conosce eccome e ciononostante va cagando sul trono prima di lui e di tutta la famiglia.
Su un teleschermo, in pubblica piazza.
E' mancanza di rispetto e va punito.
Il Massacratore lo punirà.

Ora, quello che voi dovete fare, è in ordine:
abbracciare la mia causa
  1. andare sul blog de La Classifica del Massacratore cliccando QUI
  2. postare in risposta all'ultimo aggiornamento di quel blog "Giovanni di Uomini e Donne"
  3. dirmi che lo avete fatto, postando sul mio blog

Quando sarà primo in classifica l'onore del mi nonno e del suo trono sarà a un passo dall'essere ristabilito.

sabato 5 gennaio 2008

Soddisfazione è...





Ci sono momenti nella vita di un uomo in cui si scopre che non si è più dei nerd sfigati da pc che diventano obsoleti nel tragitto dal negozio a casa. In quei giorni di intensa realizzazione del mondo e della vita, ci si rende conto che è passato un bel pò di tempo dall'ultima nerdata, molto tempo dall'ultima ragazzata e troppo, troppo tempo dall'ultima trombata. Anche se è stata poche ore prima.
Col tempo ho capito che quando i miei pensieri sfociano da un discorso ad esso totalmente estraneo, al sesso, magari in un modo totalmente sconnesso dall'eros e da ciò che è passionale, e accanto a me non c'è alcuna mia donna con cui sfogarmi, è il caso di mettersi al lavoro.
E' per questo che ho una visione stakanovista del lavoro.


E allora inizio con la piacevole routine. Ebay, sito del distributore per controllare gli ordini, eliminazione di qualche casella stantia, pisciatina, caffè, controllo posta elettronica.

Quando si è nerd, o ragazzini, o emo, o sfigatti, si ha una visione della soddisfazione molto free, naif, terra terra, tenera e a tratti invidiabile. Capita che certe volte si mandano a persone con una vita delle email tipo quella che io ho ricevuto poco fa e ora incollo qui di seguito omettendo volontariamente il mittente:

"Io giovedì mattina sono partito da veglie sono arrivato fino a Lecce per venire da te, ma eri chiuso anche se mi avevi detto che eri aperto. così sono dovuto andare a l'angolo del fumetto e lì ho speso la bellezza di sessantasei euro."



E' evidente che questo giovinotto ha tratto sufficiente soddisfazione nel mandarmi questa mail. Che poi, che stile!
Come un guerriero fiero, un gladiatore nell'arena delle fumetterie di lecce, ha colpito la sua preda, l'ha stordita, l'ha finita senza pietà e con un tocco di sadismo gli ha tagliato la testa e l'ha mostrata alla platea, sbeffeggiando il corpo inerme.


Dato che quella premessa sui nerd io l'ho solo immaginata e non vissuta sulla mia pelle, mi sono preso la briga di rispondere a questa "mailstyle".
Gli ho mandato una delle seguenti email.
Se volete provate ad indovinare quale.

  1. Ero in ospedale per un incidente stradale. Comunque ti auguro una buona lettura.
  2. Giovedì è morta mia madre. Ti auguro un giovedì come il mio, così anche io potrò spendere sessantasei euro all'angolo del fumetto e poi ridere di te e della tua sorte.
  3. Stavo seppellendo il mio cane. Giovedì prossimo sarà il tuo turno.
  4. Io giovedì mattina stavo scopando e ho ancora tutti e sessantasei gli euro.
  5. Lo sai che di questo, quando sarai al cospetto di Dio, San Pietro ne terrà conto, vero?
  6. Io sono l'angolo del fumetto.
  7. Hai notato la somiglianza tra la cifra che hai speso e il numero del Diavolo?
  8. Da me quella roba l'avresti pagata il 25 per cento in meno.
  9. Lo sai che girano voci sul fatto che chi va all'angolo del fumetto perderà presto tutti i capelli? Sono certo che il tuo barbiere è più incazzato di me.
  10. Lo sai che sei un figlio adottivo, vero?

martedì 1 gennaio 2008

Buoni propositi per l'anno nuovo


Il 2'007 è passato.
E' ora di resoconti? Meglio di no dai, mi sono bastati quelli del lavoro per farmi desistere. Meglio parlare dei nuovi obiettivi per il 2008 dopo aver realizzato di aver fallito -ebbene si- tutti quelli dell'anno appena andato.
Allora vediamo cosa voglio per il 2008 e tra 366 giorni vedremo cosa sono riuscito a combinare.



1) Voglio diventare ricco.
Quest'anno non mi è stato possibile, nonostante abbia comprato ben sette gratta e vinci da 5 euro.
Non fallirò quest'anno, ne sono sicuro.



2) Voglio trovare il coraggio per tagliarmi i capelli.
Non tantissimo, basta eliminarne o due etti o venti centimetri. A scelta.
Ah, la foto è di due anni fa.



3) Voglio ospitare in negrozio Diego Cajelli.
E' un anno che lo inseguo e ormai l'ho presa a sfida personale.
E poi è uguale uguale al mio amico Fabrizio della Lupiae Comix e voglio fargli una foto insieme per falsificare all'uno i documenti con la foto dell'altro.

Ci sarebbero altre cose che vorrei fare nel 2008, altri traguardi da raggiungere, tipo pisciare oltre il metro e novanta o cagare uno stronzo verde e spacciarlo su internet per lo stronzo di un alieno stronzo, ma non è che posso fare tutto quest'anno...