
Dove cazzo sta Jane?
A nessuno ha sfiorato l'idea che quelli erano altri tempi, altre tirature, altri lettori, altri sistemi.
Che poi mi chiedo: se le cose fossero realmente così dirette, non sarebbe più intelligente per i fumettari *non vendere* quei numeri uno e diventare ricchi tra 2 mesi?
- Sono andato a Napoli nonna, i miei amici Fabiolino e Letizia si sono laureati.
- Sei andato al concerto di Ligabue?
- No, sono stato a Napoli per una laurea.
- Ahh va bene, va bene, non sapevo fosse venuto a Gallipoli, Ligabue.
- Nonna, sono stato a Napoli. Fabiolino e Letizia...
- Non sapevo ti piacesse quel genere di musica. Mi fa piacere, mi fa piacere…
- Ma infatti non mi piace, e non c’è stato nessun concerto.
- Almeno ti sei divertito da Ligabue?
- Si nonna. Si. Grazie.
- Questo è l’importante.
Ora, spiegargli per telefono che tutti i telegiornali e i giornali locali avessero solo scritto una gran bella fagottata di cazzate travestite da cazzi miei, sapevo non sarebbe stato facile.
Cazzo mai sarebbe stato difficile.
Per i giornali io ero Cazzius Clay che lottava contro Alì, senza dolci data l’assenza di babà e con un solo ladrone. Cazzi amari insomma.
Per i giornali il ladro mi ha provocato dapprima escoriazioni, poi lesioni e solo il giorno dopo, "finalmente", contusioni a mani e braccia.
Insomma, per i giornali le ho prese.
A dirla tutta, per i giornali, meno male che è arrivata la polizia (chiamata da chi poi?) a difendermi e a bloccare il malvivente, altrimenti sarei morto chissà quante volte.
Applausi per i poliziotti di quartiere che mi avrebbero salvato la vita.
A mano mano che apprendevo le notizie da queste fonti di alta cultura della cronoca, mi allontanavo da ciò che mi era accaduto realmente.
Più leggevo i giornali, più mi sembrava di leggere la notizia sbagliata, perché le cose erano due: o avevano raccontato un sacco di cagate su ciò che era successo lunedì scorso nella fumetteria Mondi Sommersi, o era tutto vero e l’unico errore era che *non era accaduto* in quella fumetteria.
Giornalisti che hanno indubbiamente preso lezioni di verità nascoste da Silvio Berlusconi, trasformano video giochi in "dvd", una caduta in "colluttazione", un graffio in "contusione", l’arrivo della polizia in cinque minuti in "era già sul posto", e me che fermo il ladro in "la polizia ferma il ladro che tentava la fuga".
Da "La polizia sta a guardare" a "La polizia s’incazza", un bel passo avanti non c’è che dire.
Dare a cesare quel che è di cesare è un detto che a quanto pare ignorano e quindi a loro la gloria e a me la figura da pirla.
Ma se la polizia s’incazza a me girano i coglioni.
Ci ho fatto anche la parte di chi ha preso legnate...
Ma cosa è accaduto veramente?
Tutto ebbe inizio circa un mese fa, quando dall’espositore dei videogiochi me ne sparirono 3 per psp...
La distribuzione del fumetto, in Italia, è pessima.
Lasciatemelo dire.
A sentire quanto dicevano le persone in giro, amici, parenti, negozianti e fattoni tutti tuttofare, la distribuzione di ogni cosa, nel commercio, funziona pressappoco così:
tu ordini ---> la merce arriva ---> vendi la merce ---> paghi il venduto al distributore ---> mandi indietro l’invenduto.
Poi c’è il mondo del fumetto.
Nel mondo del fumetto ci sono persone che volano, uomini X che schivano pallettoni uZi, cavalieri oscuri di sessant’anni che spaccano il culo a superman, e piloti di robot di quindici che spaccano il culo a superrobot, pistoleri texabondi sulla cresta dell’onda da più di cinquant’anni dalla prima apparizione e fatine fatate fattone di fatima.
Qualunque cosa questo significhi.
Nel mondo del fumetto ci sono fumetti che parlano di fumetti, gatti che parlano a gatte innamorate e ragazzine in calore che si trasformano in cani di colore.
Nel mondo del fumetto c’è una distribuzione dove il fumettaro divertito compra "in modo intelligente" *tutto* con un margine medio del 32/34 per 100, in conto assoluto, con pagamento anticipato.
Nel mondo del fumetto l’equazione succitata non funziona.
Se hai bisogno di arretrati per completare una serie di tot numeri per venderla al cliente devi considerare diverse cose:
- casa editrice del fumetto
- distributore che detiene i diritti del fumetto
- disponibilità fisica del fumetto
- disponibilità reale del fumetto.
In alcuni casi devi consultare gli astri e valutare cosa ne pensa e i tuoi personali rapporti con Visnù.
Nel mondo reale, quello del lavoro, quello dove le persone svolgono i propri lavori per professione e non perché si sono persi, nel mondo reale, facciamo l’esempio delle librerie di varia tanto per rimanere in tema, se c’è un titolo che tira, che va forte, che si vende da solo, lo si trova in qualunque libreria, accompagnato da gadgets, merchandising, volantini pubblicitari e quant’altro. E non parlo di edizioni economiche o extralusso o in salsa tartara, ma di un’edizione qualunque.
Nel mondo del fumetto, se un fumetto tira, probabilmente non lo avrai mai.
Se, per esempio, vuoi una collezione di Berserk, "perché tira" avrai a disposizione le seguenti collane:
- Berserk
- Berserk Collection
- Berserk Collection Prima Ristampa
- Berserk Collection Seconda Ristampa
- Berserk Collection Terza Ristampa
- Berserk Collection Quarta Ristampa
- Berserk Collection Quinta Ristampa
- Berserk Collection Sesta Ristampa
- Berserk Collection Serie Nera
- Berserk Maximum
Apparentemente non hai che l’imbarazzo della scelta, all’atto pratico saranno tutte incomplete con albi esauriti nel mezzo. Questo porterà prima ad un mancato guadagno, perché un lettore di manga non inizierà mai una serie in continuity dal numero 4 (per dire) sapendo oltretutto che mancano anche i numeri da 17 a 26 (per dire), come chi segue serie televisive come Lost non accetterebbero mai di saltarsi delle puntate nel mezzo mettendo così a rischio la comprensione stessa della serie. Il secondo danno che questo sistema procura è consequenziale. Se nessuno compra quegli albi questi ti rimarranno sul groppone del magazzino.
E se ti distribuisci da "Alastor" ti arriverebbero comunque in ritardo perché Panini che pubblica il Berserk in questione, è esclusiva del distributore concorrente ad Alastor, ovvero "PanDistribuzione".
Di contro se vuoi un Batman (per dire) e il tuo distributore è PanDistribuzione avrai difficoltà a riceverlo perché la casa editrice che lo pubblica è esclusiva Alastor.
E questo con tutte le case editrici italiane di fumetti divise più o meno a metà.
Rivolgendoti a questo o a quel distributore non fai altro che scegliere con quali case editrici avere dei grossi, grossissimi problemi.
C’è chi è convinto che "monopolio" sia uguale a tirannia (e io faccio parte di questi) e c’è chi è convinto che un "duopolio" (PanDistribuzione + Alastor) sia invece sinonimo di concorrenza e quindi lealtà nei prezzi e nei servizi.
Nel mondo reale se un distributore non aggrada nei servizi il negoziante, questi lo cambia con un altro distributore, che nel frattempo gli avrà fatto la posta sottocasa nella speranza di averlo come cliente. Nel mondo reale il commercio funziona esattamente come danno a vedere gli operatori telefonici. C’è sempre qualcuno che si fa vivo per averti come cliente. In cambio offre sempre un servizio particolare, teoricamente tagliato sulla tua persona e sul tuo modo di vivere, con sconti migliori di quell’altro operatore, con tariffe più vantaggiose e con metodi di pagamento sempre più posticipati nel tempo.
Nel mondo del fumetto se un distributore non aggrada nei servizi il negoziante, questi può scegliere di andare dal secondo distributore e avere gli stessi disservizi con quest’altro. Per dire, io sono cliente di PanDistribuzione e ho scelto questo distributore anziché Alastor perché la mia referente ha una bella voce.
Ditemi voi se questa potrebbe essere una motivazione valida nel mondo del lavoro, quello vero.
Nel mondo del fumetto è la migliore che mi viene in mente.
Se mi cambiassero referente cambierei distributore probabilmente.
In sei anni (quasi) di negozio, il massimo che ho ricevuto dal distributore (quasi unico della mia attività commerciale, diciamo unico al 90%) sono stati:
- 5 biglietti di auguri per natale e anno nuovo. Sullo stesso biglietto ovviamente. Peccato che sono nato a ottobre altrimenti ci sarebbero potuti scappare anche gli auguri di buon compleanno.
- 1 espositore in metallo, da bancone, con l’uscita del n° 1 di "Ken Origini del Mito", nel marzo 2004
- 6 adesivi tondi di Civil War, pochi mesi fa
- 1 locandina di Hulk, nel 2003.
E tutto questo comprando da loro quasi tutto quello che vendo in negozio, in conto assoluto (che significa "compra tutto che tanto se non vendi sono cazzi tuoi"), pagamento anticipato o alla consegna, con un margine di sconto che non ha *mai* raggiunto il 40%.
Nel mondo del lavoro se un distributore leggesse questo blog mi telefonerebbe immediatamente con qualche offerta di servizi migliori, sconti maggiori, omaggi a natale, albi in regalo.
Nel mondo del fumetto nessun distributore o casa editrice mi ha mai chiamato per avermi come cliente. Distributori e case editrici non chiamano le fumetterie.
Non lo so perché. O non sono interessati e gli vanno bene i clienti che hanno o in cuor loro sanno perfettamente che per una fumetteria non ha senso cambiare distributore perché fanno tutti abbastanza cagare.
Nel mondo del fumetto non esiste la concorrenza tra distributori, esiste invece un ottimo cartello sulla scontistica che non sale mai, sul conto assoluto e l’assoluta assenza di reso, sui cataloghi pubblicitari a pagamento per i negozianti che per vendere i fumetti dei distributori devono *regalare* ai clienti, sulla scelta dei disservizi da offrire.
La metodologia della distribuzione del fumetto in Italia, impedisce lo sviluppo numerico delle fumetterie e castra quello di quelle già esistenti.
Impedisce lo sviluppo perché alle condizioni attuali l’idea di aprire una fumetteria non è appagante. Non c’è pubblicità di settore di alcun tipo, non è un mezzo di comunicazione ben visto dalla massa, e soprattutto non ha un sistema di distribuzione adeguato.
Castra le fumetterie già esistenti perché senza mezzi pubblicitari e di informazione di alcun tipo, tolti i siti internet che sono rivolti a chi appassionato lo è già e che quindi non aggiungono niente al bacino di utenza che il settore già possiede, è impensabile uno sviluppo in linea con l’offerta data dalle case editrici.
Ma di questo parleremo in altro post dal titolo "Le Case Editrici Secondo Me".