lunedì 31 ottobre 2011

Panini Comics chiude l'Uomo Ragno?



Un tempo era L'Uomo Ragno ed era pubblicato da Star Comics. All'arrivo della Marvel Italia e poi in seguito, con Panini Comics, ha continuato il suo cammino editoriale, passando attraverso cicli narrativi qualitativamente oscillanti, toccando anche vette artistiche di un certo livello.
Con l'uscita del film di Spiderman, che nelle sale italiane ha sbancato i botteghini, le vendite della testata non decollano nonostante l'editore italiano non abbia fatto nulla di nulla perchè ciò accadesse. Niente promozione, niente marketing, niente semplicissima associazione film/fumetto, esattamente come qualunque altro editore non fa in occasioni simili. A tutt'oggi non si spiega il fenomeno delle vendite che non sono aumentate. Davvero non riesco a capire, guarda.
Ad ogni modo le piccole volpi di casa Panini decidono con una tempistica impressionante di cambiare il titolo della serie da L'Uomo Ragno a Spider-Man. Pizza valiò!
Era dai tempi in cui la Nutella si chiamava SuperCrema Giandujot che il cambio di nome non segnava la svolta nelle vendite, ma Lupoi non è Ferrero e quindi è ancora quel tempo.
A parte la qualità della scelta, il carpe diem è più o meno riassumibile così:



Hanno mancato completamente i tempi. Avevano un colpo in canna, in una pistola a salve e l'hanno data in mano a un uomo miope.
"L'Uomo Ragno" diventa "Spider-Man" non a cavallo del primo film, figata assoluta, nel 2004, quando ancora tutti erano innamorrapati da Mary Jane Watson


ma quando il film è bello che passato, così passato che hanno girato e trasmesso nel frattempo anche il seguito, Spiderman 2, anche questo tra i migliori due film della Marvel (il primo è SpiderMan 1).
Il tempo non era ancora maturo per cambiare il titolo, ancora c'era qualcuno che non sapeva che il film era tratto dal fumetto e nell'aria si respirava ancora arrapamento



Per cambiare nome alla testata, i grandi guru della Paninhouse Of MMLupoi, hanno aspettato quel coso terribile chiamato SpiderMan 3.

Spider-Man 3.
E il cattivo è Venom anzi no è L'Uomo Sabbia anzi no è Goblin, anzi no è Peter Parker stesso.
Secondo me il cattivo è il regista e spero che lo prendano un giorno.
Roba che Stan Lee prima avrebbe dovuto morire per aver dato il benestare al cagotto dell'anno e poi si sarebbe dovuto girare nella tomba. In seguito ai calci dei fans.

A quei tempi il quindicinale del ragnetto pubblicava storie veramente interessanti, quel Back in Black che prometteva un finale spiazzante. E per spiazzare certamente ha spiazzato il pubblico, e anche il passato del protagonista, cancellandolo, diventando quell'immensa accozzaglia di nulla eterno di One More Day. Che quando in una storia ci metti insieme Mefisto e una splash page ogni 3x2 è perchè davvero stai raschiando il fondo. Roba che nemmeno John Byrne è stato capace di fare.
Una. Vera. Merda.
Dato che questa saga è una totale vaccata, esattamente come il film Spider-Man 3, alla Panini Comics decidono che è giunto il momento e cambiano il nome della testata da L'Uomo Ragno a Spider-Man, come a dire "ehi se il film vi ha fatto cagare, usate pure questa carta per pulirvi il culo!".
Rotoloni Regina.
Il nome scelto insomma rievocava a ben ragione d'essere il contenuto dell'albo, creando un'associazione d'idee mai più onesta e infruttuosa.

Ma per farlo aspettano ancora qualche tempo, un annetto dall'uscita del film, giusto per perdere completamente di vista anche quei pazzi senza gusto a cui Spiderman 3 è piaciuto. Gente che si arrapa per questo probabilmente:


E' ovvio che le vendite del quindicinale non salgono nemmeno per niente, a salire in compenso sono le bestemmie a grappoli dei ragnofan che ragnofanculizzano la Panini e suggeriscono notevoli metodi d'uso dell'uomo sabbione.
All'epoca della trasformazione da L'Uomo Ragno a Spider-Man correva il numero 486, oggi a due passi dal numero 600 apprendiamo che Spider-Man, all'anagrafe Uomo Ragno, nato a Perugia nel Maggio del 1987, chiuderà nell'imminente inverno. Alla sua morte gli succederà una nuova serie mensile che ripartirà dal numero 1. Pare che questo restart durerà almeno fino al numero 2 della stessa collana, ma non è detto.

sabato 29 ottobre 2011

Shamo riprende la pubblicazione.



Mi è già capitato di parlare di Shamo.
E' un manga incentrato sul karate, antichissima arte marziale di Okinawa. E' strano, a pensarci, quanti pochi manga ci siano sulle arti marziali, con un incipit serio. Ancor meno sul karate.
Shamo è un bellissimo manga, un seinen che consiglio vivamente a tutti e che in Italia è stato pubblicato fino al 19simo tankbook da Panini Comics sotto l'etichetta Planet Manga.
Il 19, l'ultimo numero pubblicato in Italia interrompe la pubblicazione ma non la storia che resta monca fino ad oggi e ancora per qualche mese.
Panini  Comics ha appena annunciato in una conferenza tenutasi a Lucca Comics 2011 che Shamo riprenderà la pubblicazione, ancora non ha specificato esattamente quando, ma pare nel corso del 2012.


Il fumetto è potente, prende e ti stravolge. Il protagonista è pessimo, nell'animo e nei rapporti umani. Si finisce spesso per tifare per tutti coloro che lo affrontano, senza troppo successo molte volte. E' sicuramente questo, uno dei più bei manga che abbia letto, e relegandolo solo al circuito delle arte marziali è secondo solo a Shigurui e se la gioca con Vagabond.



Per conoscenza e chiarezza ricordo che Shamo è stato interrotto in patria a causa di problemi legali tra gli autori, scrittore e disegnatore, Izo Hashimoto e Akio Tanaka, su una questione di detenzione dei diritti sull'opera che li ha tenuti lontani dalla stessa fino a pochissimo tempo fa. Altri sostengono sia stato per un problema tra gli editori, Kodansha, che ne rilevò i diritti a partire dal numero 20 e Futabasha, che lo pubblicò fino al numero 19.

venerdì 28 ottobre 2011

I Marvel Taccuini


Stanno uscendo in allegato con gli albi Marvel i taccuini.
Marvel Taccuini.
Taccuini.
Provate a dirlo, ha un suono fantastico. Taccuini.
Non li ho ancora visti ma risvegliano il mio gusto nerd alla grandissima. Vavavuma.

Li trovate allegati su:

Thor & i Nuovi Vendicatori 152
Spiderman 570
X-Men DeLuxe 200
Iron Man & I Vendicatori 45
Capitan America & I Vendicatori Segreti 19
Fondazione Futuro 3

Ovviamente non sono in regalo, nemmeno per il cazzo, nossignore. Dovete pagare un euro in più rispetto all'albo senza taccuino (si, lo potete prendere anche senza). Alla fine un euro non è assai considerando quanto pagate ogni anno in seguito ai vostri voti delle ultime elezioni.
Se non volete farmi impazzire, sarebbe cosa gradita che voi nerd me li ordinaste prima.
Taccuini.

martedì 25 ottobre 2011

5 numeri Zero per la RW [Batman, Wonder Woman, Superman, Flash e Lanterna Verde]



Nel nuovo Mega vengono segnalate le prime produzioni della RW. Effettivamente come già detto da Lorenzo Corti, curatore della linea supereroistica della Goen/RW, le prime proposte continuano idealmente il piano editoriale della Planeta DeAgostini.Nello stesso post, tra le altre cose, auspicavo a qualche mossa promozionale da parte di RW per spingere il proprio marchio all'interno delle librerie specializzate, quindi mi sono approcciato positivamente alle loro proposte editoriali su Mega.

Tra le varie pubblicazioni RW presenta 5 numeri zero delle testate dedicate ai più grandi eroi Dc: Batman, Superman, Wonder Woman, Lanterna Verde e Flash. Al costo di 2.95 euro cadauno, quindi ad un prezzo abbastanza standard e ben poco promozionale, offriranno storie inedite e/o ristampe poco conosciute di autori comunque molto importanti (Gene Colan, Jim Steranko, Frank Miller, John Byrne, Alex Toth, per citarne alcuni). La vera notizia è questi numeri zero saranno disponibili solo per il primo ordine effettuato dai librai e non saranno quindi ordinabili come arretrati, da cui si deduce una presumibile tiratura contenuta.

Ragionando sulle potenzialità degli albi, mi chiedo se i lettori generici potranno essere invogliati ad acquistare questi numeri zero.
Sicuramente li acquisteranno coloro che già sono collezionisti, così come potranno esserne attirati i lettori più smaliziati già a conoscenza della suddetta limitata disponibilità al primo ordine, divisi tra la speranza speculativa di una futura rivalutazione degli stessi, e il timore di non trovarlo più di lì a breve.
Ma chi non è abituato a leggere supereroi DC non sarà certo a conoscenza della peculiarità editoriale di questi albi, e si troverà davanti a dei semplici numeri zero a 2.95 euro, e questo è un prezzo troppo vicino al prezzo  standard per suggerire alla nuova utenza l'acquisto. Oltre al fatto che "numero zero" ha perso il suo hype da almeno dieci anni.
Sempre che su questi non ci sia un bollino (cosa che farebbe storcere il naso ai lettori abituali), o un cellophan che ne valorizzi la tiratura. O anche una locandina pubblicitaria con lo stesso imprinting, cose comunque improbabili dato che le avrebbero segnalate nella fase di preordine del materiale.

Perchè quindi partire proponendo la chicca a quei lettori che comunque comprerebbero DC, invece che avvinarne di nuovi? 
Temo che il fulcro della strategia  sia il classico, diviso tra speraranza che tutti i librai assillino tutti gli avventori del negozio spiegando quello che poteva risolversi con una locandina, e la sopravvalutazione di Mega e del web, che certamente aiutano a diffondere la notizia ma che per loro natura restano circoscritti a chi già è interessato al prodotto proposto.
Restano comunque alte le speranze che con il riallineamento delle testate italiane al reboot della DC Comics, qualcosa di potente e seriamente promozionale venga realizzato dall'ufficio marketing della RW, anche se oltre alle intenzioni nulla è ancora trapelato.

lunedì 24 ottobre 2011

Il nuovo Mega vs vecchio Anteprima



Mega ha cambiato veste editoriale.
Riprende l'inseguimento dei formati tra Mega e Anteprima. Per Mega si tratta della quinta volta, Anteprima, a memoria, lo ha cambiato due volte. Questo mese entrambe le riviste di informazione speculare a target misto libraio/lettore, dedicano uno spazio per salutare Sergio Bonelli, recentemente scomparso.

Non conosco l'esatto motivo per cui Mega abbia cambiato formato, ma in seguito alle varie trasformazioni, sicuramente migliori delle precedenti, posso immaginare che il formato ideale di Mega sia ogni volta, e casualmente, quello di Anteprima (Mega è più alto di Anteprima di 1.50 cm).
Ad ogni modo, dato che negli ultimi mesi qualcosa è cambiato, vorrei fare un'analisi delle due riviste.

Partiamo dal prezzo.
Anteprima costa al pubblico 1.00 e Mega 1.20 euro, al libraio costano rispettivamente 1.00 e 1.09 euro. Considerando che le spese di spedizione per riceverlo sono a carico del libraio, se ammortizzate al meglio, costano rispettivamente 1.03 e 1.12 euro. Ogni volta che un libraio vende un Anteprima, per intenderci, ci perde 0.03 euro più il lavoro impiegato, se lo contabilizza come merce venduta, la rivista va a fare fatturato e quindi inciderà annualmente anche sui conti generali e ha un peso più o meno influente sulle tasse. Un collega, sul forum dell'afui, anni fa spiegò come risolvere il problema dal punto di vista contabile. 

Mega è un pò più folto rispetto ad Anteprima, il suo sedicesimo in più gli permette di presentare un maggior numero di articoli e proposte varie al pubblico.
Anteprima
è più selettiva e da risalto quasi totale al proprio editore di punta, Panini Comics, dedicandogli un terzo della fogliazione complessiva (53 pagine su 160). I restanti due terzi sono divisi tra tutto il resto del panorama fumettistico mondiale, i gadgets e le rubriche. Sono numeri impressionanti.
Mega al nuovo editore, RW/Goen, dedica 41 pagine su 176 complessive, segno anche questo forte, ma che lascia più spazio agli altri editori, anche se è immaginabile che con la supposta crescita di RW nei prossimi mesi questo dato tenderà a salire.




Quello che appare evidente è che Anteprima è meno completo di Mega.
Le proposte presentate sulla rivista di PanDistribuzione sono limitate a pochi editori: Panini Comics, Sergio Bonelli Editore, Magic Press (da qualche mese), Lizard, Renoir, Pavesio, Aurea. Tutto il resto è in un calderone di poche pagine, spesso senza neppure le immagini delle varie copertine o dalle dimensioni imbarazzanti, nel quale si capisce davvero poco. La cosa preoccupante è che sembra realizzato proprio con questa intenzione ed è facile pensare che in seguito a questa il librario acquisterà meno prodotti da questa categoria di editori. D'altra parte di questo ho già parlato QUI
Mega al contrario, dà grande spazio a tantissimi editori rendendosi per questo più completa: Planeta DeAgostini, RW/Goen, Kappa Edizioni, Saldapress, Dynit, 001 Edizioni, Nona Arte, Hazard, Bao Publishing, Coniglio Editore, Black Velvet, Double Shot, Purple Press, Bottero Editore, Lavieri, Iacobelli. Anche in questo caso altri (piccoli) editori vengono messi nel solito calderone con le stesse pecche. 
Gli editori in comune tra le due riviste, quelli che per intenderci il lettore non si perde se compra solo una tra Anteprima e Mega, sono Star Comics e BD/Jpop, entrambe presentate da ambedue le riviste con un discreto risalto.


Laddove il grande handicap di Anteprima è non presentare degnamente Planeta DeAgostini e RW, quello di Mega è di comportarsi allo stesso modo con Panini Comics. Da sempre.

I contenuti migliori restano a favore di Mega.
Intanto hanno un sommario che ha un senso.
Sembra ridicolo, ma Anteprima sotto questo punto di vista è delirante. Prendiamo un editore a caso: Becco Giallo. Facciamo che vogliamo sapere a che pagina si trovi, su entrambe le riviste.
Su Mega la cosa è abbastanza lineare: a pagina 1 trovi l'editoriale, a pagina 2 le generalità della rivista e a pagina 3 il sommario. Fatta eccezione per la RW, messa per prima e ben distanziata dagli altri, trovi tutti gli editori in ordine alfabetico. Vai alla "B", che segue la "A" e anticipa la "C" e trovi "Becco Giallo". Pagina 128.
Su Anteprima la cosa si complica: a pagina 1 trovi il sommario che in maniera confusionaria e in un ordine che non segue nè quello alfabetico nè quello numerico delle pagine, guardandolo bene ma proprio bene, ti dice che i "fumetti italia" si trovano a pagina 13. E allora andiamo a pagina 13. A pagina 13 troviamo un elenco degli editori, non in ordine alfabetico ovviamente, che altrimenti era troppo semplice, ma in ordine di pagina. Una  realizzazione del tutto inutile, perchè l'utente non parte chiedendosi "chissà che c'è a pagina 110 di Anteprima" poi controlla, e toh, c'è Becco Giallo. Presumibilmente vorrà sapere il contrario, tipo a che pagina si trova Becco Giallo su Anteprima. Questa cosa mi ha sempre fatto sorridere perchè proprio non capisco il senso pratico pensato per l'utente.

Riguardo le varie rubriche proposte, si evince facilmente come quelle su Anteprima siano orientate verso un pubblico più massmarket, parlando spesso dei film relativi ai fumetti e dedicando da anni pagine ai cosplay e alle loro foto, cosa che personalmente trovo abbastanza discutibile dato che non conosco un solo cosplay che acquisti Anteprima per questa rubrica, nè tantomeno semplici lettori. Mai d'altra parte mi è giunto all'orecchio un solo commento favorevole a questo spazio. Manco a dirlo, anche Mega questo mese (e preumibilmente per i prossimi), dedica una pagina al fenomeno. Ad ogni modo Mega ha delle rubriche più dense di significato e in numero superiore a quelle offerte da Anteprima.

venerdì 21 ottobre 2011

giovedì 20 ottobre 2011

Le conferenze come rami secchi.



E' un dato che all'interno delle fiere le conferenze vadano sempre deserte.
Pochi, pochissimi i visitatori e ci si chiede il perchè.
Suppongo sia perchè le conferenze in sè stesso sono ormai inutili, superate. L'informazione è tanta, troppa e supera la domanda. I blog, i siti, i forum, hanno soppiantato completamente la necessità dell'incontro con gli autori e faccio fatica a capire il perchè bisognerebbe seguire la monotona conferenza di un personaggio pubblico del quale l'utente conosce più cose di quanto gli sia utile sapere.
Una volta arrivato in fiera l'utente è già appagato, soddisfatto. Conosce tutto e nei minimi dettagli, tutto quello che gli occorre sapere di quel fumetto, di quell'opera, di quell'autore, è già padrone dell'informazione che gli verrà proposta e, a meno che l'ospite della conferenza non rappresenti l'opportunità di un autografo o di uno scketch importante (che comunque gli viene fornito all'acquisto del libro, allo stand dell'editore), non gli resta alcun motivo per partecipare alla conferenza di presentazione di un volume.
Questo perchè per l'utente sono più preziosi la firma e lo schetch, dell'informazione: i primi infatti  si hanno solo in fiera, l'informazione l'ottieni in qualunque momento, e questo porta a scemarne l'importanza.

Non sarebbe il caso quindi di smetterla completamente con le conferenze e ottimizzare in fiera il personale e l'energia proposta, in altro?
Non bisogna restare ancorati agli schemi, al modus operandi che ci fossilizza. Le conferenze non vanno fatte "perchè devono esser fatte", per raccogliere i consensi di pochi:
Andrebbero invece tagliate laddove il pubblico mostra un disinteresse radicato.

mercoledì 19 ottobre 2011

[Se io fossi Berlusconi] Decreto Sviluppo


Decreto sviluppo, Berlusconi: «Soldi non ce ne sono. Ma ci inventeremo qualcosa»
Si, i soldi falsi.

Il Silenzio dell'Onda e i librai indipendenti


I librai sardi indipendenti si uniscono per dire "no" ad uno sconto deciso dalla casa editrice ad un libro di imminente pubblicazione di Gianrico Carofiglio. Si tratta del romanzo Il Silenzio dell'onda, edito da Rizzoli. L'accusa dei librai indipendenti è che l'editore, ha applicato al libro uno sconto del 25%. Il problema sostanziale è che il libro è appena uscito e non è quindi uno di quei casi in cui il si sconta in maniera significativa qualcosa già in catalogo, ma anzi, si abbatte il prezzo di copertina con uno sconto che riduce di un quarto l'incasso, senza però migliorare il margine di sconto ai librai.
Di seguito la lettera aperta dei librai sardi indipendenti a Gianrico Carofiglio. Le parti in grassetto le ho evidenziate io.

«Caro Gianrico, i librai indipendenti della Sardegna hanno deciso di non vendere il tuo libro con lo sconto del 25%. Niente di personale, resta immutata la nostra stima nei tuoi confronti, così come non cambierà il grande affetto dei lettori sardi verso di te e del tuo nuovo libro. Ma siamo stati messi di fronte a un vero e proprio ricatto da parte del tuo editore, che non ci ha avvisato dell’intenzione di “svendere” il tuo nuovo libro applicando uno sconto che normalmente si riserva alle collane di libri già in catalogo, e soprattutto non ha applicato alle nostre librerie quel sovrasconto che deve garantire anche alle piccole e medie librerie di poter partecipare a questa “promozione”. Siamo di fronte al classico inganno che il tuo editore ha pensato di trovare subito dopo l’applicazione della legge sul libro, legge per l’approvazione della quale tu ti sei speso tanto, a difesa di editori e librai non omologati, e più in generale per garantire la massima diffusione di tutti i libri, di tutti gli scrttori, non solo quelli di proprietà dei cinque grandi gruppi editoriali italiani. Noi non possiamo applicare quello sconto, che invece la grande distribuzione può tranquillamente sopportare grazie alle percentuali quasi doppie rispetto alle nostre con cui acquista i libri dai grandi editori.
Non è necessario spiegarti che per poter far uscire una novità scontata di un quarto del prezzo l’editore ha due strade: aumentare il prezzo di copertina e contestualmente non ritoccare gli sconti ai librai. E puntualmente questo è successo: non aderire alla “svendita” del tuo libro per noi significa dire No a chi pensa di fare cassa sulle spalle di lettori e librai, immaginandoli stupidi e incapaci di intendere e di volere. Ma è anche un No ai tentativi futuri, che ci saranno, di vanificare lo spirito di una legge che il Parlamento Italiano ha promulgato con trent’anni di ritardo e con le fatiche che tu conosci e che evidentemente dà fastidio a chi vuole continuare nella pericolosa e miope intenzione di distruggere la piccola editoria e di eliminare le librerie non omologate, e pensa al mondo del libro come ad un grande supermercato con i libri venduti in offerta come i fustini di detersivo. Ci sono altre strade per promuovere i libri, gli autori, la lettura: servono energie, idee, fantasia. Noi tentiamo ogni giorno di inventare qualcosa per far incontrare chi scrive con chi legge. Crediamo che i nostri migliori alleati siano proprio gli scrittori: per questo abbiamo deciso di non “svenderli”».


Abbiamo già parlato della Legge Levi, e in quell'occasione ho chiesto ad alcuni editori di fumetti cosa ne pensano. Non fa assolutamente piacere vedere che i librai di varia vivono situazioni difficili, ma mi sembra sempre più evidente e constatato che l'organizzazione degli stessi e di tutto il sistema annesso sia anni luce distante da quella dei librai, cosiddetti, specializzati.

lunedì 17 ottobre 2011

Il video di Belen



Ovviamente ho visto il video.
Ok, lei è bellissima, il video però un pò meno. Molto, molto meno.
Ma lei è sempre Belen Rodriguez e vince anche quando non gioca. Lui è niente di che, un bel ragazzo normodotato che gliela impana a tempo perso. E ne ha perso poco, veramente. Dai cazzo, impegnati!

Ventidue minuti scarsi, compresi piazzamento della telecamera, autocompiacimento, leccate varie e applausi. Cazzo.
Cazzo dai, ventidue minuti è... dai... è pochissimo!
Ad ogni modo, donne, prendete nota quando fate all'amore con il vostro boyfriend: se Belen si accontenta di così poco, chi siete voi per criticare?

domenica 16 ottobre 2011

23 ottobre '11 Mercatino Fumetti e Libri



Domenica 23 ottobre 2011
sarò alle Officine Cantelmo, a Lecce, per un mercatino di fumetti e libri della durata di un giorno.
Sarò presente come Mondi Sommersi con uno stand pieno zeppo di roba. Venite e trovarmi e spargete la voce :)

Ci saranno altri standisti e poi passeggiare la domenica è cosa buona e giusta. Inoltre le Officine Cantelmo sono facilissime da raggiungere, da qualunque parte di Lecce.

sabato 15 ottobre 2011

I 4 parametri fondamentali del libraio.



Avevo già parlato di quali sono le dinamiche di scelta di un libraio che tratta la merce con il sistema di vendita del conto assoluto.
Quello del conto assoluto nel settore librario è un modus operandi relativo solo alle librerie specializzate in fumetti. Anche quando è entrato nella distribuzione dei fumetti un gruppo che da sempre distribuisce le librerie con il sistema del reso (Messaggerie Libri), questo ha deciso di unirsi al carro del conto assoluto utilizzato da oltre 20 anni dalla totalità degli altri distributori per librerie specializzate, generando tra l'altro una serie di malcontenti trasformatisi conseguentemente anche in denunce da parte dei negozianti per una diversità di trattamento tra libreria e libreria.
Con il sistema del conto assoluto, i parametri fondamentali di cui un libraio tiene conto si possono riassumere in:
  • Margine di guadagno
  • Probabilità di vendita
  • Facilità di approvvigionamento
  • Fiducia nell'editore/produttore
Tutto relazionato allo spazio espositivo che la libreria ha in essere.
Quanto vado a scrivere parte dal presupposto che qualunque cosa vendibile (dove con vendibile intendo "che si vende da sola", senza quindi l'apporto profondamente conoscitivo del libraio), se in sintonia con l'immagine del proprio negozio, verrà proposta e quindi venduta. Sorvoliamo dunque su evetuali commenti in contrasto.

- Il margine di guadagno è di immediata comprensione: più è alta la scontistica a favore del libraio, più il prodotto verrà proposto a scapito di altri prodotti di pari target, laddove la probabilità di vendita è simile.Ciò significa che se abbiamo dei volumi che vendono X e non abbiamo lo spazio o la forza economica o l'entusiasmo per leggere / conoscere / proporre e quindi divulgare il nuovo prodotto, anche a parità di scontistica, conviene restare su ciò che già trattiamo, cioè continuare ad ottimizzare le conoscenze di cui siamo diventati padroni nel corso dell'esperienza sul campo e investire in diverso modo (più redditizio) le energie e il tempo risparmiato.
Se la scontistica del nuovo prodotto invece è invitante, quindi superiore di una manciata di punti percentuale, possiamo valutare se il dispendio di tempo ed energie utilizzato nel leggere / conoscere / proporre e quindi divulgare il nuovo prodotto, può avere o meno una risposta positiva in termini di vendita e quindi economici.
Ovviamente più è conosciuto il prodotto, tanto più sarà alta la probabilità di vendita, tanto più facile sarà orientarci nella scelta.
Dei semplicissimi calcoli matematici aiutano a comprendere l'ipotetico guadagno raggiungibile nel corso di un dato periodo (generalmente calcolato di anno in anno).

- La probabilità di vendita è quella percentuale di possibilità che ha ogni volume, albo, libro e/o prodotto generico, di essere venduto in un lasso di tempo stabilito su canoni stardard e canoni soggettivi.
I canoni standard possono essere riassunti in:

- 6 mesi per i volumi aperiodici
- 1 - 2 mesi per i volumi periodici

ovvero, la vendita deve consumarsi in un lasso di tempo determinato che nel caso delle pubblicazioni aperiodiche è un periodo medio-lungo e nel caso delle pubblicazioni periodiche è medio-corto (in linea di massima la vendita deve consumarsi prima dell'uscita del nuovo numero della serie in essere).
I canoni soggettivi sono molto più variabili rispetto a quelli standard e si traducono in un aspetto stabilito, non tanto dal libraio quanto dall'unione e l'intreccio di tutti e quattro i parametri fondamentali, dalla posizione geografica e dalla dimensione della libreria. Non sono da sottovalutare questi ultimi due aspetti che plasmano e formano la libreria a propria immagine.
In un ipotetico grafico la linea della probabilità di vendita si abbasserebbe con l'aumentare della proposta/offerta, e andrebbe sempre più abbassandosi con l'avvicinarsi del muro della fine del bacino d'utenza.
Bisogna poi tenere conto che non sempre una maggiore proposta equivale ad un maggiore guadagno, semmai ad una maggiore vendita in termini numerici (ma non remunerativi). Quanto più è alto il numero delle proposte, infatti, tanto più alti saranno i numeri dell'invenduto, quindi del capitale fermo e conseguentemente non più reinvestibile. Tutto questo va oltre il disegno di lavoro remunerativo che ci proponiamo come commercianti e librai e pertanto va ragionato e ponderato.

- La facilità di approvvigionamento del prodotto è un'altro aspetto in base al quale si orienta il libraio. Rappresenta infatti la chiave di volta che ha portato il mercato nella situazione attuale, monopolizzato in termini di esposizione da un singolo editore, Panini Comics, e dove tutti gli altri annaspano in tirature ridicole e vendite imbarazzanti. Non è un caso che la maggior parte degli editori di fumetti, in Italia, abbiano un secondo lavoro.
Avere la certezza di un calendario di uscite, di un programma editoriale chiaro e definito, di un rientro del materiale già edito di cui è momentaneamente sprovvista la libreria in un lasso di tempo brevissimo, di una gestibilità di siti ecommerce per librerie specializzate non dico eccellente e al passo con gli anni, ma nemmeno da giostrina brucomela, è una condizione di cui non si può fare a meno e che dalla quale dipendono per molti versi le scelte di acquisto e l'orentamento del libraio. Esempio lampante è il caso GP Publishing che, distribuito in esclusiva da Messaggerie Libri, non raggiunge moltissime librerie specializzate, spingendo molti librai, a seguito delle proprie scelte aziendali, a scartare in blocco, o quasi, l'editore e ad investire in altro modo energie e denaro.
In questi termini l'unico distributore che pare abbia capito l'importanza dell'informazione e dell'approvvigionamento è PanDistribuzione che ha in mano il mercato distributivo e quello editoriale (con PaniniComics). Il concetto è che il libraio deve ordinare il prodotto con quanti meno click e in maniera quanto più precisa possibile, condizioni queste che per essere soddisfatte hanno bisogno di siti dedicati agili e aggiornati. Aggiornatissimi. La maggioranza dei librai predilige appoggiarsi a un partner distributivo che ha le carte in regola (PanDistribuzione) ad altri che non le hanno, pur avendo scontistiche migliori. Allo stesso modo prediligono l'acquisto di materiale edito da chi si appoggia a distributori capaci di farlo arrivare in libreria velocemente.
Gli editori senza un piano editoriale e di difficile approvvigionamento andrebbero cessati immediatamente.

- Nel corso degli anni oltre all'esperienza si sviluppa anche un naturale rapporto di  fiducia nell'editore/produttore. Senz'altro ogni libraio punta su qualche editore che, oltre alla qualità dei propri prodotti, offre una disponibilità, elasticità o cordialità che altri non hanno. E' tristemente poco noto nel settore in questione che anche i librai sono clienti di qualcuno, sia esso il distributore sia esso l'editore.
Creare un rapporto di fiducia editore-libraio è tecnicamente abbastanza semplice: qualche buona proposta, una vendita una tantum a sconti maggiori rispetto allo standard, un regalino sotto le feste di natale. A dirla tutta, sarebbe anche sufficiente non essere presi in giro.
Insomma, creare un rapporto di fiducia è semplice, è ciò che fa il libraio da anni con i propri clienti: fidelizza, assicura, aiuta, premia. Tutte cose che qui mancano. E' facile pensare che non appena un editore fa un passo reale verso il libraio, questi si muoverà in quella direzione. Gli editori in questa posizione avranno conseguentemente più possibilità di scalzare gli altri di pari target nell'esposizione in libreria migliorando il proprio imprinting in libreria e, contemporaneamente, il libraio lavorerà in maniera più rilassata, organizzata e redditizia. Allo stesso modo, quegli editori che tendono a colpevolizzare i librai di deficit che non gli competono, in maniera più o meno etica, verranno presumibilmente allontanati dalla lista acquisti e quindi dagli scaffali.


Questi sono i parametri fondamentali su cui sviluppo personalmente le politiche della mia attività e che molti librai che lavorano con il conto assoluto, sono certo, condividono.
Una nota infine relativa alla posizione geografica della libreria: una libreria come qualunque attività commerciale non punta il proprio fatturato su un unico prodotto, bensì lo integra con prodotti affini ma che si rivolgono a target differenti o che al limite come target si sovrappongono. E' naturale pensare che come un bar offre anche cioccolate e gelati tutto l'anno, e panettoni sotto le feste natalizie, non limitandosi alla vendita del caffè, anche le librerie specializzate propongano al pubblico articoli differenti dal fumetto ma comunque affini, siano essi libri, noodles, peluches, giochi di carte collezionabili o portachiavi. Anche questi articoli rispondono a quelli che ho definito "i quattro parametri fondamentali", e anche contro questi lottano i fumetti che dovrebbero entrare in negozio. Ciò significa che tutti i ragionamenti appena fatti vanno raffrontati anche a questi altri settori, per scontistiche, probabilità di vendita, facilità di approvvigionamento e affidabilità, perchè quando si verifica il caso in cui una libreria specializzata fatturi di più con gli articoli collaterali che con quelli di base, significa che davvero c'è qualcosa che non va (non nella libreria ma nel sistema).

L'acquisto in conto assoluto della merce distrugge ogni pretesa, ogni singola proposta avanzata da esperti, editori e opinionisti, di missione divulgativa del mezzo da parte del libraio, perchè completamente fuori da qualsiasi logica di mercato e molto vicina alle idee qualunquistiche dell'armatevi e partite.
Attualmente l'unico distributore che ha annunciato in un lasso di tempo traducibile in "quanto prima" l'introduzione del reso è stato Alastor, ma al momento non si sa nulla di più.

mercoledì 12 ottobre 2011

Classifica Wikio Ottobre 2011

Wikio - Top dei blog - Fumetti e illustrazioni

E si sale.
A settembre ero in posizione 80, a ottobre passo in posizione 64. Mai stato così in alto.

Classifica Generale: 1741.
Classifica Cultura: 250.
Classifica Fumetti e Illustrazione: 64.

Ho superato un bel pò di personaggi questo mese, guadagnando 14 posizioni nella classifica Fumetti e Illustrazione, che nemmeno al fantacalcio ero capace di coprire cotante distanze in un unico balzo.
Ora i miei vicini di classifica, a cui devo azzannare il culo, sono Pierz e Rusty Dogs rispettivamente in posizione 63 e 62. Ossi duri.
Subito dietro di me devo pararmi il deretano da Giorgio Pontrelli, bravissimo autore peraltro.

Ma come ho fatto a salire ancora in classifica?
Non è ho idea, ma affidiamoci al Signor Wikio.

Il Signor Wikio, in arte solo Wikio, sostiene che determinati articoli siano più importanti di altri e io pur non conoscendolo, sono certo che se li legge tutti ma tutti prima di stilare la classifica, quindi faccio che faccio che vi dico quali sono i post notevoli del mese che mi hanno fatto scalare la classifica.
Toh:

Anche il video del cazzo dei cosplay, quello che mi è costato una palata di insulti manco lo avessi messo in rete io. Ma se lo dice il Signor Wikio, chi sono io per rompere i coglioni?
Ora l'appuntamento è per il prossimo mese dove scopriremo se Storie di Nessuno, continuerà la sua salità o si pianterà nel pantano. Si accettano scommesse.

martedì 11 ottobre 2011

[Tipo-Rece] Psycho Pathia Sexualis


"Qualcuno deve pur fare il lavoro sporco" [Jeorge Vacca - Topolin Edizioni]

Quando Miguel Angel Martin incontra Jeorge Vacca a Barcellona, aveva appena pubblicato questa sua opera controversa e tagliente. Psycho Pathia Sexualis era presentato al Salone Internazionale del Fumetto, proprio a Barcellona e l'autore, quel giovane M. A. Martin, aveva appena ritirato il premio come miglior autore rivelazione. Jeorge Vacca, che di fumetti con la sua Topolin Edizioni se ne intende (ma non troppo di libertà di espressione in Italia), parla con il giovane autore e insieme trovano l'accordo per la pubblicazione dell'opera anche in Italia.

E' l'aprile 1995 e le copie di Psycho Pathia Sexualis sono state stampate. Cioè, erano quasi stampate. Erano in fase di stampa, diciamo che ne erano state stampate alcune. Il tribunale di Cremona, come avrebbe dovuto, riceve le copie di rito per la messa in distribuzione dello stesso, da parte dell tipografo, ma anzichè dare l'ok alla distribuzione, ordina il sequestro immediato di tutta la tiratura. "Alcune un cazzo" pare abbia aggiunto. Tutte.

Psycho Pathia Sexualis non vede mai la luce, non viene mai distribuito.
L'editore, Jeorge Vacca, in ordine sparso, viene accusato di pubblicazione e spettacoli osceni, pubblicazioni a contenuto impressionante o raccapricciante, offesa al pudore, pornografia minorile e commercio, e sosta in zona regolamentata senza esporre il regolare grattino. Inoltre, ha anche un cognome di merda.

A Jeorge Vacca viene prima respinto il ricorso fatto per il dissequestro dei volumi,  poi viene condannato perchè colpevole, poi viene assolto perchè il fatto non sussiste, poi ricondannato perchè colpevole, poi vince una dozzina di agenti Digos nel monolocale tipo I Tre dell'Operazione Drago che fanno il culo a Dolce Remì, poi viene estratto per farsi una vacanza di un mese e dieci giorni di galera, poi un bel verbale per qualla cazzo di macchina parcheggiata a minchia, per poi essere assolto perchè il fatto non sussiste.
Inoltre, pare che fosse colpevole perchè il fatto non sussiste. Valli capire.

Alla fine, ma fine eh, vince il bene, e quindi la pedopornografia stando al tribunale, e Psycho Pathia Sexualis viene dissequestrato. Nel frattempo si è fatto il 2001.
A sostegno dell'editore e in contrasto al delirante modo di agire della giustizia italiana, diversi autori hanno dato spontaneo appoggio al Vacca, con degli scritti che peraltro trovate all'interno del volume. Il volume in questione però non è della Topolin Edizioni, ma della Purple Press.





Cazz'è successo? Niente. Solo che Jeorge Vacca fu solo il primo degli editori in Italia di Psycho Pathia Sexualis, fu il precursore, il pioniere, quello che ci mette i soldi e generalmente la prende nel culo, per intenderci. Il volume di cui parlo è pubblicato dalla Purple Press e lo trovate nelle librerie specializzate e a casa di qualche PM.

Dopo 6 anni di sequestro, anche se il tam tam tra gli organi di stampa pubblicizzò in un certo modo l'opera e quindi la conseguente vendita, il danno era ormai fatto e alla Topolin Edizioni non restava che contare le botte prese e crogiolarsi sul fatto che Jeorge Vacca rappresentò l'unico caso di detenzione in Italia avvenuto a seguito di una pubblicazione cartacea. Che culo.

La lettura di Psycho Pathia Sexualis è forte e per stomaci forti, ed è importante perchè rappresenta un pezzo di storia del fumetto, ma anche dello stato attuale della società italiana e delle sue leggi, che all'epoca dei fatti ancora non avevano nel mirino leggi assurde come la legge bavaglio, ma che comunque già limitavano fortemente la libertà d'espressione a causa di una cattiva interpretazione dell'opera.
L'idea di base di Miguel Angel Martin è infatti quella di allontanare il lettore dalla pratica di ciò che si racconta, storie di violenza esplicita, amorale e raccapricciante, a volte pedopornografiche,  annullando completamente l'istinto umano di emulazione, lasciando nel lettore solo il disgusto per ciò che si legge. Un pò quello che il cinema serbo ha voluto provare con il film A Serbian Film.

Di Miguel Angel Martin in Italia sono state pubblicate altre storie, una di queste è Brian The Brian di cui ho già avuto modo di parlarvi.

sabato 8 ottobre 2011

8 fumetti con meno di 11 euro.

Facciamo che leggi fumetti e non hai un quattrino.
Non sei il solo, non avere paura.
Facciamo che in tasca hai una decina di euro e vuoi ottimizzarla comprando più albi possibile.
Ti aiuto io.

Ecco come ottimizzare oggi i quasi 11.00 euro che hai in tasca, comprare otto fumetti e vivere felice.



Thor .1 - 1.00 €uro
32 pagine, tutto Thor! Una storia autoconclusiva per penetrare il complesso mondo di Thor e comprendere Asgard e gli immortali che abitano la città divina. Un pezzo indispensabile per i collezionisti e un utilissimo punto di partenza per i nuovi lettori.


Capitan America .1 - 1.00 €uro
Una storia autoconclusiva di 32 pagine che pone le basi per il futuro di Capitan America. Di Ed Brubaker e Mitch Breitweiser! L’albo ideale per iniziare a leggere Cap!

Iron Man .1 - 1.00 €uro
L’iniziativa Marvel .1 tocca anche Iron Man. In 32 pagine una fotografia di ciò che è oggi Tony Stark, l’uomo che si propone di cambiare il mondo, e del suo alter ego, il supereroe ipertecnologico Iron Man. Il futuro comincia qui!



Wolverine .1 - 1.00 €uro
Buon compleanno, Logan! In fumetteria, questo albo di 32 pagine al costo di un euro. Lo sceneggiatore di Wolverine, Jason Aaron, e l’artista sudamericano Jefte Palo ci narrano quanto accaduto poco prima delle attuali vicende della testata di Logan… lanciando uno sguardo nel futuro!

Hulk .1 - 1.00 €uro
L’albo .1 di Hulk Rosso! Un punto d’inizio ideale per nuovi lettori, in cui saranno tratteggiati nuovi orizzonti per Rulk! Parker e Hardman alla cura. Da collezione!



La Leggenda di Arata n° 1 - 2.00 €uro
Dall’acclamata Yuu Watase, autrice di “Fushigi Yûgi” e “Ayashi No Ceres”, arriva anche in Italia Arata Kangatari. Ambientato a metà tra un mondo mitologico, dove gli esseri umani e gli dèi convivono, e il Giappone moderno, racconta le vicende di due ragazzi, entrambi di nome Arata, che per un qualche motivo si ritrovano a vivere l’uno al posto dell’altro. Un nuovo bimestrale shonen che mescola fantasy, umorismo e amore.



Magi n° 1 - 1.90 €uro
Aladdin è un bambino vagabondo che viaggia di città in città vivendo alla giornata. Non sempre incontra gente generosa disposta a fargli un po’ di carità ma la cosa non lo turba, perché gli basta suonare il suo flauto magico e da una misteriosa lampada fuoriesce una gigantesca creatura pronta a difenderlo da qualunque malintenzionato! C'è un unico problema: quando il gigante viene anche solo sfiorato da una ragazza, sviene all’istante a causa della sua terribile timidezza! La nostra storia inizia quando Aladdin incontra una venditrice ambulante che lo obbliga a lavorare per lei come risarcimento per aver divorato tutti i suoi cocomeri. Poco dopo, tuttavia, sarà proprio la ragazza ad essere accusata di furto! La pena per i ladri? Solo una: la morte! Non perdetevi questa nuovissima e briosa storia ispirata alle favole de Le mille e una notte, che catapulterà il lettore in strabilianti atmosfere mediorientali mettendolo sulle tracce di tesori nascosti, lampade magiche e geni dagli eccezionali poteri!


07 Ghost n° 1 - 1.99 €uro
Arriva in Italia 07-Ghost, il celebre fantasy di Yuki Amemiya e Yukino Ichihara. Combattimenti magici, mirabolanti scene d’azione, ma anche sentimenti e forti emozioni… Un titolo già noto grazie alla popolare serie animata. Protagonista della vicenda, un ragazzo che non conserva alcun ricordo dell’infanzia e quindi non sa che la sua famiglia e l’intera popolazione del suo regno natale furono sterminate in una guerra sanguinosa. Teito è l’unico sopravvissuto di quella strage. Fu tenuto in vita dai nemici per una ragione… Presto, i ricordi cominceranno ad affiorare e Teito scoprirà di possedere poteri ben oltre la sua immaginazione. Lasciatevi coinvolgere dalle avventure e dalla magia di 07-Ghost!


Quanto sarebbe bello se fosse sempre così?
Ah, se ti stai chiedendo cosa sono quei fumetti Marvel ".1" CLICCA QUI.
Inoltre mi sono appena ricordato che a 1.00 euro che anche QUESTO.

venerdì 7 ottobre 2011

La RW sperando nel marketing



Come abbiamo già visto a gennaio 2012 RW, etichetta della Goen, diretta da Lorenzo Corti, pubblicherà in Italia i fumetti DC Comics, a scapito della Planeta DeAgostini che torna a far le sue cose in Spagna.
Recentemente è stato reso noto che le testate mensili edite da RW saranno Batman, Superman e Lanterna Verde con quest'ultima che sarà distribuita solo nelle librerie specializzate.

Dopo avergli chiesto un parere sulla legge levi, ho domandato a Lorenzo Corti quali saranno i prezzi al pubblico per le varie testate ed ha confermato il costo di 3.95 €uro per Batman e Superman che continueranno la numerazione Planeta DeAgostini. Ancora incerto il costo di Lanterna Verde. La buona notizia è che il prezzo (che non è aumentato rispetto al precedente editore) viene appaiato ad un aumento della foliazione che passa da 48 a 80 pagine. Ed è una bella differenza (Planeta DeAgostini fa pagare 80 pagine 5.95 €).

E' ovvio che un aumento delle pagine e un prezzo contenuto o quanto meno non in crescita possono essere di grande aiuto nella percezione collettiva del nuovo editore, ma non ci si può limitare a questo per sperare in un aumento delle vendite generali del prodotto, e nel caso specifico, di una partenza sprint di un editore.
Insomma tutto quanto non ha fatto Planeta (e la quasi totalità degli altri editori).
Quando ho chiesto a Lorenzo Corti se avrebbero realizzato materiale promozionale per personalizzare e conseguentemente abbellire i negozi specializzati (come avviene per qualunque altro settore merceologico) ha risposto positivamente: penso proprio di sì. E' una cosa di cui stiamo discutendo con il settore marketing.

Non si capisce effettivamente il perchè questo settore sia costellato da uffici marketing che non credono nella personalizzazione dell'attività che tratta il loro materiale. Eppure è così un pò ovunque: bar, librerie di varia, negozi di giocattoli...

Non è una questione di costo: realizzare una quantità X di vetrofanie non costa uno sproposito, come non costa uno sproposito realizzare totem o semplici locandine.
Ma l'abitudine è di non farla, almeno sino ad oggi.
Come mai? Ne parlerò presto...

giovedì 6 ottobre 2011

Nirvana n° 0 dei Paguri


Un tempo pubblicavano sul Vernacoliere, poi la loro creatura, Don Zauker, è stata sdoganata e sono stati pubblicati da Double Shot. Double Shot è una piccola realtà portata avanti, all'epoca e tra gli altri, da Lorenzo Corti, che ora ha abbandonato la Double Shot per fare il coordinatore editoriale della RW, branca della Goen, che ha appena acquistato i diritti di pubblicazione della Dc Comics in Italia. All'epoca di Don Zauker della Double Shot tali diritti erano in mano alla Planeta DeAgostini che pubblicava in Italia la Dc Comics prima di perdere i diritti poi acquisiti dalla RW di Corti. Prima di perdere questi diritti e dopo che Double Shot ha pubblicato Don Zauker, proprio per Planeta, esce un secondo volume dello stesso. Così "stesso" che è proprio lo stesso dato che si tratta di una ristampa. Salto di qualità e ciao ciao a Double Shot. Anzi no.
Dopo l'esperienza con Planeta DeAgostini, quando ancora alla guida della Double Shot, tra gli altri, c'era il Corti, gli autori di Don Zauker tornano da quest'ultima e pubblicano un terzo volume dello stesso personaggio, Don Zauker.
Ora gli autori di Don Zauker sono passati a Panini Comics e con questo editore hanno realizzato una nuova serie della quale è appena uscito un numero 0 a 1 euro.
Si chiama "Nirvana" e assolutamente non so di che parla.
Volevo solo dirvelo.

E poi per un euro, potete comprarlo voi e dire a me di che parla che io la mia parte l'ho fatta.

lunedì 3 ottobre 2011

Come seguire Storie di Nessuno?



Ecco come seguire Storie di Nessuno senza mai perdere un intervento.


  • Da facebook, mettendo "MI PIACE" a.k.a. "LIKE" nell'apposita pagina una volta cliccato sul banner qui sotto:



  • Dallo stesso blog, cliccando su "SEGUI" in alto a destra, accanto alla stringa di ricerca di blogspot.

  • Sempre qui dal blog accanto a dove stai leggendo adesso, un pò più in alto in blu c'è scritto "UNISCITI A QUESTO SITO". Cliccalo e ti crescerà il pene. E inoltre seguirai questo blog. 



E dai vari blog che mi fanno la grande cortesia di linkarmi nei loro blogroll.
A proposito, se ci sono altri bloggher che vogliono scambiare il link nel loro blogroll (che è decisamente meglio dell'ormai superato elenco dei link), sarò felice di ricambiare. Sosteniamoci per sostenerci
Possibilmente blog a tema :D

sabato 1 ottobre 2011

Dead Drops


La distribuzione della conoscenza senza internet, nel tempo di internet, è l'avanguardia.
E' un sistema per andare avanti facendo un passo indietro. Niente wi-fi, niente cavi, niente connessioni, niente scelta nel materiale reperito. Quello che serve è una chiave usb da regalare al mondo.
Il sistema di condivisione è spontaneo e vivo, il funzionamento è semplice e diretto.

Hai una penna usb, la capienza non è fondamentale, ci carichi dentro tutto ciò che vuoi venga diffuso (foto, testi, libri, musica, film, qualunque cosa sia digitale), senza dimenticare il file testuale che ne spiega l'utilizzo, e la cementi in un posto raggiungibile (possibilmente senza l'ausilio di un cavo prolunga) da un pc portatile. Una volta fatto segnali, al sito che cura il servizio, il paese, la città e il luogo esatto dove hai cementato la penna di modo che chi vuole, può andare a scoprire cosa c'è dentro.
Questo si chiama Dead Drops.
Di seguito un video che spiega visivamente come la penna va cementata.




QUI la mappa delle penne usb nel mondo.

L'utente che prende i dati dalla penna è libero di modificarne il contenuto, aggiungendo ed eliminando ulteriore materiale. E' ovvio pensare che il contenuto della penna sarà in evoluzione continua. La sensazione di libertà offerta dal Dead Drops è inusuale e piacevole, solo l'idea in sè mi gasa.

La spontaneità del fenomeno lo rende avvincente. Più libero dello stesso internet, e certamente con delle sorprese in più, in quanto non siamo padroni della mole e della tematica delle informazioni che andremo a ricevere da una o dall'altra penna usb.

Ora, sarà che voglio divertirmi un pò, ma sto andando a comprare una penna da cementare. Poi vi farò sapere dove si trova.